Storicità e storia della sociologia

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 206,   3a ristampa 2014,    1a edizione  2007   (Codice editore 1315.11)

Storicità e storia della sociologia
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 25,50
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788846486240

In breve

La storia di una disciplina non può che essere scritta da chi la professa, utilizzandola come strumento di conoscenza, di modo che da tale ambito si vengano a delineare quegli interessi della vita presente che fungono da criterio storico-interpretativo della disciplina stessa. Le teorie sociologiche qui considerate rientrano in una considerazione unitaria che ravvisa alla questione della sensibilità storica del procedimento concettuale il suo principio di scomposizione e analisi dei sistemi di pensiero esaminati. La tesi argomentata è che lo sguardo della teoria sociologica al proprio contesto storico di riferimento ne condizioni metafisicamente gli assunti di base, fino a quando tale incidenza si risolve nella modernità di una concezione dell’agire sociale che supera la dicotomia classica individuo società e la sostituisce con la nozione di attore sociale.

Presentazione del volume

Il testo di storiografia sociologica qui presentato si propone di rispettare il postulato metodologico, weberiano e ad un tempo crociano, secondo il quale solo un interesse della vita presente ci può muovere a indagare un fatto passato, il quale, dunque, in quanto si unifica con un interesse della vita presente, non risponde a un interesse passato, ma presente. In base a tale impostazione è da escludersi, al là di inevitabili e in parte auspicabili, convergenze interpretative, la possibilità di perseguire l’unicità di «una» storia della sociologia, ricostruita cioè, narrativamente, nel nome di una qualche «oggettività storica». La storia di una disciplina non può che essere scritta da chi la professa utilizzandola come strumento di conoscenza, di modo che da tale ambito di lavoro si vengano a delineare – appunto – quegli interessi della vita presente che fungono da criterio storico-interpretativo della disciplina stessa. È del sociologo -o meglio, del ricercatore sociale- e di nessun altro, scrivere la storia della sociologia.
Le teorie sociologiche qui prese in considerazione, in riferimento ad un certo arco storico-temporale, rientrano pertanto in una considerazione unitaria che, nel caso specifico, ravvisa proprio nella questione della sensibilità storica del procedimento concettuale il suo principio di scomposizione e analisi dei sistemi di pensiero esaminati. La tesi via via argomentata è che lo sguardo, più o meno esplicito, della teoria sociologica al proprio contesto storico di riferimento ne condizioni metafisicamente gli assunti di base, fino a quando però, con la maturità parsonsiana e post-parsonsiana, tale incidenza si risolve in una concezione dell’agire sociale che risolve la dicotomia classica individuo-società nella nozione di attore sociale. In questo senso vi sono sviluppi e orientamenti della teoresi contemporanea che meritano particolare rilievo, mentre alcune ulteriori dicotomizzazioni concettuali, quali l’opposizione attore-struttura e quella micro-macro appaiono, al riguardo, inutili e soprattutto vani tentativi di superamento del sistema parsonsiano.

Maurizio Bonolis è Professore Ordinario di Sociologia generale all’Università “La Sapienza” di Roma. Nell’ultimo decennio ha pubblicato studi su temi di analisi del mutamento sociale, di sociologia della cultura, di teoria della conoscenza.

Indice



Introduzione
La conoscenza storica della sociologia
«Storicità» e «storia»: definizione; Condivisione semantica di «storicità» e «storia»; Differenza tra «storicità» e «storia»; Ipotesi di tematizzazione)
La «critica sociale» dell'idealismo tedesco (Marx ed Engels)
(Il retroterra hegeliano; La frattura con Hegel; Il significato dell'espressione «socialismo scientifico»; La struttura duale del materialismo storico; Immaginazione sociale e profezia)
Il clima del pensiero durkheimiano (Spencer, Comte, Tönnies)
(L'eredità evoluzionista; Comte; Da Schopenhauer a Tönnies; Tönnies)
La sociologia durkheimiana e il suo punto cieco
(Il dilemma di Spencer; Il concetto di «solidarietà organica»; La distruzione del concetto di «solidarietà organica»; Anomia e suicidio; La continua ricerca di una fonte eunomica; Ideale di spontaneità e società ideale; Metafisica dell'educazione morale; teoria dell'effervescenza collettiva; Epilogo)
L'alternativa vitalista (Simmel)
(Una interpretazione del quadro di riferimento di Simmel (Marx e Durkheim); L'impronta sociologica tedesca; Il primato ontologico della vita, cioè dell'esistenza umana in quanto «esistenza»; Psiche e filosofia della vita; La sociologia «formale»; Storicità e modernità)
L'alternativa naturalista (Pareto)
(Interesse individuale e interesse sociale; «Azione logica» e «azione non logica»; Il campo delle «azioni non logiche»; I fondamenti motivazionali della «azione non logica»; La metafisica elitista; Eredità facile ed eredità difficile)
La risoluzione metodologica del problema della conoscenza storica (Weber)
(Sociologia ma non solo sociologia; Storicismo camuffato da individualismo; La categoria weberiana dei concetti vuoti; Azione e interpretazione; Le «condizioni» dell'analisi sociologica: «possibilità» e «giudizi di esperienza»; Il tema dei valori; «Comprensione» e sapere nomologico; «Senso», disuguaglianza, potere; Disincantamento e coscienza storica)
Epigoni della classicità (I): i «francofortesi» (Adorno, Horkheimer, Marcuse, Fromm, Benjamin)
(Storiografia e storia. Per brevi cenni; tempo storico e ricerca sociale. Due esperienze di riferimento; L'individuo-massa; Modernità e «ragione negativa»; Teoria critica e «sociologia positiva»; Marx e Freud; Il positivo del «negativo»)
Epigoni della classicità (II): la sociologia struttural-funzionalista (Parsons)
(La riformulazione parsoniana del problema durkheimiano; Imperativi universali del sistema sociale. Attore e sistema; Identificazione del sistema sociale come «società empirica»; Antiempirismo e antiutilitarismo (Parsons e Kant); Imperativi strutturali. La centralità dell'elemento «attributivo»; Imperativi strutturali. Aspettazioni «indeterminate» e «adattamento»; Il fondamento motivazionale della «conformità»)
Problemi ed orientamenti nella sociologia contemporanea dopo Parsons
(L'eredità struttural-funzionalista (Parsons e Merton); Neo-naturalisti e primi cognitivisti; Un cognitivismo vuoto; Dal cognitivismo alla «razionalità soggettiva»; verso un neo-strutturalismo?)
Discussioni in atto
Riferimenti bibliografici.




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