Figli della città. Consoli genovesi a Messina in età moderna
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 192,      1a edizione  2018   (Codice editore 1501.146)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 24.00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788891778161

In breve
La ricerca illumina la rete di relazioni familiari ed economiche, ma anche le rivalità di origine faziosa di cui i consoli genovesi in Sicilia e, nel caso specifico, a Messina erano al centro. La corrispondenza tra i consoli e il governo genovese da un lato, e i loro rapporti cittadini e sovralocali dall’altro, ci offrono uno spaccato di grande interesse del Cinquecento e Seicento mediterraneo.
Utili Link
Gazzetta del Sud Messina e Genova unite nella cultura (di Sergio Di Giacomo)… Vedi...
Avvenire La diplomazia dei consoli…(di Giuseppe Matarazzo)… Vedi...
Presentazione del volume

L'istituto consolare costituisce un elemento di particolare interesse nello studio della costruzione dei rapporti di potere sia nelle relazioni tra Stati, sia nella formazione degli equilibri istituzionali interni allo Stato. Il consolato genovese di Messina era il perno di reti di relazione locali, ma anche di una vasta rete sovralocale che toccava i principali centri nevralgici del sistema imperiale spagnolo. All'interno di questa rete le informazioni raccolte da provenienze varie si muovevano in più direzioni, si ridefinivano e si perfezionavano grazie all'interazione tra i due livelli.
La ricerca di Maria Concetta Calabrese illumina la rete di relazioni familiari ed economiche, ma anche le rivalità di origine faziosa di cui i consoli genovesi in Sicilia e, nel caso specifico, a Messina erano al centro. Il console agiva come referente cittadino della Repubblica e della comunità della "Nazione genovese", che in lui si riconosceva, sia pure con tensioni intestine e differenze di orientamento. La corrispondenza tra i consoli e il governo genovese da un lato, e i loro rapporti cittadini e sovralocali dall'altro, ci offrono uno spaccato di grande interesse del Cinquecento e Seicento mediterraneo, tra il predominio degli hombres de negocios genovesi nella Monarquia hispánica e l'ambizione di una città, Messina, di essere capitale del Regno.

Maria Concetta Calabrese insegna Storia moderna presso il Dipartimento di studi politici e sociali dell'Università di Catania. Si è occupata prevalentemente di storia politica e sociale del Sei e Settecento. Ha pubblicato diverse monografie, saggi e articoli, tra cui L'epopea dei Ruffo di Sicilia, con prefazione di M. Aymard, Laterza, 2018 (Ia ed. 2014); Il Gran Priore e il suo servo. Un episodio di schiavitù mediterranea nel XVIII secolo in "Nuova rivista storica ", C/3 ( 2016); The career of Francesco Avarna from the Spanish domination to the Austrian empire nel volume The Transition in Europe between XVII and XVIII centuries. Perspectives and case studies, A. Álvarez Ossorio, C. Cremonini, E. Riva (eds), FrancoAngeli, 2016.

Indice
Abbreviazioni
Ringraziamenti
Introduzione
L'insediamento dei genovesi a Messina
Consoli genovesi a Messina
Consolato, consoli e privilegi della Nazione genovese
Il contrasto con l'Ordine di Malta
La commercializzazione del grano
La seta
Liti e contrasti tra consoli
Due famiglie tra Genova e Messina: i Cicala e i Cocchiglia
Conclusioni
Appendice
Albero genealogico dei Cicala
Indice dei nomi.