Potere e poteri. "Stati", "privati" e comunità nel conflitto per l'egemonia in Italia settentrionale (1536-1558)
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Studi, ricerche
Dati
pp. 586,      1a edizione  2016   (Codice editore 1573.449)
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In breve
Il volume fa luce sulla seconda fase delle Guerre d’Italia, un periodo sin qui poco studiato, indagando le complesse relazioni fra i molteplici attori coinvolti nel conflitto che contrappose gli Asburgo ai Valois per il controllo della Lombardia e dell’Italia settentrionale, nel più ampio contesto della lotta per l’egemonia continentale.
Presentazione del volume

Grazie a un approccio innovativo, l'autore fa luce sulla seconda fase delle Guerre d'Italia, un periodo sin qui poco studiato, indagando le complesse relazioni fra i molteplici attori coinvolti nel conflitto che contrappose gli Asburgo ai Valois per il controllo della Lombardia e dell'Italia settentrionale, nel più ampio contesto della lotta per l'egemonia continentale. Impegnate in quest'asperrima contesa, tra il 1536 e il 1558 le due grandi potenze attinsero a piene mani alla ricchezza dei propri sudditi tramite la tassazione, investendone in larga parte il gettito nella difesa (o nella conquista) dello Stato di Milano, ganglio vitale dei possedimenti asburgici in Europa. Le risorse fiscali tuttavia risultarono insufficienti ad alimentare l'enorme sforzo strategico teso a conservare o smantellare l'assetto peninsulare configurato dalla pace di Bologna del 1530. In un'epoca caratterizzata da profondi mutamenti nella tecnologia bellica, lo scontro violento tra due visioni politico-strategiche inconciliabili, anziché condurre a una rapida risoluzione del conflitto, originò una lunga e dispendiosa guerra di logoramento, durante la quale divenne essenziale il ricorso all'aiuto finanziario, militare e organizzativo dei "privati", in particolare dei maggiorenti italiani.
Chiamati a prestare servizi strategici di varia natura, i sostenitori degli Asburgo ottennero, quale ricompensa, il favore di Carlo V, che si concretizzò nella concessione di giurisdizioni feudali, privilegi fiscali et similia. Il potere sovrano poté dunque combattere la sua "guerra globale" solo riconoscendo e aggregando alla propria causa altri poteri, saldamente radicati nelle società e nei territori dell'Italia settentrionale.

Michele Maria Rabà (Milano 1983) ha conseguito il dottorato in Studi storici presso le Università di San Marino e Pavia nel 2014. Dipendente dell'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea del CNR, è membro delle redazioni della "Rivista di Studi Militari" e del notiziario scientifico on line "Dal Mediterraneo agli Oceani". I suoi contributi - principalmente incentrati sull'interazione tra guerra, economia, politica e società - sono apparsi in Italia e all'estero in varie pubblicazioni periodiche e miscellanee.

Indice
Introduzione
Parte I. I fatti del '36. Le due invasioni e il blocco di Torino
Il primo anno di guerra in Provenza e in Piemonte
L'Italia settentrionale e il conflitto tra potenze dinastiche
Parte II. La guerra sul campo. Il confronto tra potenze sul piano tattico e strategico
La nuova difesa bastionata
Mantenere e trasferire cannoni e uomini: costo in denaro e in consenso
Soluzioni inefficaci e costose: dal bombardamento all'assalto, dall'assedio al blocco
Soluzioni efficaci ed economiche: i trattati
Risorse finanziarie e consenso: il logoramento
Parte III. Lo Stato di Milano e la guerra permanente
La gestione "centralizzata" delle risorse
Il costo della guerra permanente
La mobilitazione delle risorse private
Parte IV. Carlo V e le signorie regionali italiane: il caso sabaudo in una prospettiva comparativa
Cooperazione o delegittimazione?
Geopolitica e risorse militari: i duchi di Savoia e l'imperatore
Parte V. I contenuti reali del potere supremo: guerra permanente e circuiti relazionali
Premessa
Il militare e il territorio: la necessaria integrazione degli stranieri
Governatori e luogotenenti generali
L'Impero e le signorie rurali emiliane
Parte VI. Impero ed élite guerriera nello Stato di Milano
Truppe italiane e straniere
Reti clientelari, risorse personali ed eserciti permanenti
Conclusioni
Bibliografia
Indice dei nomi.