Eticità assoluta e diritto positivo. Le maniere di trattare scientificamente il diritto naturale
Collana
Livello
Textbook, strumenti didattici. Classici
Dati
pp. 112,   1a ristampa 2011,    1a edizione  2003   (Codice editore 230.79)
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Presentazione del volume

Il lungo articolo: Le maniere di trattare scientificamente il diritto naturale, posizione di questo nella filosofia pratica e suo rapporto con le scienze giuridiche positive - pubblicato da Hegel tra il 1802 e il 1803 nel "Giornale critico" - costituisce, insieme al così detto Sistema dell'eticità, ma quest'ultimo abbandonato da Hegel in una redazione incompleta, pochi mesi prima, il primo organico documento dell'interesse del filosofo per l'etica e il diritto. L'idea della Totalità o meglio il concetto della "Totalità etica" viene a configurarsi nello scritto hegeliano come fondamento di un nuovo sistema del diritto e dello Stato.

L'attacco che Hegel muove alle scienze del finito o dell'empirico o in generale delle scienze che si appellano all'esperienza - momento iniziale dello scritto - procede in maniera simmetrica con la critica che egli indirizza nella seconda parte dell'analisi contro la filosofia di Kant e di Fitche come formalismo etico. Il nuovo intento hegeliano qui è chiaro: l'unità dell'idea etica non può costituirsi nella rigidezza di una determinazione arbitraria isolata e fissata come essenza dell'intero rapporto - esito contraddittorio delle scienze empiriche; né altrettanto essa può pretendere all'assolutezza del concetto quando viene elevata a principio e a legge una singola proposizione - esito del formalismo intellettualistico di Kant e Fitche.

Il carattere della discussione hegeliana riceve qui, per la prima volta, un andamento fortemente sistematico: la critica ad entrambe le impostazioni, quella empiristica e quella soggettivistico-razionalistica, introduce appunto, dialetticamente, alla terza parte del saggio, alla veduta personale del filosofo dell'idea della libertà ovvero della "Totalità etica". La "Totalità etica" non è l'unità concettuale attinta nell'assolutizzazione della parte nella sua posizione contenutistica o formale, bensì unità sintetica, unione di particolare e di universale, di soggettivo e oggettivo. Diversamente: la "Totalità etica" è il superamento del vecchio schema giusnaturalistico diritto-morale, ovvero della contrapposizione di individuale-sociale, privato-pubblico; essa è la figura della comunità popolare intesa come totalità vivente e storica, il cui soggetto non è più il singolo o una somma di singoli, ma una collettività, un tutto organico, il popolo. Il popolo - dice Hegel - è totalità etica, e, in quanto totalità, non è astrazione giuridica, ma un prodotto della storia.

Marcello Del Vecchio è autore di due volumi sull'opera e il pensiero di Albert Camus: Assurdo e Rivolta in Albert Camus , Di Mauro, 1965; La Fenomenologia dell'assurdo in Albert Camus , La Nuova Italia, Firenze 1979. Ha partecipato all'edizione completa dell'opera di David Hume, Laterza (BUL. vv.4), Bari-Roma 1987.Per la FrancoAngeli ha tradotto e curato l'epistolario di David Hume, Lettere , 1982; e le due opere di Hegel: La dialettica di Jacobi , 1984 e Scritti Berlinesi , 2001. È collaboratore della Rivista di storia della filosofia.

Indice


Marcello Del Vecchio, Introduzione
Sulle maniere di trattare scientificamente il diritto naturale, posizione di questo nella filosofia pratica e suo rapporto con le scienze giuridiche positive.