Tutti redigono questionari. Ma è davvero così facile?
Autori e curatori
Contributi
Giovanni Di Franco
Livello
Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 284,      1a edizione  2019   (Codice editore 119.1.2)
Peer reviewed content
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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 38.00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788891788337

In breve
Partendo dal presupposto che un questionario standardizzato, al di là del mezzo usato per la sua somministrazione, non è il prodotto automatico di un software, ma uno strumento costruito per raccogliere informazioni che dovrebbero essere utili a soddisfare gli obiettivi cognitivi dei ricercatori, il volume – frutto di un’esperienza pluridecennale dell’autore – offre una guida sistematica alla redazione di un questionario standardizzato nella consapevolezza che la qualità di una ricerca dipende in gran parta dalla qualità del questionario che si è approntato.
Presentazione del volume

In quest'epoca si considera il nuovo, solo perché nuovo, sempre meglio del vecchio; si pensa che la tecnologia sia in sé un valore senza considerare i suoi effetti negativi; che la velocità sia immediatamente equiparata alla qualità; che l'artificiale sia necessariamente migliore dell'attività di esseri umani.
In questo volume si sostiene controcorrente che la ricerca è opera di uomini con cervello, cuore e mani; che la relazione fra un intervistatore e un intervistato è uno scambio e una negoziazione di significati che non può essere sostituita dalla relazione fra un robot e un "rispondente"; che un questionario standardizzato, al di là del mezzo usato per la sua somministrazione, non è il prodotto automatico di un software, ma uno strumento costruito per raccogliere informazioni che dovrebbero essere utili a soddisfare gli obiettivi cognitivi dei ricercatori.
Il volume, frutto di un'esperienza pluridecennale dell'autore, offre una guida sistematica alla redazione di un questionario standardizzato nella consapevolezza che la qualità di una ricerca dipende in gran parte dalla qualità del questionario che si è approntato.

Alberto Marradi è stato ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali presso le Università di Bologna e Firenze. Dal rettore di quest'ultima è stato nominato emerito nel 2012. Dal 2001 dirige il master in Metodología de la Investigación Social a Buenos Aires. Oltre che a Buenos Aires, ha insegnato a Barcellona, Quito, Concepción e Tandil. Dal 1990 dirige la collana Metodologia delle Scienze Umane della Sezione di Metodologia dell'Associazione Italiana di Sociologia. Tra le sue opere Concetti e metodo nella ricerca sociale (1984), L'analisi monovariata (1993), Método como arte (2002), Raccontar storie. Un nuovo metodo per indagare i valori (2005), Metodologia delle scienze sociali (2007), Clasificación, tipología, taxonomía (2009), Medición, experimento, ley: el silogismo cientificista (2011), Las Ciencias Sociales ¿seguirán imitando a las Ciencias Duras? Un Simposio a Distancia (2015). È coautore di Valori, classi sociali, scelte politiche. Indagine sulla gioventù degli anni settanta (1976), Sai dire che cos'è una sedia? Una ricerca sulle nostre capacità di esplicitare le nostre conoscenze (2001), Factor Analysis and Principal Component Analysis (2013), Metodología de las ciencias sociales (2018).

Indice
Introduzione
Stiamo chiedendo tutto quello che ci servirà sapere? La mappa dei concetti
(Come ho fatto a non mettere quella domanda!?"; Dal modello alla mappa dei concetti)
Errori strutturali
(Concetti di vettore e di matrice dei dati; Risposte non mutuamente esclusive per pluralità dei criteri (fundamenta divisionis); Risposte non mutuamente esclusive per vaghezza delle distinzioni fra loro; Vettori in numero diverso da caso a caso; Rinvio strutturale; Risposte non mutuamente esclusive e vettori in numero diverso da caso a caso; Indeterminatezza nell'assegnazione di un dato a un vettore; Numero eccessivo di alternative di risposta; Cattivi esempi dall'estero)
Errori tecnici ed errori grafici
(Il dibattito su domande chiuse e domande aperte; Domande inopportunamente aperte; Domande inopportunamente chiuse; Categorie di risposta non bilanciate, o comunque inopportune; Codici numerici inopportuni; risposte non ordinate lungo una dimensione; Informazioni mancanti, categorie residuali e classificazione di risposte aperte e semi-aperte; Vari tipi di errori grafici)
Difetti semantici
(Concetti e termini lontani dal mondo vitale e dal linguaggio degli intervistati; Domande vaghe, ambigue; Frasi con reazioni curvilinee, (doppie) negazioni; Le alternative di risposta previste sono poco sensibili; Le alternative di risposta previste non sono vere alternative)
Domande che alterano il rapporto fra intervistatore e intervistato
(Domande che presuppongono qualità / nozioni / interessi abitualmente assenti in gran parte dei soggetti intervistati; Domande su temi delicati; Leading questions e loaded answers; Le "domande di controllo"; In cerca di risposte scontate; In cerca di risposte distratte; Perché nascondere la mancanza di opinioni / informazioni; Una digressione: problemi di rapporto in un'intervista aperta)
Alcune buone pratiche di carattere generale
(Domande problematiche e domande da porre; La successione delle domande)
Intervistatori come ricercatori
(Il "minimo sindacale" per un intervistatore (cioè per i briefings); Usando il questionario)
Giovanni Di Franco, Gestire il questionario via telefono o via web
(Una premessa; Le tecniche di somministrazione; Le rilevazioni telefoniche: Cati-Cami; Le rilevazioni telematiche; Conclusioni)
Bibliografia.