La lettura del soldato. Propaganda e realtà nei Giornali di trincea 1915-1918
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pp. 236,      1a edizione  2019   (Codice editore 1615.75)
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In breve
In occasione delle celebrazioni del centenario della Grande guerra, il volume propone una rilettura attenta dei “Giornali di trincea”, che secondo la versione ufficiale erano scritti “spontanei” dei soldati, che narravano la loro vita in prima linea. Il libro rivela invece una realtà del tutto nuova: i “Giornali di trincea” non erano né liberi né spontanei, bensì realizzati occultamente dagli uffici governativi militari di propaganda. Il volume vuole presentare una versione cruda, ma vera, di una guerra che il papa Benedetto non aveva esitato a definire “un’inutile strage”.
Presentazione del volume

Le celebrazioni del centenario della Grande Guerra hanno registrato una vera valanga di pubblicazioni, ma alcune fonti preziose per conoscere meglio le condizioni umane (e spesso disumane) nelle quali i militari italiani furono chiamati a combattere, non hanno trovato lo spazio che avrebbero meritato. In genere hanno avuto la meglio i libri di storia militare, le biografie dei grandi protagonisti e i racconti delle singole battaglie. Non è mancato, tuttavia, un certo interesse per una storia "nuova", quella di coloro che la guerra aveva posto in prima linea, cioè i soldati e i loro scritti, fino ad ora poco considerati. Alla ricerca delle vere voci dei combattenti in trincea, si è talvolta fatto ricorso a quelle pubblicazioni, i Giornali di trincea, che secondo la versione unanimemente accolta erano scritti "spontanei" dei soldati, che narravano la loro vita in prima linea tra fucilazioni, eroismi e morti. Si trattava, in realtà, di una versione patinata della situazione.
Una rilettura attenta di questi scritti ha rivelato un contesto del tutto nuovo: i Giornali di trincea non erano né liberi né spontanei, bensì realizzati occultamente dagli uffici governativi militari di propaganda. La vita in trincea era assai diversa da quella descritta nelle pagine redatte e stampate in tipografie di lontane retrovie, con l'intento di trasmettere ai combattenti l'idea di una guerra legittima, santa e patriottica.
L'ipotesi di ricerca di questo volume è quella di dare una versione cruda ma vera, basata su altra documentazione, di una guerra che il papa Benedetto non aveva esitato a definire "un'inutile strage".

Romain H. Rainero
, docente di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano, ha insegnato in vari atenei italiani e stranieri. Ha pubblicato molti volumi di storia, di cui l'ultimo sulla prima guerra mondiale, Pro e contro la guerra. Lo smarrimento dei poeti italiani (1915-1918), Rovereto, Museo Storico Italiano della Guerra. Collabora a molte iniziative scientifiche in Italia e all'estero, con studi e relazioni a congressi, che gli hanno procurato riconoscimenti e consensi.

Indice
Prefazione
Le molte vie della propaganda per i combattenti al fronte: i Giornali di trincea
(La censura; La propaganda nemica; Gli argomenti dei primi Giornali di trincea)
Tra paternalismo e censura: i giornali per i soldati nel primo periodo di guerra
(L'Italia dal neutralismo all'intervento; Le conferenze del gen. Capello; La guerra al fronte e i giornalisti; Una guerra "patriottica" e "santa")
I giornali per i soldati nel primo periodo di guerra
(Gli equivoci dei Giornali di trincea; I silenzi e le amenità dei Giornali di trincea; Allegati; Contenuti di alcuni Giornali di trincea fino a Caporetto; Alcuni Giornali di trincea prima di Caporetto)
Defezioni e repressioni prima di Caporetto
(Crisi e diserzioni al fronte; Le proteste contro le carenze di assistenza; Le repressioni tra fucilazioni e decimazioni; Le scelte oltranziste del gen. Cadorna)
Dopo Caporetto: i nuovi Giornali di trincea
(Da Cadorna a Diaz. Verso nuove direttive dell'Ufficio Propaganda; La valanga dei Giornali di trincea; La Tradotta e L'Astico; Allegati; Alcuni Giornali di trincea dopo Caporetto; Illustrazioni dai Giornali di trincea dopo Caporetto)
Epilogo. Dalla Guerra del "Risorgimento" alla "Vittoria mutilata"
Illustrazioni
Prima di Caporetto
(Emblematica cartolina "risorgimentale" edita dalla Terza Armata, una delle prime a essere distribuite in trincea, illustrata da C. Mazzoni; Prima pagina del Giornale di trincea La Buffa, del febbraio 1916, diretto dal caporale Aldo De Bernardi; Prima pagina del fascicolo unico di Varietina, rivista mensile apparsa a Milano il 15 marzo 1916, a cura di Pasquale De Luca; Prima pagina del Giornale di trincea Il 420, del 22 aprile 1916; Prima pagina del Giornale di trincea Fifaus, del 14 giugno 1916; Proclama del gen. Cadorna sulle decimazioni (1° novembre 1916); Prima pagina di un falso Giornale di trincea italiano della propaganda austriaca lanciato sulle trincee italiane; Prima pagina del numero doppio del Giornale di trincea Il Fante, del 20 settembre 1917, pubblicato a cura del Comando del Battaglione Brigata Catania)
Dopo Caporetto
(Proclama del gen. Cadorna sulla crisi di Caporetto (26 ottobre 1917); Manifesto del Comando Supremo sulla fucilazione di 18 soldati e 3 borghesi (16 novembre 1917); Polizza di assicurazione (Ina) del 1° gennaio 1918, a favore dei soldati; Ordine del giorno all'Esercito sulle terre invase firmata dal gen. Armando Diaz, 28 aprile 1918; Prima pagina del Giornale di trincea Il 13, del 24 luglio 1918).