Dal volto alla maschera. Rappresentazione politica e immagini dell'uomo nel dialogo tra Guardini e Schmitt
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pp. 456,      1a edizione  2013   (Codice editore 503.15)
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In breve
Muovendo dal rapporto epistolare tra Schmitt, il futuro Kronjurist del Terzo Reich, e Guardini, prete cattolico con un buon seguito in Germania, il volume si interroga sul momento in cui i loro itinerari iniziano a divergere. Al centro c’è la dottrina filosofico-giuridica della Repräsentation, e due domande: la scienza del diritto ha in sé degli anticorpi contro il totalitarismo? È possibile, e auspicabile, superare la forma rappresentativa dell’esistenza politica?
Presentazione del volume

Da un lato, Carl Schmitt: il futuro Kronjurist del Terzo Reich, che sa andare all'essenza dei fenomeni giuridici con le sue taglienti definizioni, e avuole usare di questo talento per imprimere ai fenomeni una direzione. Crede che la Chiesa di Roma sia la madre del jus publicum europaeum, il diritto romano essendone il padre; e vede nella rivoluzione fatta in nome dell'economia e della tecnica una minaccia mortale, per il sapere giuridico, ma soprattutto per l'immagine dell'uomo che il diritto ha custodito. Dall'altro lato, Romano Guardini: un prete cattolico che riesce a parlare a molti in Germania. Per lui hanno inventato una disciplina, la katholische Weltanschauung; e lui ne ha fatto una pericolosa concorrente della Weltanschauung nazista. Nei suoi scritti parla di liturgia, di vita comunitaria di Chiesa, di dignità della persona, e legge i classici, filosofi e poeti, con la stessa libertà e profondità con cui affascina i ragazzi del Movimento giovanile. Sapevamo già che, prima dell'avvento di Hitler, Schmitt e Guardini si conoscevano; che avevano avuto discepoli in comune; che contribuivano allo stesso clima di "renouveau cattolico" della cultura tedesca.
Questo libro muove dalla documentazione di un rapporto epistolare tra i due, per chiedersi a partire da quale punto i loro itinerari di pensiero inizino a divergere, annunciando la separazione anche dei loro itinerari di vita. Al centro c'è la dottrina filosofico-giuridica della Repräsentation, e due domande sullo sfondo: la scienza del diritto ha in sé degli anticorpi contro il totalitarismo? È possibile, e oggi auspicabile, superare la forma rappresentativa dell'esistenza politica?

Giovanni Magrì è dottore di ricerca in Teoria degli ordinamenti giuridici e svolge attività di ricerca in Filosofia del diritto presso il Dipartimento giuridico dell'Università di Catania. È autore di La legge della forma. La scienza del diritto di Carl Schmitt, Scriptaweb, Napoli 2010, e di vari saggi e articoli sulla tensione tra diritto e giustizia al tramonto della modernità.

Indice


Introduzione
Parte I. Due storie dal Kulturkampf al katholische Renouveau
A bottega dai maestri
(Da Scheler a Guardini; Da Weber a Schmitt)
La crisi e il "nuovo"
(Fuori dall'accademia; Guardini: la liturgia tra oggettività e soggettività; Schmitt: il diritto tra teologia e tecnica)
Parte II. 1923. Le ragioni di un incontro
Universalità o sincretismo? Il topos della complexio oppositorum
"Tra teologia e tecnica"
Schmitt visto da Guardini: cattolico o romano?
(Guardini lettore di Schmitt; Cosa c'è dopo la modernità? Il "politico" e l'uomo; Dialogo interrotto e nuove distanze)
Parte III. Il confronto teorico: cattolicesimo romano e rappresentazione metafisica
Guardini: dalla polarità all'altezza
(Antropologia del gratuito; La Hoheit come Politikum)
Schmitt: idee, cose, personificazioni
(Contro il pensiero "a una dimensione": la Repräsentation tra Vorstellung e Darstellung; Sulla Publizität del giuridico; Davanti alle "mitologie" politiche; Una sintesi "scientifica": la rappresentazione come principio di forma politica)
Conclusione - Davanti al bivio
Bibliografia
Appendice documentaria
Indice dei nomi.