La Casabella di Vittorio Gregotti. Temi e confini di un progetto culturale
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 170,   figg. 16,     1a edizione  2019   (Codice editore 81.2.8)

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In breve
Durante la direzione di Vittorio Gregotti, dal 1982 al 1996, la rivista “Casabella” è stata una delle esperienze più interessanti di riflessione sulla teoria dell’architettura occorse nel recente passato. Il volume propone un’analisi del progetto culturale della rivista, attraverso il confronto sui temi, gli autori e i progetti pubblicati.
Presentazione del volume

Analizzare il progetto editoriale della "Casabella" di Vittorio Gregotti per scoprirne i presupposti, i successi e le sconfitte, ma soprattutto l'importanza che ha avuto nel dibattito disciplinare sulla teoria dell'architettura.

La rivista "Casabella" durante la direzione di Vittorio Gregotti, dal 1982 al 1996, è stata una delle esperienze più interessanti di riflessione sulla teoria dell'architettura occorse nel recente passato, sostanzialmente per due ragioni. In primo luogo, per il merito dei contenuti: la fortuna critica delle riflessioni disciplinari sviluppate nelle sue pagine è indicativa della loro ricchezza e dell'alto profilo che il dibattito su "Casabella" ha raggiunto in quegli anni. In secondo luogo, per il metodo: la rivista si è sempre presentata al pubblico con l'ambizione di essere un "luogo" costitutivo di uno sguardo critico sulla realtà.
In questo saggio viene proposta un'analisi del progetto culturale della rivista, attraverso il confronto sui temi, gli autori e i progetti pubblicati. A partire dagli editoriali e dalle critiche alle architetture di Alvaro Siza, Gino Valle, Oswald Mathias Ungers, James Stirling viene ripercorso il tentativo della rivista di affermare un "progetto di sintesi" capace di raccogliere eredità illustri e impegnative: dal 'mito della ragione' alla sua crisi. In un percorso di riferimenti culturali che spazia dall'umanesimo al 'progetto moderno' passando per l'età dei lumi, rimane per gli autori di "Casabella" un unico punto fermo: è l'architetto, visto come soggetto, unico vero centro della pratica architettonica, chiamato a farsi carico delle proprie responsabilità. La legittimazione all'atto progettuale non viene più affermata sulla base degli incrollabili principi che sono stati capaci di guidare le generazioni degli architetti moderni, ma a partire dalla constatazione di trovarsi di fronte all'ultima via rimasta per l'affermazione del proprio dover-essere.

Marco Francesco Pippione, dottorato in progettazione architettonica con una tesi sulla rivista "Casabella", si è occupato dello stesso argomento in più articoli. Dal 2012 svolge attività di collaborazione alla didattica presso il Politecnico di Torino.

Indice
Introduzione
Antefatti
(La "Casabella" di Vittorio Gregotti; 1980: architettura, Italia)
Un tentativo di ricomposizione
(La prima battaglia; La ricerca della necessita; Un progetto di sintesi: "Architettura come modificazione")
Eroismo, solitudine, fortuna critica: paradossi per una «solida minoranza»
(Filosofia e progetto; Una rivista «controcorrente»; Crisi di una rivista di tendenza; Trent'anni dopo (ancora))
Tavole
(Il primo numero; Il progetto di apertura; I testi; Il progetto di fondo; "L'opinione degli altri"; La disciplina urbanistica; I numeri doppi; Architettura come modificazione; Innovazione edilizia; Gli allegati: "Il Politecnico"; La strategia dell'esclusione; Critica ai progetti di successo; Fotografie; Fotografie)
Bibliografia ragionata.