Dipendenze e misure alternative alla pena. Trattamenti sanitari volontari, condizionati e obbligatori nella doppia diagnosi
Contributi
Giovanni Serpelloni
Livello
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati
pp. 208,      1a edizione  2013   (Codice editore 306.18)

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In breve
Il primo dettagliato contributo sul tema del trattamento coattivo e/o volontario dei disturbi correlati all’uso di alcol e sostanze in comorbilità.
Presentazione del volume

La complessità delle problematiche inerenti l'uso di sostanze - e le conseguenze cliniche che ne derivano - hanno determinato, col passare degli anni, un interesse crescente sul tema e ciò sia tra gli operatori che nel grande pubblico: l'incremento progressivo della diffusione delle patologie alcool e droga-correlate rappresenta infatti, oggi, un allarme sociale crescente comportando, peraltro, una serie importante di limiti e criticità nell'operare dei Servizi. In tutto ciò, il fenomeno della cosiddetta "doppia diagnosi", cioè della comorbilità tra disturbi mentali e disturbi da uso di sostanze, ha contribuito ad introdurre elementi di confusione organizzativa e, spesso, di impotenza sulla "guaribilità" nel tempo di tali disturbi, nonché sulla capacità di contenere la continua estensione di tali fenomeni nella società attuale.
I limiti più importanti, dal punto di vista organizzativo, riguardano la sostanziale separazione dei Servizi esistenti in una dimensione tripartita determinata dalle leggi attualmente in vigore che vedono soprattutto il tema della valutazione e del trattamento della doppia diagnosi distribuirsi su unità di offerta appartenenti a Dipartimenti diversi (DSM, SerD e la costellazione delle residenzialità terapeutiche appartenenti al privato sociale ed al terzo settore). Le criticità, ormai esplicite agli occhi della comunità scientifica e clinica, riguardano invece i modelli di valutazione diagnostica e di trattamento che sembrano ancora scarsamente presenti - o poco utilizzati - nella realtà italiana e, soprattutto, raramente guidati da un approccio evidence-based in grado di ottimizzare le scelte, il matching paziente/servizio/trattamento, nonché di favorire la selezione progressiva dei percorsi più idonei e efficaci nell'offerta dei programmi per questo tipo di utenza.
In questa dimensione dei problemi il trattamento coattivo e/o volontario dei disturbi correlati all'uso di alcol e sostanze in comorbilità è la punta di un iceberg che ha sollecitato, negli anni, fortissime resistenze di tipo ideologico nell'area delle tossicodipendenze: tema che invece, pur ampiamente sviluppato nell'ambito della terapia dei disturbi mentali, non riesce ancora a declinarsi correttamente in relazione ai pazienti portatori di entrambi i disturbi.
Il volume si propone di portare il primo dettagliato contributo su tale area di problemi nel nostro paese a partire da una disamina puntuale del panorama internazionale e della sua possibile fruibilità in Italia: recipienti privilegiati di tali riflessioni i Servizi, di ogni tipo, che si occupano di questi disturbi e gli operatori, di più diverso orientamento professionale, che contribuiscono alla gestione delle problematiche alcool e droga-correlate.

Annamaria Lax
e Daniele Carretta, medici, lavorano da anni in collaborazione con la Cattedra di psichiatria dell'Università degli studi di Milano Bicocca occupandosi, tra l'altro, di doppia diagnosi.
Giuseppe Carrà è responsabile dei servizi Territoriali e Residenziali dell'Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza ha realizzato progetti di ricerca internazionali sul tema dipendenze ed è autore di molteplici lavori scientifici sul tema della doppia diagnosi.
Massimo Clerici è professore associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Chirurgia e Medicina Interdisciplinare dell'Università degli studi di Milano Bicocca e direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda San Gerardo di Monza ha contribuito negli ultimi trent'anni, con pubblicazioni internazionali e nazionali, alla crescita di consapevolezza sul tema dei disturbi da uso di sostanze in comorbilità con i disturbi mentali.

Indice


Giovanni Serpelloni, Prefazione
Annamaria Lax, Daniele Carretta, Giuseppe Carrà, Massimo Clerici,
Introduzione
Evoluzione e sviluppi delle strategie d'intervento nei confronti di tossicodipendenti autori di reato: dalla prospettiva penale a quella terapeutica. Le convenzioni delle nazioni unite
Norme legislative internazionali in materia di misure alternative alla pena
(Norme legislative internazionali in materia di misure alternative alla pena: fondamenti normativi; Misure trattamentali e non, alternative alla pena; Variabilità nell'implementazione internazionale delle legislazioni)
Obiettivi e contenuti dei programmi di trattamento in alternativa alla sanzione penale
(Agenzie di presa in carico del provvedimento trattamentale ed identificazione delle fonti delle risorse finanziarie impiegate a sostenere i costi del servizio; Obiettivi, setting e staff dei modelli di trattamento alternativi alla sanzione penale. Caratteristiche e requisiti organizzativi; Forme di supervisione e monitoraggio della compliance del cliente. Condizioni e modalità che definiscono il completamento e la revoca del programma; Valutazione dell'efficacia e bilancio dell'impatto delle misure alternative alla pena; Consenso informato e possibilità di scelta e rifiuto del trattamento. Tutela e sospensione dei diritti del soggetto in trattamento. Aspetti etici dei modelli di trattamento alternativi alla sanzione penale)
Aree di confine fra legislazione in materia di stupefacenti e legislazione per la salute mentale
(Il trattamento sanitario coattivo per disturbi correlati a sostanze nelle legislazioni per la salute mentale: caratteristiche, prove d'efficacia e criticità; Il trattamento sanitario obbligatorio per comorbidità psichiatriche negli utilizzatori problematici di sostanze: il caso del Regno Unito; L'amministrazione di sostegno per le persone affette da disturbi correlati a sostanze)
Conclusioni
(Criticità delle convenzioni ONU rispetto alle esigenze di trattamento degli utenti del sistema giudiziario; Eterogeneità delle misure disponibili; Il consenso al trattamento nelle democrazie liberali)
Bibliografia
Allegato.


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