I diritti annegati. I morti senza nome del Mediterraneo
Contributi
Alberto Amadasi, Stefano Bissaro, Annalisa Cappella, Sara Carnovali, Danilo De Angelis, Daniele Gibelli, Michele Grassi, Francesca Magli, Debora Mazzarelli, Vera Merelli, Lara Olivieri, Vittorio Piscitelli, Davide Porta, Cecilia Siccardi
Livello
Saggi, scenari, interventi
Dati
pp. 128,      1a edizione  2016   (Codice editore 893.1)
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In breve
Un volume che nasce dall’esperienza di due team di ricerca: medici legali e “forensic scientists” (che “sul campo” hanno sperimentato difficoltà e vuoti normativi che gravitano intorno al mondo dei cadaveri senza identità, dei minori non accompagnati e dei richiedenti asilo) e giuristi (che cercano di fornire risposte e soluzioni ad alcune delle problematiche emerse e connesse al tema delle migrazioni verso l’Europa).
Utili Link
Internazionale L'Italia fa scuola nell'identificazione dei morti migranti…(di Annalisa Camilli)… Vedi...
Tiscali Diritti umani annegati nel Mediterraneo (di Giovanni Maria Bellu)… Vedi...
Redattoresociale.it La task force italiana che dà un nome ai morti in mare… Vedi...
Dietro le Quarte Volti annegati, luci sull'acqua e un canto che sale… Vedi...
Presentazione del volume

Solo nel 2015, più di un milione di migranti ha tentato di attraversare il Mediterraneo per arrivare sulle coste europee. Oltre 3.000 di loro sono morti o scomparsi durante il viaggio: cadaveri che rimangono spesso sommersi, e, anche se recuperati, restano senza nome, senza storia. Infatti, negli ultimi 15 anni oltre 30.000 migranti sono morti nelle acque del Mediterraneo: più del 60% giace sepolto, senza identità.
Come dare un nome a questi morti? Esiste un dovere giuridico che impone il recupero e l'identificazione di questi corpi? Come garantire il diritto delle famiglie a conoscere il destino dei propri cari? Quali sono le ripercussioni della mancata identificazione sulle famiglie?
Due team di ricerca dell'Università degli Studi di Milano cercano di rispondere a questi interrogativi nel volume I Diritti annegati, partendo dall'esperienza di medici legali e "forensic scientists" che "sul campo" hanno sperimentato negli ultimi anni difficoltà e vuoti normativi che gravitano intorno al mondo dei cadaveri senza identità e offrendo, in un'ottica multidisciplinare, un'analisi delle principali problematiche giuridiche connesse al tema delle migrazioni verso l'Europa.
I Diritti annegati vuole anche essere una denuncia per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica, della politica, delle Istituzioni nazionali ed europee su un fenomeno drammatico che tocca nel profondo i nostri principi costituzionali, i quali non tollerano ingiustificate distinzioni dettate dal solo fatto di essere nati a nord o a sud del Mediterraneo.

Marilisa D'Amico, è professore ordinario di Diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano, direttore della Sezione di Diritto costituzionale del Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale, coordinatore di DIRECT (DIReCT - Discrimination and Inequalities Research Strategic Team). È componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa e autrice di molte pubblicazioni sulle tematiche della giustizia costituzionale e dei diritti fondamentali. Come avvocato ha ottenuto molti successi davanti alla Corte costituzionale e alle Corti sovranazionali in materia di procreazione assistita, di interruzione della gravidanza e di riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali.
Cristina Cattaneo, professore ordinario di Medicina legale presso l'Università degli Studi di Milano, è direttore di Labanof, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, impegnato nel recupero e nello studio di resti umani, nonché nell'identificazione del vivente, di minori non accompagnati e nell'assistenza medico legale a vittime di maltrattamento e tortura. È promotrice del protocollo siglato tra l'Università di Milano, il Ministero dell'Interno e il Commissario straordinario delle persone scomparse per favorire l'identificazione dei migranti morti in particolare a Lampedusa, nei naufragi del 3 e 11 ottobre 2013 e del 18 aprile 2015. È membro del Forensic Advisory Board della International Committee of the Red Cross e autrice di numerosi libri e articoli scientifici in materia.
Vittorio Piscitelli, nominato Prefetto nel 2006, dopo un breve periodo presso l'Ispettorato della Funzione Pubblica, svolge le funzioni di Prefetto di Macerata dal 2007 fino ad aprile 2012, data in cui viene trasferito alla Prefettura di Reggio Calabria che dirigerà fino al dicembre 2013. Dal gennaio 2014 riveste le funzioni di Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse.

Indice
Vittorio Piscitelli, Prefazione
Introduzione. I morti senza nome del Mediterraneo: profili multidisciplinari
Marilisa D'Amico, Il punto di vista del giurista
Cristina Cattaneo,
Il punto di vista del medico legale
Daniele Gibelli,
Francesca Magli, Le statistiche: il tragico quadro di vivi e morti
(Numero di arrivi; Richieste di asilo; Numero di migranti deceduti)
Stefano Bissaro, Sara Carnovali, Michele Grassi, Cecilia Siccardi, I diritti dei migranti scomparsi e dei loro familiari: profili di diritto interno e sovranazionale
(Premessa; I tragici naufragi dei migranti e il ruolo dell'autorità giudiziaria italiana. I drammatici naufragi dell'ottobre 2013 e dell'aprile 2015; I diritti dei morti e dei loro familiari nel diritto internazionale; Gli strumenti giuridici di raccolta dati ante e post mortem)
Danilo De Angelis, Debora Mazzarelli, Lara Olivieri, Annalisa Cappella, Vera Merelli, Alberto Amadasi, Davide Porta, Cadaveri senza nome e la questione migranti: profili medico-legali
(Cadaveri sconosciuti; Come si identifica? Identificazione e riconoscimento; Il problema dell'identificazione dei migranti; Esperimenti Pilota sui dead migrants promossi dall'Italia: verso un protocollo risolutivo)
Marilisa D'Amico, Cristina Cattaneo, Conclusioni
Nota sugli autori.




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