Considerazioni intorno alla poesia degli Ebrei e dei Greci
Contributi
Anna Lissa
Livello
Classici
Dati
pp. 176,      1a edizione  2014   (Codice editore 496.3.26)
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In breve
Corrispondente di Giambattista Vico, Garofalo viene considerato l’erede più fedele della lezione radicale dell’Istoria civile giannoniana, sollevando nelle sue Considerazioni intorno alla poesia degli ebrei e dei greci questioni e tematiche che mettono in luce una lettura attenta e competente del Tractatus teologico-politicus spinoziano e uno studio semantico della lingua ebraica. Una figura emblematica di intellettuale moderno, in bilico tra erudizione e ambizioni politiche.
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Presentazione del volume

Le Considerazioni intorno alla poesia degli ebrei e dei greci di Biagio Garofalo vengono pubblicate a Roma nel 1707, e tra il 1716 e 1718 messe all'Indice con l'accusa di aver trattato la Bibbia alla stregua di un libro profano.
L'opera, nonostante l'imprimatur di Giusto Fontanini, conteneva numerosi tratti di pericolosità, mettendosi sulla scia del Tractatus spinoziano e sul modello degli scritti di Domenico Bencini, Vincenzo Santini, Francesco Bianchini e Celestino Galiani. Corrispondente di Giambattista Vico, per il quale ricopriva anche il ruolo di mediatore per arrivare al principe Eugenio di Savoia, e amico di Matteo Egizio, Garofalo viene di fatto considerato l'erede più fedele della lezione radicale dell'Istoria civile giannoniana, sollevando nel suo testo questioni e tematiche che mettono in luce una lettura attenta e competente del Tractatus teologico-politicus spinoziano e uno studio semantico della lingua ebraica.
Conoscitore di latino, greco e lingue orientali, Garofalo denuncia nelle sue opere un vistoso eclettismo e una vivace partecipazione al dibattito culturale europeo grazie alla posizione di rilievo da lui raggiunta sia presso la corte romana che presso quella viennese, e si propone come figura emblematica di intellettuale moderno, in bilico tra erudizione e ambizioni politiche.

Manuela Sanna, direttore dell'Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno del Cnr, si occupa di cultura storico-filosofica tra Seicento e Settecento, e ha dedicato numerosi lavori a Tschirnhaus, Leibniz e Vico. È membro del consiglio scientifico dell'edizione critica delle Opere di G.B. Vico, per la quale ha curato la raccolta delle Epistole, il De rebus gestis Antonj Caraphaei e, con P. Cristofolini, la Scienza nuova del 1730 e quella del 1744. Ha curato anche la più recente traduzione italiana del De antiquissima Italorum sapientia (Roma 2005) e per i tipi di Bompiani, con V. Vitiello, le tre edizioni vichiane del 1725, 1730 e 1744. Negli ultimi anni le sue ricerche si sono soffermate sul rapporto tra immaginazione e conoscenza, e su questo tema sono usciti La "Fantasia, che è l'occhio dell'ingegno" (Napoli 2001) e Immaginazione (Napoli 2007).
Anna Lissa è collaboratrice scientifica presso il "Centro di Studi ebraici" della Martin Luther Universität di Halle- Wittenberg per il progetto "Simone Luzzatto", finanziato dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft, e partecipa alla pubblicazione degli Scritti politici e filosofici di Simone Luzzatto, rabbino e filosofo nella Venezia del Seicento (2013). Ha pubblicato due monografie: Quando lo spazio si fa tempo: rappresentazioni di Gerusalemme nella letteratura israeliana - David Shahar e Abraham B. Yehoshua (2007) e The City of Many Times: The Representation of Jerusalem in David Shahar's Short Stories (2009). È inoltre autrice di studi in italiano, inglese, francese ed ebraico su vari scrittori israeliani (Abraham B. Yehoshua, David Shahar, Shulamit Hareven e Aharon Appelfeld), anche della cosiddetta "seconda generazione di scrittori orientali d'Israele".

Indice


Avvertenza
Manuela Sanna, Introduzione - Un intellettuale della modernità, Biagio Garofalo
Considerazioni intorno alla poesia degli Ebrei e dei Greci
Appendice
Bibliografi a
Indice dei nomi.