L'impronta ambientale di prodotto per la competitività delle PMI

LCA Life Cycle Assessment come supporto per l'ecodesign, l'innovazione e il marketing dei prodotti del Made in Italy e dei distretti industriali

Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 266,      1a edizione  2014   (Codice editore 420.1.2)

L'impronta ambientale di prodotto per la competitività delle PMI. LCA  Life Cycle Assessment come supporto per l'ecodesign, l'innovazione e il marketing dei prodotti del Made in Italy e dei distretti industriali
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In breve

Una panoramica di esperienze relative a metodi e strumenti messi a disposizione delle PMI come supporto nell’applicazione della LCA e dell’Impronta Ambientale.

Presentazione del volume

Le Impronte Ambientali dei prodotti e gli schemi volontari che ne certificano l'attendibilità, rappresentano un'opportunità competitiva che molte imprese stanno decidendo di cogliere per comunicare al mercato il proprio impegno e l'eccellenza delle proprie prestazioni, evitando i rischi del cosiddetto greenwashing.
Molte sono le iniziative in atto: dalla recentissima metodologia PEF - Product Environmental Footprint della Commissione Europea, alla EPD - Environmental Product Declaration, fino al programma promosso dal Ministero dell'Ambiente su scala nazionale per la valutazione dell'impronta ambientale.
Nel nostro Paese anche le imprese di minori dimensioni, protagoniste delle relazioni di filiera che costituiscono la vera garanzia della qualità del Made in Italy, hanno dimostrato interesse nei confronti di questo strumento. Il volume offre una panoramica di esperienze relative a metodi e strumenti messi a disposizione delle PMI come supporto nell'applicazione della LCA e dell'Impronta Ambientale, con particolare riferimento all'approccio del "cluster", efficacemente attuato in alcuni distretti e filiere del Made in Italy.

Fabio Iraldo è professore associato presso l'Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e Direttore di ricerca presso l'IEFE - Istituto di Economia e Politica dell'Energia e dell'Ambiente dell'Università Bocconi. Nel 2006 ha fondato ERGO srl, società Spinoff della Scuola Sant'Anna specializzata sui temi della sostenibilità dei prodotti e dei servizi. È consulente scientifico di aziende che hanno sviluppato "impronte ambientali" dei propri prodotti e di alcune fra le esperienze pionieristiche che per prime hanno sperimentato le metodologie PEF e OEF della Commissione Europea. Dal 2014 co-dirige l'Osservatorio sulla Green Economy dell'Università Bocconi.
Francesco Testa è ricercatore in economia e gestione delle imprese presso l'Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa dove svolge analisi sulla relazione tra strumenti di gestione ambientale e sostenibilità dei prodotti e prestazioni competitive a livello di impresa. È socio di ERGO srl, società Spinoff della Scuola Sant'Anna. È autore di decine di articoli pubblicati su riviste internazionali sul tema dell'environmental management e green consumer behavior. Dal 2013 è coordinatore operativo del progetto LIFE+ PREFER (Product Environmental Footprint Enhanced by Regions).

Indice

Prefazione. Ambiente e mercato: la sfida delle piccole e medie imprese
Introduzione
Il life cycle thinking: evoluzione di un approccio a sostegno del marketing e della competitività d'impresa
(Premessa: l'evoluzione del marketing ambientale verso l'esigenza di equilibrio tra efficacia comunicativa e rigore metodologico; Il legame tra prestazioni ambientali e competitività; La crescente rilevanza delle informazioni sulle prestazioni ambientali dei prodotti; Quanto greenwashing c'è nelle pubblicità e nei claim ambientali?)
LCA - Life Cycle Assessment e sue applicazioni negli schemi di certificazione e in ambito normativo
(La LCA - Life Cycle Assessment secondo le norme internazionali ISO della serie14040; L'importanza dell'approccio del ciclo di vita nelle nuove politiche ambientali comunitarie: dalla strategia Sustainable Consumption and Production al "Single Market for Green Products"; La metodologia della Commissione Europea per le Environmental Footprint dei prodotti: analogie e differenze con l'approccio classico alla LCA; LCA nella progettazione come strumento di supporto all'Eco-design; LCA nella gestione dei rapporti con la filiera (supply chain); LCA come strumento per la comunicazione delle performance ai clienti: la EPD (Environmental Product Declaration))
LCA come opportunità competitiva per le imprese operanti nelle filiere del "made in Italy"
(Barriere, difficoltà e vantaggi nell'applicazione della LCA per le grandi imprese e per le PMI: i risultati dell'indagine PREFER; L'impronta ambientale per gruppi di imprese e per cluster: un approccio innovativo a favore delle PMI; L'approccio di cluster nella proposta della Rete CARTESIO)
LCA e approccio cooperativo: analisi di casi applicativi
(Introduzione ai casi studio; La qualificazione ambientale dell'olio extra vergine di oliva dell'area agricola di Vinci nell'ambito del progetto RES-MAR; La qualificazione ambientale dei prodotti nei distretti manifatturieri: il Progetto IMAGINE nel settore toscano della moda; Filiera agroalimentare del pomodoro; Un marchio di qualità per la filiera toscana dell'arredamento)
Riferimenti bibliografici.




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