I vestiti nuovi dei banchieri.

Anat Admati, Martin Hellwig

I vestiti nuovi dei banchieri.

Che cosa c'è di sbagliato nel sistema bancario e che cosa fare per cambiarlo

Dopo la rovinosa bancarotta di Lehman Brothers in molti si sono chiesti se il sistema finanziario fosse finalmente diventato più sicuro. La risposta degli Autori è no. Politici ed enti regolatori hanno infatti consentito che venisse bloccata un’efficace riforma del sistema bancario, spaventati dalla lobby dei banchieri. Il libro offre l’opportunità a molte più persone di partecipare al dibattito su questi temi. Una condizione indispensabile per riuscire a ottenere un cambiamento significativo.

Edizione a stampa

38,00

Pagine: 384

ISBN: 9788891706140

Edizione: 1a edizione 2016

Codice editore: 1802.4

Disponibilità: Buona

Pagine: 384

ISBN: 9788891738370

Edizione:1a edizione 2016

Codice editore: 1802.4

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: PDF con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

Pagine: 384

ISBN: 9788891738387

Edizione:1a edizione 2016

Codice editore: 1802.4

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: ePub con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

I vestiti nuovi dei banchieri è stato indicato, appena uscito, tra i migliori libri di non fiction sia dal Financial Times sia dal Wall Street Journal.
È stato tradotto in Germania, Spagna e Cina.

Dopo la rovinosa bancarotta di Lehman Brothers in molti si sono chiesti se il sistema finanziario fosse finalmente diventato più sicuro. La risposta, secondo Anat Admati e Martin Hellwig, è no. I fattori decisivi che permisero alla crisi dei mutui subprime di sconvolgere l'intera economia mondiale sono ancora al loro posto. Politici ed enti regolatori hanno infatti consentito che venisse bloccata un'efficace riforma del sistema bancario, spaventati dalla lobby dei banchieri, secondo i quali una nuova regolamentazione causerebbe danni irreparabili al sistema creditizio stesso e alla crescita economica.
Gli argomenti a sostegno di questi ammonimenti, tuttavia come dimostrano in modo chiaro i due autori, sono insensati o ingannevoli. In verità, il calo più vistoso dell'attività creditizia e della crescita economica dai tempi della Grande Depressione si è registrato nell'autunno del 2008 ed è stato causato non dall'introduzione di nuove regole per i mercati, bensì da pratiche avventate e da un'eccessiva fragilità delle banche e del sistema finanziario. È dunque semplicemente falso che rendere le banche più sicure sarebbe dannoso. Le crisi finanziarie e il danno che esse producono sono solamente il male più visibile generato da questo sistema malato. Confutare le affermazioni dei banchieri non è affatto difficile. Purtroppo però molti non capiscono i problemi in gioco o credono di non capirli, ritenendo di non avere le competenze necessarie per valutare o mettere in dubbio le opinioni degli "esperti". Altri non vogliono impegnarsi su questo fronte oppure reputano più opportuno evitare di prendere una posizione.
Admati e Hellwig hanno scritto questo libro con l'intento di informare e offrire l'opportunità a molte più persone di partecipare al dibattito su questi temi. Una condizione indispensabile per riuscire a ottenere un cambiamento significativo. Basterebbero infatti piccoli accorgimenti atti a ridurre l'eccesso di rischio e il sistema finanziario potrebbe diventare più sicuro. Fare pulizia all'interno del sistema è importante, anche se ciò significa eliminare o ridimensionare l'attività di alcuni istituti.
Nascondere la realtà ed erogare finanziamenti pubblici a favore di quelle banche che altrimenti non riuscirebbero a sopravvivere o che sono troppo grandi o troppo complesse per poter essere controllate, come stanno facendo diversi governi in molte parti del mondo, è invece pericoloso ed estremamente costoso.

Anat Admati è George G.C. Parker Professor of Finance and Economics alla Graduate School of Business dell'Università Stanford. Suoi contributi sono apparsi sul Financial Times, su Bloomberg News e sul New York Times.

Martin Hellwigè Direttore del Max Planck Institute for Research on Collective Goods. Ha presieduto il comitato scientifico di consulenza dello European Systemic Risk Board.

Prefazione alla nuova edizione
Prefazione
Ringraziamenti
Gli imperatori del sistema bancario messi a nudo
(Un campione dei nuovi vestiti dei banchieri; Perché la sicurezza delle banche è importante)
Parte I. Prestiti, banche e rischi
Come i prestiti aumentano i rischi
(Un esempio riferito ai mutui ipotecari; I prestiti contratti dalle imprese; Le società per azioni; Le società per azioni possono raccogliere capitali senza chiedere prestiti; La crescita interna come fonte di equity; Le banche prendono molti soldi a prestito)
Il lato oscuro del prestito
(La vita di un debitore; Default e bancarotta; "Solo un problema di liquidità"; Insolvenza; Insolvenza nascosta e difficoltà finanziarie; Il prestito può creare dipendenza)
La vita è davvero "meravigliosa"?
(Il bilancio di George Bailey; I benefici portati all'economia dalle banche; Quando qualcosa va storto: il panico e l'assalto agli sportelli; Il crollo del tradizionale modello bancario "3-6-3"; Giocando d'azzardo nella speranza di resuscitare; Che cos'altro può andare storto? I rischi associati al prestito; Innovazioni finanziarie per soccorrere le banche?)
L'effetto domino
(Contagio; Che cosa ci fu di diverso nella crisi del 2007-2009?; Maggiore interconnessione; I derivati; Le nuove tecniche di gestione del rischio hanno reso più sicuro il sistema?; Dovremmo forse lasciar fallire le banche?)
Parte II. Argomenti a favore di una maggiore capitalizzazione delle banche
Che cosa può essere fatto?
(Una fragile "fortezza"; Limitare i rischi associati agli investimenti delle banche; Limitare i rischi di liquidità; Regolare la capacità delle banche di assorbire perdite; Il dibattito sulla regolamentazione dei capitali; Affermazioni prive di senso)
Ricorrere al capitale azionario è rischioso?
(I costi del prestito; Il costo dell'equity; Come il mix debito-equity incide sul preteso rendimento dell'equity; La grande domanda: le banche sono società speciali?; L'irrilevanza del valore contabile)
Pagati per giocare d'azzardo
(Se l'investimento ha un rendimento negativo, il ROE è più elevato quando l'equity è maggiore; A una maggiore quantità di equity corrisponde un ROE preteso inferiore; L'obiettivo in relazione al ROE e il valore per gli azionisti; Retribuzione basata sulla performance; Profitti sbandierati, rischi nascosti; Il controllo del rischio e la cultura centrata sui bonus e sul ROE)
Dolci sussidi
(Non è meraviglioso avere una zia come questa?; Le banche hanno uno "zio Sam"; Sussidi fiscali a favore del prestito; La vita senza garanzie; Incentivi aberranti; Eccessivo ricorso al prestito: costoso per la zia Claire, per lo zio Sam e per tutti noi)
Le banche devono davvero prendere a prestito tanto denaro?
(I depositi, i pagamenti e la fragilità delle banche; L'insaziabile "bisogno" di liquidità; Quando si prendono scorciatoie attraverso le innovazioni finanziarie; Perché tutta questa complessità?; L'eccessiva "produzione del debito" è tutt'altro che efficiente)
Parte III. Un passo in avanti
Se non ora, quando?
("Adesso non è il momento"; Rafforziamo le banche immediatamente!; Oltre Basilea: incrementiamo i requisiti di capitale in modo significativo!; Oltre Basilea: abbandoniamo l'illusione di poter affinare le nostre stime e misurazioni; "Qualunque cosa tranne l'equity"; Come far funzionare la regolamentazione dei capitali)
La politica bancaria
("La concorrenza globale necessita di condizioni paritarie"; "Le banche si trovano dove ci sono i soldi"; Il sequestro normativo)
I soldi degli altri
(Narrazioni opportunistiche; Perché può succedere che argomenti privi di valore abbiano la meglio; La stabilità finanziaria non ha paladini, ma è responsabilità di tutti; Una regolamentazione sensata ed efficace in termini dei costi; Lo spauracchio delle banche ombra; I banchieri e la società: come risolvere il conflitto; L'ingrediente essenziale: la volontà politica)
Bibliografia.

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