Lo specchio attraversato. I media e la restituzione del simbolo
Autori e curatori
Contributi
Stefano Zecchi
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 144,      1a edizione  2005   (Codice editore 495.173)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 22,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846469434

Presentazione del volume

La definitiva imposizione del multimediale digitale in tutti gli aspetti della cultura di massa, dell’arte di massa e dell’uso individuale dei mezzi di espressione e di comprensione, impone riflessioni basate sull’incidenza e sul ruolo dei nuovi codici culturali. Senza limitarsi ad analizzare gli epifenomeni dell’arte e della cultura contemporanee sulla base di estetiche precedenti ai nuovi media, occorre procedere ad un lavoro di ricerca nei confronti delle possibili radici storiche degli esiti attuali, articolando i giudizi sulla base della complessità estetica odierna.
Ipotizzando un percorso d’indagine che colloca la propria origine nelle Avanguardie novecentesche, e segnatamente nel Surrealismo, i concetti di “arte di massa” e di “cultura di massa” acquistano ricchezza di significato se messi a confronto con gli intenti programmatici surrealisti, evidenziando altresì un percorso ideale che trascende il Novecento e che situa il proprio rizoma nella moderna scissione tra committenza d’élite e committenza popolare. Sulla base di tale diversificazione del rapporto tra oggetto d’arte e sua fruizione, e sulla sua istituzionalizzazione sociale, si basa il moderno rapporto tra codici culturali di massa e loro fruizione generalizzata.
I nuovi supporti multimediali digitali hanno realizzato quell’“accelerazione fruitiva” che si configura come motivo centrale dell’attualità; oltre il pop esiste un ulteriore spazio di massificazione attraverso il quale gli elementi sottostanti l’arte vengono sottoposti ad una sorta di processo di rarefazione concettuale al termine del quale rimane un nucleo percepito come estraneo, spesso inintelligibile ma fortemente evocativo che, attraverso il rispecchiamento di sé, approda alla restituzione del simbolo riaffermandone l’imprescindibilità.

Matteo Giovanni Brega insegna e svolge attività di ricerca presso lo Iulm di Milano, inoltre collabora con la cattedra di Estetica I dell’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato sulle riviste Filosofia dell’arte, Panoptikon, Tendenze e si occupa di estetica contemporanea e tendenze culturali di massa sul settimanale Il Domenicale. È consulente di aziende ed istituzioni pubbliche e private.

Indice


Stefano Zecchi, Presentazione
L’eredità del Surrealismo
Evoluzione della società dello spettacolo
Tentativi di individuazione di un fenomeno
La cultura dinamica: arte, massa e forme di comprensione della realtà
Multimedialità digitale e fruizione dei contenuti
Impoverimento come destino?
Arte di massa e fruizione multimediale digitale
Fonte di senso e arte di massa
L’attualità di Dwight Macdonald