Scienze della natura e scienze dell'uomo. Momenti di un rapporto
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pp. 108,      1a edizione  1986   (Codice editore 1133.20)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 17.50
Disponibilità: Nulla
Codice ISBN: 9788820447151

Presentazione del volume

Dalla fine del XVIII secolo, la vicenda dei rapporti intercorsi tra scienze della natura e scienze dell'uomo presenta un ordito fittissimo di fili e di pieghe, e prosegue ancor oggi, caratterizzata da incessante mobilità. Ricorrenze e innovazioni tematiche la animano, ponendola al centro del sapere contemporaneo.

La storia qui narrata ha inizio all'indomani dell'età rivoluzionaria e napoleonica, allorché le risorse del calcolo matematico parvero inesauribili nel congiungere "fisico" e "morale", nel modellare sui princìpi della meccanica celeste di Laplace un'efficace conoscenza dell'uomo e della società. Mentre la statistica volle porsi quale bussola nell'arte di governo, per tutto l'800 medicina e antropologia informarono di sé le categorie percattive ed esplicative dell'ordine sociale. Antiche metafore organicistiche vennero rispolverate, e reinterpretate come 'verità' sperimentali. Al problema fondamentale del secolo - ottenere che gli uomini "obbedissero" -fecero fronte le molteplici manifestazioni del naturalismo scientifico.

Per molti decenni, lungo versanti più propriamente critico-epistemologici, una riflessione sulle proprietà delle scienze cosiddette 'mature' (fisico-chimiche anzitutto) ridefinì il problematico nesso con forme del sapere incerte e fluttuanti. Tesi del libro è anche che a divulgare ben oltre il loro tempo vitale gli assiomi del naturalismo ottocentesco spesso furono non tanto i fisici, i chimici e i bioiogi, quanto coloro che si proposero, e in modo polemico, di riscattarne il mondo dell'umano. Nonostante i turbini del primo '900, furono accarezzati sogni di unificazione delle scienze sotto specie fisicalistica, laddove altre voci si levarono a rivendicare una ben diversa complessità. Restò tuttavia la tendenza a integrare monisticamente natura, vita e spirito, tra segni evidenti di un'epifania riduzionistica e rinnovate proiezioni visionario. La narrazione si conclude, alle soglie del presente, ipotizzando che le scienze dell'uomo abbiano mostrato, negli ultimi trent'anni, una propensione sempre più virtualmente 'totemica', a situare cioè psiche e socialità entro i sistemi biologico e ecologico di cui sono parte.

Claudio Pogliano (Torino, 1953), è ricercatore presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Si è dapprima occupato della cultura italiana tra l'università e il fascismo, volgendosi poi a una storia delle idee che ha come oggetto principale d'indagine le scienze dell'uomo. Un suo libro ("il compasso della mente", Angeli, 1983) ripercorre la penetrazione di dottrine scientifiche europee negli Stati Uniti, e sua è anche l'edizione di alcuni testi di F.J.Gali ("L'organo dell'anima", Marsilio, 1985). Collabora a "Studi storici", "Società e storia", "Belfagor", "Giornale critico della filosofia italiana", "Kos", "Alfabeta" e "L'indice", oltreché agli "Annali" della "Storia d'Italia" Einaudi.

Indice

Premessa
1. La misura tra «uomo medio» e individualità
2. Dai miasmi alla razza e l'analogia organica
3. Psiche e physis
4. «Naturwissenschaften» e «geisteswissenschaften»
5. L'autocritica delle scienze della natura
6. Scale mentali, comportamento, «gestalt»
7. Tra natura e cultura: l'oscillare dei determinismi
8. Genetica, catastrofi, sistemi
Bibliografia