Ma io una famiglia ce l'avevo! Viaggio nella mente dei bambini adottati

Autori e curatori
Collana
Livello
Guide di autoformazione e autoaiuto
Dati
pp. 118,      1a edizione  2017   (Codice editore 239.321)

Ma io una famiglia ce l'avevo! Viaggio nella mente dei bambini adottati
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In breve

Lasciandosi guidare dai racconti di bambini adottati, l’autrice prova ad accostarsi a ciò che si muove nella loro mente, ai sentimenti e ricordi del passato e alla costante ricerca delle origini che li anima. Un libro per avvicinarsi il più possibile alla comprensione del mondo interiore dei bambini adottati, nella convinzione che tutto ciò possa costituire un apporto per i genitori, per gli operatori, e per ogni lettore sensibile.

Presentazione del volume

È un figlio adottato ad avere detto "Ma io una famiglia ce l'avevo!", ed è nell'esperienza dei bambini adottati che il libro vuole addentrarsi, rivolgendosi a tutti quei genitori, adottivi e non, che a un certo punto devono fare i conti con la diversità del figlio e, pur amandolo, faticano a capirlo.
Nonostante l'esperienza degli adottati e delle relazioni familiari adottive sia troppo complessa e dinamica per essere rinchiusa in uno schema acquisito, l'autrice, attraverso le storie individuali raccolte nel suo lavoro di accompagnamento psicoterapeutico, riflette sui tratti comuni dell'essere adottato e ne evidenza aspetti poco conosciuti.
Nel libro si esplorano la precoce tensione dei bambini a cercare l'identità includendo le proprie radici, la sofferenza del distacco dal passato e la spinta a tenerle insieme. Si ascoltano i loro racconti sinceri e le parole evocative e profonde con cui parlano di sé e della loro nuova realtà, ma anche di altri affetti e di altri mondi.
Si racconta inoltre l'impegnativa ricerca, da parte dei bambini e dei loro genitori, della costruzione di una reciproca appartenenza, senza trascurare nulla di ciò che i piccoli portano con sé.
Scopo del volume è quello di avvicinarsi il più possibile alla comprensione del mondo interiore dei bambini adottati, ricco di sentimenti che si rivelano di portata sorprendentemente generale, nella convinzione che tutto ciò possa costituire un importante apporto per i genitori, per gli operatori e per il lettore interessato all'universo adottivo.

Paola Terrile, psicologa analista, psicoterapeuta, è docente presso la Scuola di Psicoterapia del Centro Italiano di Psicologia Analitica, dove svolge attività di seconda analisi e di supervisione. Affianca da molti anni all'attività di psicoterapeuta libero professionista il lavoro di consulenza e di sostegno con le famiglie e con i bambini adottati. È autrice di numerose opere, tra cui ricordiamo Voci dal vuoto. La creatività femminile in analisi (Moretti e Vitali, 1997), All'incrocio per la vita (Vivarium, 2010) e, con Patrizia Conti, Figli che trasformano (FrancoAngeli, 2014).

Indice

Premessa
(Ma io perché sono qui?; Dialogo tra compagni di viaggio; Il vuoto del passato, la rabbia del presente; Ognuno è come è. Il vuoto e le radici; Ognuno è come è. Normalità del trauma?; Stare qui, anche sempre un po' là; Ricucire i ricordi per ricominciare)
Vorrei averti qui con me
(Accompagnare per prendersi cura; Fratelli, genitori, compagni rimasti là; Toccare le radici è fare spazio al futuro; Parole irruenti, sentimenti forti; Darsi tempo, per includere le fragilità di ognuno)
Ma io quanti genitori ho?... Il mio Paese qual è?
(Pancia, cuore e poi?; Legame allentato, sentimenti intensi; Lontano e sempre un po' vicino; Figlio del mondo, figlio troppo distante; Cresciuti senza guida; Quanti Paesi ho? Qui sono tutti un po' strani...; Sono rimasto neutrale; Viaggiare con bagaglio leggero)
Per una possibile conclusione: verso identità danzanti?
Ringraziamenti
Bibliografia.




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