Il governo dei giudici e i giudici del governo.
Autori e curatori
Contributi
Giuseppe Borrè
Argomenti
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 180,      1a edizione  1998   (Codice editore 1297.16)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 22.50
Condizione: fuori catalogo
Disponibilità: Nulla
Codice ISBN: 9788846405531

Presentazione del volume

L'espressione "governo dei giudici" fu coniata negli anni '30 per descrivere l'atteggiamento dei giudici conservatori della Corte Suprema degli Stati Uniti che per lungo tempo osteggiarono le riforme volute dal presidente Roosvelt e dal Congresso, attribuendosi un ruolo improprio di opposizione politica tout court.Nei decenni successivi - e in questi ultimi in particolare - essa è stata usata in modo manipolatorio per far apparire come inquinamento della democrazia ciò che invece era legittimo adempimento, da parte dei giudici, della funzione di difesa della legalità, funzione che è l'altra faccia del principio di uguaglianza e che perciò, per definizione, non sopporta zone franche.

Il libro di Accattatis è dedicato all'analisi di questa manipolazione ed alla descrizione della corposa realtà dei "giudici del governo", vale a dire del fenomeno della soggezione della magistratura all'esecutivo, quale è esistita (e in qualche misura ancora esiste) nel nostro paese; quale è regola (da ultimo però assoggettata a forti scossoni) in molti paesi europei; e quale si vuole che ritorni ad esistere anche in Italia, proprio da coloro che gridano allo scandalo del "governo dei giudici".

Seguendo il filo di un'analisi storica e comparatistica dedicata alla Francia, alla Gran Bretagna e soprattutto agli Stati Uniti d'America, l'analisi di Accattatis si addentra efficacemente e lucidamente nella alternativa che percorre il sistema democratico: da una parte l'idea dell'unitarietà e indivisibilità della sovranità popolare, del primato del Parlamento quale sua incarnazione più diretta e della diffidenza verso la giurisdizione; dall'altra l'idea del "potere diviso" come garanzia di libertà, della soggezione anche dei parlamenti alla legge (costituzionale) e della essenzialità della funzione giurisdizionale, strumento indispensabile per realizzare quello che è stato chiamato "governo di leggi e non di uomini".

Vincenzo Accattatis, magistrato, consigliere della Corte di Cassazione.Collabora a numerosi quotidiani e riviste giuridiche. Ha diretto, per le edizioni Feltrinelli, la collana "Politica e giustizia".

Indice

Giuseppe Borrè, Prefazione
Vincenzo Accattatis, Introduzione
Il principio della soggezione dei giudici alla legge in Gran Bretagna e il governo dei giudici nell'«ancien régime» (Il principio di legalità in Gran Bretagna; Il sistema giudiziario dell'«ancien régime»; L'anarchia dell'«ancien régime» e le possibili soluzioni; Le richieste dei rivoluzionari nella prima fase della rivoluzione e la fine del «governo dei giudici»; La critica di Voltaire al velleitario tentativo di governo dei giudici; La responsabilità storica dei parlamenti; L'uso ideologico dell'espressione «governo dei giudici»; L'equilibrio del potere in Inghilterra e in Francia dopo le rispettive risoluzioni)
La difficile lotta per la realizzazione in Francia dell'indipendenza della magistratura (Il «governo dei giudici» e i «giudici del governo»; I «giudici del governo» in Francia; Il timido e contraddittorio inizio dell'indipendenza della magistratura francese; I più recenti avvenimenti)
Mito e realtà del «governo dei giudici»: l'esperienza degli Stati Uniti (Il governo dei giudici; La cultura politico-economica dei «padri fondatori»; La funzione conservatrice della Corte suprema nel corso della storia; La fine del governo dei giudici; L'uso ideologico dell'espressione «governo dei giudici»; Il ruolo dei giudici nello Stato di diritto)
Il Federalista (La fondamentale diversità del costituzionalismo inglese e americano; Una riflessione realistica sui poteri; Le analisi di Madison sui temi della faziosità, dell'eguaglianza, della giustizia, del pluralismo)
L'articolo 78 del Federalista e la concezione antifederalista del potere giudiziario (Il potere giudiziario nella teorizzazione di Hamilton; Una miniera da esplorare; I controlli di costituzionalità delle leggi; Il potere giudiziario nella concezione antifederalista)
La sentenza Marbury (La «judicial review»; Il fondamento normativo, politico-culturale e giurisprudenziale della «judicial review»; Edward Coke e la «judicial review» in Gran Bretagna; La sentenza Kamper contro Hawkins e la sentenza Marbury; La sentenza Marbury e il principio di rigidità; La cultura giuridica costituzionale americana e italiana e il giuramento di fedeltà alla costituzione; La concezione anglosassone del diritto; La riflessione di Tocqueville sul potere giudiziario americano; La rappresentatività dei giudici e il governo dei giudici; Esigenza di ulteriore analisi in tema di rappresentatività; Il «self-restraint» espresso dalla sentenza Marbury).