La filosofia di Antonio Rosmini di fronte alla Congregazione dell'Indice 1850-1854
Autori e curatori
Contributi
Fulvio De Giorgi, Luciano Malusa
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 388,      1a edizione  2018   (Codice editore 505.15)
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In breve
Il volume ricostruisce la storia della “terza fase della questione rosminiana” attraverso l’analisi delle accuse mosse al sistema filosofico rosminiano e delle valutazioni esercitate dai consultori della Congregazione dell’Indice. L’insieme delle valutazioni approntate in vista dell’esame finale delle opere, che viene qui studiato per la prima volta attraverso materiale inedito degli Archivi della Congregazione, getta una nuova luce sulla letteratura storico-filosofica dedicata a Rosmini.
Utili Link
Avvenire Fra Rosmini e l'Indice la "n" della discordia (di Roberto Cutaia)… Vedi...
Presentazione del volume

Alla metà del secolo XIX la Congregazione dell'Indice, uno dei pilastri del controllo dottrinale entro la Chiesa cattolica, fu impegnata nell'esame dei contenuti filosofico-teologici degli scritti di Antonio Rosmini. Il volume ricostruisce la storia della "terza fase della questione rosminiana" attraverso l'analisi delle accuse mosse al sistema filosofico rosminiano e delle valutazioni esercitate dai consultori della Congregazione stessa. Il sistema rosminiano, costituitosi a seguito di una vasta indagine condotta nel Nuovo saggio (1830) sull'origine delle idee dall'intuizione e sul loro rapporto con il "sentire", si era consolidato con la trattazione intorno al principio della morale incentrato sull'osservanza dell'ordine dell'essere. Il successo della proposta di una filosofia cristiana negli ambiti dell'antropologia filosofica, della coscienza morale, della filosofia della politica e del diritto, della teodicea aveva suscitato avversioni in ambienti ecclesiastici che non condividevano novità di linguaggio e atteggiamenti dialogici nei confronti del pensiero moderno. Il conflitto intorno alla pericolosità delle dottrine rosminiane, alimentato da esponenti della Compagnia di Gesù, si era manifestato particolarmente acuto con la pubblicazione di libelli anonimi. La necessità di chiarezza in una questione tanto complessa aveva indotto papa Pio IX a coinvolgere la Congregazione dell'Indice. L'insieme delle valutazioni approntate in vista dell'esame finale delle opere, che viene qui studiato per la prima volta attraverso materiale inedito degli Archivi della Congregazione, getta una nuova luce sulla letteratura storico-filosofica dedicata a Rosmini.

Stefania Zanardi è dottore di ricerca in Filosofia e assegnista di ricerca nell'Università di Genova. Ha curato, in collaborazione con Luciano Malusa, i primi due volumi dell'Edizione Nazionale e Critica delle Lettere di Antonio Rosmini; ha svolto ricerche su diversi aspetti del pensiero rosminiano e ha studiato la storiografia filosofica di Eugenio Garin.

Indice
Abbreviazioni
Luciano Malusa, Presentazione
Fulvio De Giorgi,
Prefazione
Introduzione
(La ricostruzione di un lungo dibattito sulla filosofia di Rosmini; Una necessaria "restituzione"; Gli studiosi che si sono occupati ampiamente dell'"esame delle opere")
L'"orchestrazione" delle accuse a Rosmini sull'ortodossia del suo pensiero tra il 1841 ed il 1850
(La comparsa di scritti anonimi contro Rosmini dal 1841 e le polemiche conseguenti; Rosmini e le prime accuse anonime "eusebiane": meraviglia ma anche serenità; Inizia un difficile rapporto con la Compagnia di Gesù: le probabili ragioni di una profonda incomprensione; La ripresa delle polemiche sollevate dalla Compagnia di Gesù attraverso le Postille; La pubblicazione dei Principj della scuola rosminiana; Un intrico di argomentazioni sull'ortodossia o meno delle posizioni di Rosmini sui temi della libertà e della grazia)
Verso l'esame delle opere: la difesa di Pestalozza contro gli scritti anonimi
(Verso l'esame delle opere. Perplessità e discussioni: il "caso Taparelli"; La difesa dell'ortodossia di Rosmini. Pestalozza confuta le Postille; Pestalozza confuta i Principj; Un'appendice ingombrante alle Postille: la critica del conte Emiliano Avogadro della Motta)
Davanti alla Congregazione dell'Indice
(L'esame delle Postille e la mancata condanna; Il "voto" di Gavino Secchi-Murro sulle Postille; Il decreto di papa Pio IX che rinnova il "silenzio"; Inizia la "missione" di Bertetti a Roma; Gli atti papali: prima sei e poi otto "voti" richiesti; Analisi differenziate: criterio)
Il "voto" di Angelo Fazzini espone l'intero sistema filosofico rosminiano e chiede la condanna di esso
(Il "voto" di Angelo Fazzini: una contrarietà, un caso singolare; Le linee della critica al pensiero di Rosmini: l'Idea dell'Essere è la Divinità immanente; Lo "psicoteismo" rosminiano nell'interpretazione di Fazzini; Un "voto" che ottiene il risultato di dubitare sul linguaggio teologico di Rosmini)
I pareri dei consultori che espongono il sistema di Rosmini: Fania da Rignano, Trullet e Cajazza
(Un'esposizione corretta del pensiero di Rosmini: Fania da Rignano; Trullet: un'esposizione complessiva "ontologistica" del pensiero di Rosmini; Il "mini-parere" dell'agostiniano Giuseppe Cajazza)
La valutazione delle critiche del "Prete bolognese" (Tizzani, Asinari, Gigli) e le tesi difensive di parte rosminiana
(Il "voto" Tizzani asserisce l'inconsistenza delle accuse di Ballerini; Un'interpretazione nuova dell'Idea dell'Essere; Alessandro Asinari di San Marzano e le sue esitazioni; Le critiche di Gigli alle accuse di Ballerini; La confutazione di Gigli alle accuse di Fazzini sul panteismo rosminiano; La difesa del pensiero di Rosmini dalle accuse del "Prete bolognese" fu la prima preoccupazione di Bertetti: gli Allegati)
Il parere del consultore che confutò le accuse di Fazzini suscita le polemiche nel 1853-1854
(Il servita Secchi-Murro difende Rosmini dalle accuse di Fazzini; Le "controdeduzioni" di Fazzini; La ripresa delle polemiche: Trullet contro Fazzini)
Finalmente un confronto e una decisione. Dal 26 aprile al 3 luglio 1854
(La riunione dei consultori del 26 aprile 1854 propone per le opere rosminiane una sentenza d'assoluzione piena dalle accuse; Dopo la riunione della Congregazione preparatoria iniziano le "grandi manovre"; La riunione coram Sanctissimo del 3 luglio 1854; Tentativi di far scrivere a Rosmini un'opera di chiarimento sui punti controversi del suo pensiero)
Epilogo: il decreto misconosciuto, ossia quattro anni di lavoro "sottovaluati"
(Una questione nata male e peggio gestita; Per anni si parlò del decreto in modo impreciso e poi lo si rese noto, ma senza risultati decisivi; Considerazioni conclusive; Il significato speculativo dell'esame delle opere)
Bibliografia
Indice dei nomi.