"> Regole sociali e economia alpina. La "Cassetta dei morti" a Campodolcino tra età moderna e contemporanea - FrancoAngeli

Regole sociali e economia alpina

La "Cassetta dei morti" a Campodolcino tra età moderna e contemporanea

Autori e curatori
Contributi
Sergio Zaninelli, Enrica Guanella, Teodoro Lorini, Maurizio Romano
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 240,   figg. 16,     1a edizione  2005   (Codice editore 616.5)
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Regole sociali e economia alpina. La
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 25,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846464187

Presentazione del volume

La Cassetta o Capitale dei morti nasce da un'antica tradizione religiosa per la quale gli abitanti di Campodolcino in Val Chiavenna, provincia di Sondrio, conferivano donazioni a un "beneficio" i cui proventi venivano utilizzati per il suffragio dei cari estinti e per azioni di carità. Negli anni Settanta del XVIII secolo, l'abate Foppoli, divenuto sacerdote della diocesi di Como, si trasferiva a Campodolcino per la cura pastorale e l'insegnamento su richiesta degli abitanti di un quartiere del borgo della Val S.Giacomo: la "squadra delle Corti". A quel tempo, il diritto canonico prevedeva la costituzione di un vitalizio per la secolarizzazione di un religioso e Antonio Foppoli destinava la sua rendita al patrimonio della Cassetta dei morti. Con questo apporto e per l'impegno del Foppoli la Cassetta si trasformava in un'associazione per sovvenire ad alcune esigenze della comunità come l'istruzione o l'esercizio del credito.

La risposta efficace a queste esigenze portava ad allargare il novero dei consociati fino a farlo coincidere quasi con la comunità civile e, nel medesimo tempo, cresceva il patrimonio fondiario della Cassetta. Questa identità conferiva implicitamente alla Cassetta una natura di istituzione civile del territorio, espressione da una parte della volontà di "regolare" e risolvere alcuni aspetti civili e economici di stretta pertinenza locale e, dall'altra, strumento per la soddisfazione di esigenze della comunità e, pure, di indirizzo e controllo della struttura sociale e del sistema economico. Alla fine dell'Ottocento a rivitalizzare l'attività del Consorzio interveniva l'azione di Don Luigi Guanella che puntava a rendere la Cassetta un'associazione per la crescita sociale e economica della Valle S.Giacomo. Il volume racconta, così, come una popolazione nel mondo alpino si associ per rispondere a esigenze collettive legate strettamente allo sviluppo economico e sociale del territorio.

Indice


Sergio Zaninelli, Premessa
Parte I. Andrea Locatelli, La "Cassetta dei morti" a Campodolcino. Il privato sociale per la comunità civile
Il "Consorzio della cassetta dei morti": un istituto spontaneo
(Gli atti di fondazione; La secolarizzazione dell'abate Antonio Foppoli; Il "Beneficio dei morti": sfera civile e sfera religiosa)
Il Pàlazz: l'agorà della comunità
(Il Palazzo delle corti: simbolo e sede del Consorzio; Il Consorzio: funzione pubblica, di privato collettivo e individuale; Antichi reggimenti e comunità di "vicini"; Un'unità civile fondata sulla complessità indivisa; Il reggimento collettivo)
Da regola sociale a ente morale
(La partenza del Foppoli per Brescia: una cattiva gestione della "Fondazione del Foppoli e il passaggio dei francesi)
La maturità ottocentesca
(La gestione affidata ai "messi dei morti"; Le leggi Siccardi e una scuola elementare comunale; La lenta transizione dell'economia di valle dopo l'Unità; Nuove forme consortili e la ricerca di un'utilità sociale)
L'offuscamento dell'identità originaria: un consorzio fondiario nel '900
(Una derivazione pubblica: il "Consorzio del Liro"; I tentativi di rinascita degli anni Settanta)
Parte II. Enrica Guanella, L'Opera Pia di S. Antonio a Campodolcino
L'intervento di don Guanella
(Il primo tentativo: un collegio-convitto a Chiavenna; Il Collegio don Bosco a Campodolcino; Nuove sconfitte)
Il Comitato pro Campodolcino
(Un ampio programma: la formazione professionale e lo sviluppo dell'economia locale; Il lavoro nella concezione guanelliana; Il "libretto" di don Sterlocchi; La gestione dell'Opera e la sua componente sociale: il Comitato)
La missione del Comitato
(L'industria dei merletti e delle trecce di paglia; L'asilo climatico femminile; I sussidi della Camera di commercio di Chiavenna)
Il fallimento dell'Opera Pia S. Antonio
(Il resoconto di fine attività; Le possibili cause: autonomia o disinteresse?; Gli ultimi tentativi del fondatore)
Parte III. La natura del consorzio
Teodoro Lorini, Il Consorzio della Cassetta dei morti. Testi e documenti
A colloquio con il dott. Paolo Raineri
Statuto dell'Opera Pia di S. Antonio
Maurizio Romano, Indice dei nomi di persona
Maurizio Romano, Indice delle località.