L'architettura come processo

Giuseppe Strappa

L'architettura come processo

Il mondo plastico murario in divenire

L’architettura non è semplice comunicazione, ma vita reale. Per questo il problema del progetto va visto con occhi nuovi, lontano dalla deriva estetizzante della produzione contemporanea. L’architetto non può semplicemente aderire allo stato delle cose: ogni progetto deve contenere quel tanto di distante e originale che permetta la lucida cognizione del presente, e quel tanto di concreta utopia che costituisce il sale del suo contributo al futuro.

Printed Edition

40.50

Pages: 300

ISBN: 9788891705976

Edition: 2a ristampa 2023, 1a edizione 2014

Publisher code: 1098.2.26

Availability: Discreta

Pages: 300

ISBN: 9788891786302

Edizione:1a edizione 2014

Publisher code: 1098.2.26

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Info about e-books

Un'idea di architettura basata su rivoluzioni superficiali e trasformazioni improvvise sta producendo un'inedita ansia di diversità. Il risultato paradossale è sotto gli occhi di tutti: l'omologazione delle forme, il loro appiattimento su consumati slogan, la marginalità degli aspetti più vitali dell'architettura intesa nel suo significato civile.
Occorre cercare, per questo, una strada diversa dalla deriva estetizzante che coinvolge, quasi per intero, la produzione contemporanea, riportare l'attenzione sui fenomeni "plastici", profondi e persistenti, che costituiscono il dato più concreto e utile al progetto.
Una proposta che si oppone all'attuale culto dell'espressione individualistica, dell'immagine spettacolare e mediatica. L'architettura non è l'arte del virtuale né solo comunicazione: è la vita reale.
Una nuova architettura può essere fondata sulla sequenza di modificazioni che genera nel tempo il paesaggio costruito, sulla nozione vitale di "processo", condizione di trasformazione da continuare in termini contemporanei, guardando al futuro.
Questo volume vuole esaminare il problema del progetto con occhi nuovi, riconsiderando il ruolo dell'architetto all'interno delle attuali condizioni di crisi le cui contraddizioni sembrano venir accettate, oggi, come portato inevitabile dei tempi, semplice dato del problema. Quella attuale può apparire, invece, come la fertile fase di instabilità che accompagna ogni grande cambiamento.
Ogni progetto dovrebbe contenere, allora, quel tanto di distante e originale (rivolto alle origini) che, al di fuori di ogni convenzione, permetta la lucida cognizione del presente, e quel tanto di concreta utopia che costituisce il sale del suo contributo alla trasformazione del mondo costruito.

Giuseppe Strappa, architetto, professore ordinario di progettazione architettonica e urbana, direttore del Dottorato in Scienze dell'Architettura e del Laboratorio Lpa (Lettura e Progetto dell'Architettura) presso l'Università "Sapienza" di Roma, svolge da tempo attività di ricerca sui temi della morfologia e delle trasformazioni urbane.


Introduzione
Architettura plastica
(Architettura vivente; Identità organica; Materia elastica, materia plastica; Un mondo murario; Lingua colta e parlato quotidiano; Unità nel molteplice; Durata; Civiltà di recinti; Nuovi recinti)
Murario moderno
(I prodromi del cambiamento; Didattica plastica; Genera, nodalità, annodamenti; Nodo architettonico e nodo urbano; Mutazioni; Sintesi e contraddizioni; Plastica della città e del territorio; Coscienza plastica; Vitalità dell'architettura muraria; Architettura popolare ed altri disastri)
L'Architettura dell'età della crisi
(L'estetizzazione della crisi; La fine dei maestri e le rovine del moderno; L'organismo plastico rivisitato; Eredità plastica; L'architettura al tempo della crisi; Nuove radici)
Conclusioni
Verso una città plastica
Nota bibliografica
Indice dei nomi
Fonti delle illustrazioni.

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