Il problema dell'equilibrio da Aristotele a Varignon
Autori e curatori
Contributi
Giangiacomo Martines
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 236,      1a edizione  2015   (Codice editore 2000.1424)

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In breve
Il volume affronta il problema dell’equilibrio in un percorso che parte dalla filosofia di Aristotele, passa attraverso la scuola di Giordano Nemorario, Leonardo, Stevino, Roberval e giunge fino a Varignon, cui spetta il merito di avere individuato i due strumenti cardine della statica grafica – il poligono dei vettori e il poligono funicolare – esattamente corrispondenti alle due equazioni fondamentali della statica.
Presentazione del volume

Il problema dell'equilibrio è stato influenzato per molti secoli dalla filosofia di Aristotele. Il suo assioma dinamico è stato considerato a lungo come concetto cardine, sia che esso fosse assunto come postulato sia che esso fosse inteso come proprietà da dimostrare mediante teoremi.
Ma il 'grande problema metafisico' - per usare le parole di D'Alembert - se la statica possa essere vista come un caso estremo ed anomalo della dinamica o se alternativamente sia nella natura delle cose che la dinamica sia basata sulla statica, individua come punto cruciale della questione l'incertezza che ha circondato da sempre il concetto di forza.
La storia della meccanica è in qualche modo simile alla storia della metafisica: la sua evoluzione non si è organizzata in un modello narrativo basato sulla crescita delle conoscenze empiriche, ma sul perenne conflitto d'interpretazione concernente la stessa questione originale. La conquista del concetto di forza come grandezza vettoriale intimamente connessa per sua stessa definizione alla legge di composizione mediante la regola del parallelogramma ha richiesto circa venti secoli.
Due i grandi cambiamenti di paradigma: nel Medioevo la scuola di Giordano recepisce l'eredità della meccanica araba ed individua nella direzione verticale quella cui associare la potenza di un grave, e nel Rinascimento Leonardo introduce i dispositivi funicolari per generalizzare il concetto di potenza associata ad una forza.
Da allora in poi la fune diventa la materializzazione della direzione di una forza e consente a Stevino, Roberval e Varignon - più o meno contemporaneamente - di enunciare la legge di composizione delle forze.

Anna Sinopoli, professore ordinario di Scienza delle costruzioni, inizia la sua carriera presso lo IUAV di Venezia nel 1976 e si trasferisce quindi a Roma all'Università Sapienza dal 1998. I suoi interessi spaziano dall'analisi dinamica di sistemi non-lineari alla modellazione meccanica di strutture monumentali lapidee, alla storia della meccanica. Autrice di numerosi articoli pubblicati in ambito internazionale e nazionale, è stata curatrice nel 1998 del volume Arch Bridges: History, Analysis, Assessment, Maintenance and Repair, Editore A.A. Balkema, Rotterdam, e nel 2010 del volume Mechanics and Architecture between Epistéme and Tèchne, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma.

Indice

Giangiacomo Martines, Presentazione
Premessa
Introduzione
Origini filosofiche del principio delle velocità virtuali
(Dalla laicizzazione della téchnê al problema del divenire; Filosofia naturale di Aristotele)
La meccanica dell'antichità
(La Scuola Peripatetica e i Mêchanikà Problêmata; Archimede; Le ambiguità implicite nella legge della leva)
La meccanica nel Medioevo
(Premessa; La trasmissione araba dell'antichità fra IX e XII secolo; La ricerca di Duhem delle fonti medievali occidentali)
Meccanica come scienza dei pesi governata dalla geometria
(L'eredità greco-araba nel Medioevo occidentale; Giordano Nemorario ed il precursore di Leonardo; Altri temi della meccanica medievale e sua trasmissione)
La meccanica dal Rinascimento al XVII secolo
(La riscoperta dei Mêchanikà Problêmata; Le tradizioni meccaniche nel Rinascimento; Leonardo da Vinci; Leonardo e la dinamica aristotelica; L'eredità culturale di Leonardo: Tartaglia, Cardano e Benedetti; Guidobaldo del Monte, Galileo e Stevino)
La conquista della legge di composizione delle forze
(La Scuola francese di Statica; Roberval e la trasformazione delle macchine per analogia; Varignon e l'autonomia delle leggi della Statica)
Conclusioni
(Dynamis, ischys, forza... un concetto ancora oggi oscuro)
Bibliografia
(Bibliografia storica; Bibliografia moderna e contemporanea)
Indice dei nomi.



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