Bresciani alla Grande Guerra. Una storia nazionale
Autori e curatori
Contributi
Pier Luigi Mottinelli, Giorgio Vecchio
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 588,      1a edizione  2017   (Codice editore 1047.27)
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Codice ISBN: 9788891740458
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In breve
Partendo dall’idea di uno studio quantitativo su fonti quasi inutilizzate relative alla Grande Guerra nel contesto bresciano, il volume offre un’ampia analisi-narrazione di quasi tutti gli aspetti socio-militari, anche i più umili e meno studiati o conosciuti, vissuti dai bresciani e dagli italiani durante la Grande Guerra, contestualizzandone l’evoluzione in modo sistematico e diacronico nelle “due guerre” italiane, quella offensiva e quella difensiva.
Utili Link
Bresciaoggi Grande guerra, storia scritta con i bresciani (di Silvana Salvadori)… Vedi...
Presentazione del volume

"Un altro libro sulla Prima Guerra mondiale? Ma che altro si può dire, di nuovo, su questo argomento? Sono domande legittime che ciascuno può porsi trovando in libreria anche questo libro, il suo primo!, di Emanuele Cerutti. E queste domande sono ancor più comprensibili a fronte della pletora di pubblicazioni di ogni tipo apparse da un paio d'anni a questa parte nella ricorrenza del centenario della "Grande Guerra" [...]. Insomma: perché pubblicare quest'altro testo? La risposta vien da sé e suscita altre domande: tutto dipende dal cosa e dal come. Ma cosa vuol dire Cerutti di nuovo? E come costruisce il suo racconto?".
Così, nella sua prefazione a questo volume, il prof. Giorgio Vecchio pone la basilare questione delle coordinate metodologiche che hanno guidato la ricerca realizzatasi in questo studio. Il cosa è lo spaccato di una parte cospicua della società maschile bresciana che visse la prova di quella guerra. Ma, in questo caso, è soprattutto il come che fa la differenza. L'idea d'origine di attuare uno studio quantitativo tramite campionatura su fonti quasi inutilizzate - i ruoli matricolari amalgamati ad hoc con altre, inconsuete fonti complementari - si è evoluta sino a divenire un'analisi comparata fra la realtà bresciana e quella nazionale per vagliarne affinità e differenze. Ma i numeri non sono la Storia, anche se aiutano ad interpretarla, o a manipolarla. Dalla lunga ricerca è emersa una notevole massa d'importanti testimonianze di vita vissuta e sofferta da quegli uomini, bresciani e non, che non doveva cadere ancora una volta nell'oblio. I risultati rivelano come nel campione bresciano, basato sulle classi più provate, le perdite e il dissenso siano stati maggiori alla media nazionale. Ma soprattutto dimostrano come la composizione del regio esercito mutò dai profili regionali del 1915 al melting potnazionale del 1918, fatto decisivo che consentì di condurre un'efficace guerra difensiva.
Il volume, infine, documenta sistematicamente l'evoluzione di quasi ogni aspetto, anche il più umile, della vita dei militari nelle "due guerre" degli italiani, quella offensiva e quella difensiva, e la "morfologia della memoria".

Emanuele Cerutti è dottorando di ricerca in Storia Contemporanea presso l'Università degli studi di Parma. Questo volume nasce dall'ampliamento e approfondimento della sua tesi di laurea magistrale, classificatasi nel 2014 al primo posto al concorso nazionale per il premio "Generale di divisione Amedeo De Cia".

Indice
Pier Luigi Mottinelli, Presentazione
Giorgio Vecchio, Prefazione
Introduzione
Nota metodologica
Ringraziamenti
Abbreviazioni
Parte I. Aspetti sociali della Grande guerra nell'analisi quantitativa delle classi di leva 1890-1899 dipendenti dal distretto militare di Brescia
La mobilitazione militare delle masse e i coscritti bresciani delle classi 1890-99
(La leva militare fino alla Grande guerra; Tra società civile ed esercito: i distretti militari; Identità e funzione amministrativa: i ruoli matricolari; Bresciani alle armi, alfabetizzazione, professioni e emigrazione)
Dalla guerra regionale alla guerra nazionale. Una via per la vittoria?
(Le modifiche del sistema di reclutamento e dei depositi di destinazione; Le metamorfosi del sistema dei complementi; Il reintegro dei feriti e degli ammalati, le perdite effettive; L'aumento delle unità e la strutturazione delle medesime; 1917: grande prigionia, grande numero di sbandati, grande rinnovamento delle unità; Ricadute sociali e militari della mutata compagine delle unità)
Adattarsi per vincere. Il corpo sociale e la nuova guerra
(L'urgenza di uomini: rivedibili e riformati; Avanzamenti di grado, ufficiali e volontari di guerra; Ripartizione degli arruolati e qualificazioni particolari; Nuovi soldati e vitali servizi logistici; Punire; Premiare)
Il grande logorio: la questione sanitaria
(Osservazioni sulle fonti circa la questione sanitaria; I feriti e i lesi; I malati; I mutilati e gli invalidi; I morti)
Parte II. Aspetti sociali della guerra nelle biografie dei soldati bresciani
Premessa
I bresciani nelle fasi salienti della guerra sul fronte italo-austriaco
(1915-16: Fronte Giulio, Strafexpedition e controffensiva in Trentino; 1916-17: la presa di Gorizia e la battaglia della Bainsizza; 1917: l'offensiva austro-germanica; 1917-18: le battaglie difensive e la vittoria)
Combattere, perché? La grande assuefazione
(Gli ufficiali. Fra idealismo, pedagogismo e comunanza di sacrifici; I soldati, linee generali; Scoramento e stanchezza, assuefazione e rassegnazione ma anche gaudio; Forme del fisiologico rifiuto e dissenso; Territorialità, guerra difensiva e maggiore combattività)
Novità della Grande guerra: armi e figure di combattenti
(Le armi automatiche; Le artiglierie; Reticolati, bombarde, lanciabombe e lanciatorpedini; I gas e le mine; I portaordini, gli zappatori, i lanciatori di bombe a mano; Gli arditi)
Grandi moltitudini e imperio nascente delle macchine
(Prigionia di massa; Mobilitazione industriale e residuati; Telecomunicazioni e meccanizzazione dei trasporti; Guerra aerea)
La vita quotidiana
(Fortificazione campale, permanenza al fronte, parassiti; L'alimentazione sulla linea del fuoco; Salmerie, corvée e teleferiche, vedette e pattuglie; Il cambio e il riposo; Freddo, tormente e slavine)
La prova della violenza
(I bombardamenti; Le offensive; I colpi di mano; La "pace separata"; Paura e aggressività; Uccidere)
Costruzione e controllo del senso d'appartenenza nelle masse combattenti
(Riconoscimenti per atti di coraggio e disciplina: il "militare ardito", l'aiutante di battaglia, le medaglie al valore; Blandire il senso d'appartenenza; Gratificare l'interesse; La comunicazione fra censura e autocensura: a chi scrivere, cosa scrivere; Sorvegliare e punire)
La questione sanitaria
(Ferite lievi e gravi, vie di fuga più o meno auspicate; I soccorritori e i luoghi di cura; I malati; Cadaveri, i senza nome, cimiteri di guerra)
Religiosità popolare e morte addomesticata
(La fede e la guerra; Amuleti, talismani, credenze: difendersi dall'ignoto; Il lutto vissuto dai familiari e la "patriottica rassegnazione")
Edificazione della memoria pubblica
(Monumenti di carta: i "carteggi", le pubblicazioni e l'Albo d'oro nazionale; Monumenti di pietra: i manufatti celebrativi dei morti in guerra e i mausolei-ossari; Bottino di guerra: dall'utilitarismo a monumento della memoria)
Conclusioni
Bibliografia
Altri ringraziamenti
Appendice statistica
Indice dei nomi
Appendice iconografica.



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