Il continuo e il discreto. Estetica e filosofia dell'esperienza in John Dewey
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 144,      1a edizione  2014   (Codice editore 284.43)

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Codice ISBN: 9788891707550
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In breve
Una ricognizione del pensiero di John Dewey, con particolare attenzione alla fase matura. Al centro di questo studio è l’estetica, luogo privilegiato per un ripensamento della nozione di esperienza, di capitale importanza per comprendere il pragmatismo deweyano.
Presentazione del volume

Il volume intende essere una ricognizione del pensiero di John Dewey, con particolare attenzione alla fase matura, ma tenendo presenti le premesse già rintracciabili negli scritti precedenti. Al centro dell'indagine è l'estetica, luogo privilegiato per un ripensamento della nozione di esperienza, di capitale importanza per comprendere il pragmatismo deweyano: l'esperienza estetica, in particolare l'arte, non costituisce un riflesso esemplare dell'esperienza in genere, come vuole invece una lunga e importante tradizione della filosofia moderna.
L'estetico, per Dewey, concentra e rende operative le componenti fondamentali del fare esperienza: esso è il suo elemento costitutivo. L'estetica, riqualificata come filosofia dell'esperienza tout court, risponde a una questione che anima il pragmatismo fin dalle sue origini: com'è possibile applicare regole generali a situazioni singolari, come le condotte di vita?
L'estetica di Dewey sembra essere una delle risposte più radicali all'istanza, avanzata già da Peirce, che il pragmatismo si radichi nella concretezza della vita, senza con ciò rinunciare a porre la questione della validità universale dei principî che informano il pensiero e l'azione dell'uomo.

Dario Cecchi collabora con la cattedra di Estetica del Dipartimento di Filosofia della Sapienza Università di Roma. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia (Estetica ed Etica) presso l'Università di Bologna; in seguito ha svolto attività di ricerca presso l'EHESS di Parigi. I suoi interessi vanno dal rapporto tra estetica e politica, con particolare riferimento alla rilettura in chiave politica dell'estetica kantiana (Arendt, Jauss, Lyotard, Rancière), alla teoria dell'immagine (Marin, Mitchell) all'estetica dei media e delle reti e alle estetiche pragmatiste. Ha curato la traduzione di testi di Hannah Arendt e John Dewey e sta preparando l'edizione italiana di un volume di saggi estetici di Jean-François Lyotard. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano le monografie Abbas Kiarostami. Immaginare la vita (Edizioni Ente dello Spettacolo) e La costituzione tecnica dell'umano (Quodlibet), entrambe uscite nel 2013. Con Daniele Guastini e Alessandra Campo ha curato la raccolta di saggi di estetica e teoria dell'immagine Alla fine delle cose. Contributi a una storia critica delle immagini (La Casa Usher 2011).

Indice
Introduzione
Prima di Esperienza e natura
(Le origini del pragmatismo di John Dewey: una proposta; Dalla logica sperimentale alla filosofia dell'esperienza)
Esperienza e natura
(Un "metodo empirico"; Una fenomenologia dell'esperienza; Esperienza (cultura) e natura)
Arte come esperienza e i saggi di estetica
(Introduzione. Dalla logica all'estetica; L'estetica e la vita; Cosa significa che l'esperienza estetica si compie?; Esperienza, natura e techne)
Conclusioni
Appendice - La ricezione italiana dell'estetica di Dewey tra il 1950 e il 1960
Indice dei nomi.