Noir tv. La cronaca nera diventa format televisivo
Autori e curatori
Contributi
Domenico Carzo
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 120,      1a edizione  2013   (Codice editore 1381.2.16)
Peer reviewed content
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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 15.00
Disponibilità: Limitata


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Codice ISBN: 9788820424749

In breve
Attraverso una rilettura analitica del “giallo di Avetrana”, il volume spiega come il modello narrativo che affonda le radici nel dramma di nera sia oggi linfa per programmi televisivi di successo che generano una sorta di “meta-format”: tanti programmi, di generi diversi, che, con tecniche di racconto multiple, compongono il medesimo evento criminale rendendolo un testo di volta in volta spettacolarizzato secondo differenti chiavi di lettura.
Presentazione del volume

La ripetizione delle storie di cronaca nera che negli ultimi anni riempiono i teleschermi italiani sembra definire una nuova configurazione del format televisivo. Partendo da questa considerazione, il volume spiega, attraverso una rilettura analitica del "giallo di Avetrana", come il modello narrativo che affonda le sue radici nel dramma di nera sia oggi linfa per il moltiplicarsi di programmi televisivi di successo che generano una sorta di "meta-format": un sistema moltiplicatore che permette di creare un grande numero di dispositivi narrativi a partire da una storia sempre uguale.
Il fil rouge di questo iper-racconto è una sorta di "aura narrativa" orientata all'intrattenimento del telespettatore che partecipa senza rischi al dramma sceneggiato attraverso l'ibridazione di vita reale e perfetto confezionamento mediale. Storie maledette che, dal delitto di Cogne al dramma di Avetrana, continuano a riempire i palinsesti televisivi invitando gli spettatori a un macabro gioco investigativo. Si varca il confine del "dolore degli altri", il nuovo feuilleton criminale si divora di morte in morte, di orrore in orrore.
Il testo affianca a strumenti di osservazione legati al linguaggio televisivo un esercizio di lettura che attinge a elementi di narratologia e a repertori di immagini tratte dalla letteratura e dal cinema.

Antonia Cava è ricercatrice di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Cognitive, della Formazione e Studi Culturali dell'Università degli Studi di Messina, dove insegna Industria culturale e Media Studies. Si occupa di analisi dell'immaginario mediale e di dinamiche di fruizione da parte dei pubblici. Ha pubblicato, tra l'altro, Servizio pubblico e mercato televisivo. La Rai nel passaggio dall'analogico al digitale (Aracne, 2012), Da Disneyland a Sex and the city. Un'analisi dei pregiudizi sui pubblici dei media (FrancoAngeli, 2010), Sguardi mediali. Il pubblico femminile tra palinsesto generalista e piattaforma digitale (Bonanno 2008).

Indice


Domenico Carzo, Prefazione
Introduzione
Verso un nuovo "meta-format televisivo"
(La nascita del neorealismo televisivo; Lo schermo a forma di pozzo; Dal pozzo nero no-stop all'occhio rosso della telecamera acceso 24 ore su 24. La realtà diventa Reality; Il Giallo si tinge di Fiction Rosa e di Cronaca Nera)
Delitti e palinsesti
(Il fascino del crimine si fa racconto televisivo; Per una definizione di "format criminale"; La fiction e il modello narrativo della cronaca nera; Da Cogne ad Avetrana: macabre fiabe mediali e format televisivi; L'ultima fase: la rappresentazione mediatica del processo)
Fenomenologia di Avetrana
(Sarah Scazzi e le origini del racconto tragico; L'ipervisibilità del delitto d'Avetrana; L'architettura narrativa; Dalla Penny Press a Quarto Grado; Di genere in genere: il meta-format)
Conclusioni
Bibliografia.