Non è sempre la solita storia

Interrogare la tradizione, dar voce alla differenza di genere nelle pratiche educative

Autori e curatori
Contributi
Gabriella Contini, Maria Cleofe Filippini
Livello
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 144,   2a ristampa 2017,    1a edizione  2008   (Codice editore 292.3.18)

Non è sempre la solita storia. Interrogare la tradizione, dar voce alla differenza di genere nelle pratiche educative
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 18,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846492777

In breve

Il percorso formativo che ha coinvolto un gruppo di educatrici di asilo nido, di scuola dell’infanzia e di scuola primaria del Comune di Carpi, con lo scopo di favorire la conoscenza di sé nelle bambine e nei bambini: un obiettivo perseguito attraverso un lavoro preliminare di riflessione critica sulla propria soggettività da parte di educatrici e insegnanti.

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Bambini Intervista a Elisabetta Musi… Vedi...

Presentazione del volume


Nascere in un corpo femminile o maschile è la prima condizione con cui ogni soggetto umano si pone al cospetto della storia, dalla quale riceve opportunità e risorse ma anche impedimenti e vincoli.
Per chi è investito di responsabilità educative (genitori, educatrici/educatori, insegnanti), fare della differenza un'esperienza di crescita significa saper contestualizzare la propria soggettività sessuata nel tempo e nella società, stabilire un rapporto maturo e consapevole con la cultura, le discriminazioni e le potenzialità in essa contenute, affinché il rapporto con l'altro/l'altra possa godere di un più ampio margine di espressione e libertà.
Questa esigenza è avvertita dai genitori e dal personale dei servizi educativi e scolastici. Le domande che più frequentemente l'accompagnano sono: come tradurre quanto è motivo di intuizione in agire educativo? In che modo l'intenzionalità può orientare la pratica? Cosa possono fare i genitori e, più in generale, le istituzioni educative per aiutare bambini e bambine a diventare via via più consapevoli di sé, più responsabili dei propri processi di crescita e più rispettosi di quelli altrui?
A questi interrogativi ha cercato di dare risposta il percorso formativo narrato in questo volume, che ha coinvolto un gruppo di educatrici di asilo nido, di scuola dell'infanzia e di scuola primaria del Comune di Carpi.
L'esperienza è stata condotta da Elisabetta Musi e promossa dalla Commissione Pari Opportunità in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Scolastiche del Comune di Carpi.
L'obiettivo di favorire la conoscenza di sé nelle bambine e nei bambini è stato perseguito attraverso un lavoro preliminare di riflessione critica sulla propria soggettività da parte di educatrici e insegnanti. L'analisi si è progressivamente estesa alle implicazioni filosofiche, antropologiche, sociologiche ed etiche contenute nel tema della differenza, nel tentativo di cogliere l'origine della disparità e individuare nuovi paradigmi concettuali con cui operare un cambiamento. A conclusione del percorso sono state realizzate alcune esperienze didattiche con bambini e bambine e di confronto con i genitori.

Elisabetta Musi, è docente di Pedagogia sociale e di Pedagogia della differenza di genere presso l'Università Cattolica (sede di Piacenza). Impegnata nella formazione di insegnanti, educatori, genitori, operatori sociali, ha coordinato per anni il Centro per le famiglie del Comune di Reggio Emilia. Svolge attività di ricerca sui temi relativi alla vita emotiva ed alla cura educativa negli ambiti delle relazioni familiari, della differenza di genere, della pedagogia prenatale e neonatale. È autrice di numerose pubblicazioni in volumi collettanei e riviste specializzate. Per le nostre edizioni ha pubblicato Concepire la nascita. L'esperienza generativa in prospettiva pedagogica (Milano 2007).

Indice



Presentazione
Introduzione
Parte I. Alcune coordinate per partire: i presupposti teorici, i fondamenti scientifici, la metodologia e il gruppo di ricerca
Accostare la complessità del tema
(Un tema educativo costantemente attuale; La natura multidisciplinare del discorso; Fondamenti scientifici di una conoscenza che non estromette il soggetto)
Orientamenti epistemologici e fonti di conoscenza
(Declinare la riflessione pedagogica in prospettiva fenomenologica; Un sapere che viene dal fare: lavoro di cura e educazione; La cura, un'antica sapienza di genere)
Mettersi in ricerca
(La metodologia: una ricerca che dà forma all'esperienza educativa; I soggetti coinvolti: insegnanti, bambini e bambine, genitori; Incamminarsi per un sapere prospettico, che introduce alla vita)
Parte II. Interrogarsi sull'inizio: rintracciare nell'evoluzione del pensiero antichi limiti e nuove aperture
Tra ambivalenze e ostilità
(I paradossi di un tema resistente; Oltre la prima impressione: i motivi di un'ostilità culturale; Un silenzio imposto, ma anche coltivato?; Le fragilità di un sapere professionale; I diversi piani del discorso: raccordare la riflessione critica con l'esperienza e la sua scrittura)
Contestualizzare il problema tra storia e filosofia
(Interrogarsi sull'identità, forma del proprio vissuto; Il genere, un dialogo vivo con la storia; Una "leggerezza" filosofica, un oblio pesante; Dal "principio di non contraddizione" a quello di contrapposizione; La differenza: perenne domanda aperta all'essere; Identità e differenza: due categorie indisgiungibili (ma sempre pensate a sé); Dare voce alla differenza per incontrare l'alterità; Promuovere l'incontro: la costruzione dello spazio morale; Un'antropologia della reciprocità)
Parte terza. Appunti per una pedagogia differente e una didattica viva
Un'occasione di rinnovata autenticità formativa
(Interpretare la differenza sessuale in prospettiva pedagogica; Rinnovare lo sguardo sui vissuti professionali: dare voce ed accogliere un differente sentire; Un sapere per la vita: educare nella differenza emozioni e sentimenti lungo tutto il corso dell'esistenza; Alle origini di una didattica sensibile alle differenze: la relazione con sé stessi)
Osare l'inconsueto, farsi strumento didattico nella relazione educativa
(Dare forza al sapere di chi educa: portare in evidenza l'implicito; Educare con il corpo; Avere i pensieri e le parole nello sguardo; Sostenere la vitalità di un ordine in movimento; Disporsi a coltivare un sentire intenerito; Innamorare alla costruzione di sé come ricerca, tra radicamento e erranza)
Alleanze educative ed esperienze: crescere con bambini e bambine
(Il confronto continuo tra colleghe/i: la fecondità di una semina comune; Recuperare una continuità educativa con i genitori; Esperienze. Percorsi educativi e didattici nella differenza)
Conclusioni
Bibliografia.