Studio sulla rigidità costituzionale. Dalle Chartes francesi al Political Constitutionalism
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pp. 236,      1a edizione  2019   (Codice editore 1590.23)
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In breve
Il conflitto storico e sociale da cui ogni singola costituzione sorge sembra plasmare il ‘senso’ della rigidità costituzionale e il suo effettivo operare. Ma proprio l’evoluzione dei conflitti che le costituzioni affrontano può richiedere un ‘aggiornamento’ della rigidità, come lo studio tenta di mostrare, contestualizzando il significato della revisione. L’obiettivo non è certo disquisire sulla definizione del concetto, ma interrogarsi sulla tenuta della prescrittività della Carta fondamentale, soprattutto dinanzi al mutare delle condizioni che le diedero origine.
Presentazione del volume

La rigidità costituzionale è solitamente fatta corrispondere alla protezione normativa della costituzione dalle fonti inferiori. È sufficiente però prendere in considerazione alcune tra le più 'note' costituzioni rigide per comprendere come, pur all'interno di tratti comuni, le concrete tecniche di garanzia risultino disomogenee: ciò appare chiaro confrontando, per esempio, le ben diverse ragioni che giustificarono l'aggravamento della procedura nella Costituzione repubblicana del 1948 rispetto a quella statunitense del 1787; non di meno, anche Carte tradizionalmente classificate 'flessibili' - come le Chartes francesi del 1814 e del 1830 e lo stesso Statuto albertino - appaiono in realtà caratterizzate da una peculiare ma precisa componente di rigidità: il procedimento legislativo condiviso tra Corona e Camera dei deputati. In particolare, determinante si rivela il conflitto storico e sociale da cui ogni singola costituzione sorge, poiché proprio esso sembra plasmare il 'senso' della rigidità ed il suo effettivo operare.
Uno studio così impostato è perciò opportuno: non solo per la possibilità di contestualizzare il significato della revisione, ma anche perché l'evoluzione dei conflitti che le costituzioni affrontano può richiedere un 'aggiornamento' della rigidità.
L'obiettivo non è certo disquisire sulla definizione del concetto, ma interrogarsi sulla tenuta della prescrittività della Carta fondamentale, soprattutto innanzi al mutare delle condizioni che le diedero origine.

Fabio Ferrari
ha conseguito il dottorato di ricerca in Diritto costituzionale italiano ed europeo presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università degli studi di Verona, dove fruisce di un assegno di ricerca in Istituzioni di diritto pubblico. Alcuni suoi contributi sono stati pubblicati su Diritto costituzionale. Rivista Quadrimestrale, Giurisprudenza costituzionale, Quaderni costituzionali, Rivista trimestrale dell'Associazione italiana dei costituzionalisti.

Premio 2018 migliore proposta per le discipline giuspubblicistiche

Indice
Introduzione
(Impostazione del tema; Rigidità, conflitto e diritto scritto nelle costituzioni 'brevi' e "lunghe")
Forma di governo e rigidità costituzionale: le Chartes francesi del 1814 e del 1830
(Perché la forma di governo?; Tra modelli e realtà; La Charte del 1814; La centralità del Re nella forma di governo; Quale e quanta rigidità?; La costruzione - viva vox - del "modello"; Segue: conferme e apparenti contraddizioni; La crepa "strutturale" del modello; Profili di continuità nella Charte del 1830; L'impossibile compromesso
Original intent e rigidità del patto nell'evoluzione dello Statuto albertino
(Premessa; L'original intent; Il cambio di prospettiva: dall'onnipotenza parlamentare all'Assemblea costituente; Gli interessi fondamentali; La componente di rigidità del patto nella diacronia; Il presunto avvento della monarchia parlamentare; La conferma del (claudicante) patto
Quando il conflitto abita altrove: rigidità costituzionale, fonti atipiche, controlimiti
(L'art. 138 Cost. e il "suo" conflitto: il modello originario; Patti Lateranensi e Costituzione; La (ir)rappresentabilità dell'interesse religioso e le ricadute sul sistema delle fonti; Integrazione europea e Costituzione; Identità sovranazionale e controlimiti; Alla prova dei fatti: un rule of law "primordiale"; Segue: "rule of law" e Corte di giustizia; Atipicità delle fonti (e dei conflitti): la rigidità attraverso i principi supremi; L'eco del conflitto: una prima conclusione. E un prologo
Political constitutionalism e rigidità costituzionale: l'eco del conflitto
(Perché il political constitutionalism?; Premessa. Corte suprema e "We, the people"; E le minoranze? "Una questione di sensibilità"; Archiviare Ulisse?; Archiviare Ulisse, riabilitare Procuste; Uno sguardo alle origini; Art. V: significati e ragioni della revisione costituzionale; Segue: Madison e la "tirannia" della maggioranza; Eterni dissidi, qualche certezza: il judicial review of legislation; Segue: il Bill of Rights; Political constitutionalism e rigidità costituzionale: l'eco del conflitto
Conclusioni
Bibliografia