Signori di popolo

Riccardo Rao

Signori di popolo

Signoria cittadina e società comunale nell'Italia nord-occidentale 1275-1350

Rispetto alla visione affermata della signoria cittadina come forma di governo tirannica e assoluta, si evidenzia come questa nasca in armonia con il sistema pluralistico comunale, offrendo alle città risorse economiche, militari e diplomatiche, andando incontro alle esigenze dei gruppi sociali che ne sostengono la dominazione.

Printed Edition

33.00

Pages: 256

ISBN: 9788820406813

Edition: 1a ristampa 2023, 1a edizione 2011

Publisher code: 1573.412

Availability: Discreta

Pages: 256

ISBN: 9788856856637

Edizione:1a edizione 2011

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La signoria cittadina è stata a lungo associata a una forma di governo tirannica, violenta, arbitraria e assoluta, in contrasto rispetto agli equilibri democratici raggiunti durante l'età comunale. Prendendo in considerazione le prime dominazioni sorte in Piemonte, Lombardia ed Emilia tra la fine del Due e l'inizio del Trecento, emerge una situazione assai differente: la signoria nasce in armonia con il sistema pluralistico creato dai comuni, al suo interno. I signori non stravolgono gli ordinamenti municipali, ma si insinuano in essi, offrendo alle città risorse economiche, militari e diplomatiche, andando incontro alle esigenze dei gruppi sociali che ne sostengono la dominazione. Si potrebbe persino dire che, almeno nella sua prima fase, la signoria costituisce essa stessa nell'Italia padana un momento del comune di popolo.
L'immagine della signoria che qui si propone è, insomma, lontana dal fosco quadro di violenze evocato dall'immagine ottocentesca proposta sulla copertina, che è poi stato fatto proprio da molte ricerche prodotte nel corso del Novecento. Senza per questo voler attribuire alcuna idealizzazione positiva ai progetti di affermazione personale tentati in tale epoca, questi ultimi sfuggono ogni schematismo e ci costringono considerare che alcuni significativi processi di chiusura della partecipazione politica e di nascita di poteri autocratici poterono avvenire in maniera quasi silenziosa, con l'appoggio di ampi settori della società.

Riccardo Rao
insegna Storia medievale all'Università degli Studi di Bergamo. È membro della redazione di "Reti Medievali". Ha scritto diversi saggi sulle istituzioni, sulla società e sui paesaggi nel basso medioevo, prestando particolare attenzione alle questioni della signoria, dei beni comuni e dei villaggi abbandonati. Tra i suoi lavori monografici si segnalano I beni del comune di Vercelli (1183-1254) (Vercelli 2005), Comunia. Le risorse collettive nel Piemonte comunale (secoli XII-XIII) (Milano 2008) e Il villaggio scomparso di Gazzo e il suo territorio. Contributo allo studio degli insediamenti abbandonati , Vercelli 2011. Per FrancoAngeli ha pubblicato, assieme a Guido Alfani, La gestione delle risorse collettive nell'Italia settentrionale (secoli XII-XVIII) (Milano 2011).



Premessa
Introduzione. Signoria e società nella storiografia della prima metà del Novecento
(La genesi del dibattito: il favore popolare alla signoria negli studi della "scuola economico-giuridica" e di Francesco Ercole; Signoria senza società: la lettura violenta della signoria; Durante il fascismo: la forma di Ercole, l'approccio sociale della scuola economico-giuridica; Il trionfo della lettura chabodiana; Signoria democratica contro signoria tirannica, signoria sociale contro signoria politica)
Signorie a sovranità popolare
(La signoria all'interno del sistema comunale; Gli studi del Novecento: una signoria istituzionale e diarchica; L'Italia nord-occidentale ai margini del dibattito; Vicariato imperiale e signoria; Una signoria non istituzionale: signorie senza visibilità e a sovranità popolare; Differenti piani di dominio: comune, signorie cittadine e regimi sovralocali; Tensioni sociali)
I gruppi sociali di fronte alla signoria: Pavia, Piacenza e Parma
(Le signorie cittadine, signorie a sovranità popolare?; Manfredo Beccaria e Alberto Scotti: un progetto politico popolare; La crisi di rappresentatività e la caduta di Scotti e Beccaria; Dalla parte dei grandi: Giberto da Correggio; Dalla parte del popolo: i Rossi; Con gli occhi del popolo: Scotti e Visconti secondo Guerino; La vitalità del "sistema comune"; Il controllo delle istituzioni: classi politiche e disciplinamento della partecipazione; Il radicamento sociale della signoria: esperienze a confronto)
Pavia: signoria e rappresentanza
("Élite" e pluralismo nelle indagini sulla signoria; Comune e organismi consiliari negli anni Venti-Trenta del Trecento; I Beccaria e il popolo: una signoria visibile senza legittimità; La classe politica di governo e la rappresentatività; La classe politica e la composizione sociale; Sistema corporativo e classe politica; Classe politica e parte; Verso la creazione di un'"élite politica"; Da signori a tiranni: la perdita di rappresentatività e la svolta autocratica del regime; Dove finisce la "democrazia" in un comune medievale?)
Vercelli: signorie su diversi livelli
(Le prime signorie: un'epoca di sperimentazione; L'egemonia milanese; La costruzione di una signoria cittadina: Avogadro e Tizzoni; Una prospettiva dal basso: la voce del comune)
Alba: trasformazioni sociali tra monarchia ed egemonie familiari
(La dedizione a Carlo II d'Angiò; Popolari e sudditi; Da Alba a Napoli: la circolazione degli ufficiali; Finanze regie e interessi cittadini: il controllo del territorio; Magnati e popolani: le dinamiche sociali; La rappresentazione politica del conflitto sociale: gli Albesi e la partecipazione al governo della città; La caduta angioina)
Bibliografia
Indice dei nomi e dei luoghi.

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