Religione politica e riscrittura della memoria nella Francia di Vichy

Autori e curatori
Contributi
Fabrice d'Almeida
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 368,      1a edizione  2008   (Codice editore 1572.25)

Religione politica e riscrittura della memoria nella Francia di Vichy
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 30,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846492883

In breve

Gli interventi politici, istituzionali e culturali che la Francia pétainista operò arrivarono a produrre una “religione politica”? Attraverso il vaglio di fonti archivistiche, iconografiche e audiovisive e una lunga indagine nei progetti e nelle realizzazioni di uno Stato in formazione, il volume abbozza una risposta significativa, per comprendere se la Francia della Révolution Nationale perseguì il suo prioritario traguardo: persuadere le masse.

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Presentazione del volume

L'"estetica della politica" e la scelta di linguaggi simbolici sono ancor oggi elementi imprescindibili per connotare soggetti politici all'affannosa ricerca del consenso delle masse.
Il regime di Vichy, nel processo di costruzione della propria identità nazionale, si rivelò estremamente attento all'elaborazione di una solida liturgia: un complesso intreccio di miti, riti e credenze che ripercorrevano la tradizione francese e operavano una riscrittura della memoria per definire il presente e rappresentarne essenza e valori.
Questo volume nasce allo scopo di comprendere se gli interventi politici, istituzionali e culturali che la Francia pétainista operò, arrivarono a produrre, in antitesi rispetto all'esperienza della gloriosa Rivoluzione del 1789, una "religione politica". Il regime di Vichy fece nascere, come l'Italia, la Germania e l'Unione Sovietica, una nuova religione politica? Arrivò a sacralizzare un sistema fondato sulla coercitiva e incondizionata subordinazione dell'individuo a un univoco codice etico e dottrinale imposto dallo Stato?
Attraverso il vaglio di fonti archivistiche, iconografiche e audiovisive e una lunga indagine nelle intenzioni, nei progetti e nelle realizzazioni di uno Stato in formazione, è stato possibile abbozzare una risposta significativa a questo interrogativo e infine comprendere se la Francia della Révolution Nationale perseguì il suo prioritario traguardo: persuadere le masse.
Scavare nel percorso storico anche più inquietante di uno dei principali fondatori dell'Unione Europea non intende riproporre formule che la coscienza civile ha ormai respinto, ma più semplicemente mettere in luce l'urgenza per la nuova costruzione europea di elaborare la propria identità attraverso simboli e liturgie in grado di sostituire i modelli autoritari e totalitari con nuove esperienze interpretative ed autocelebrative rispettose dell'umanesimo universalista.

Monica Caiazzo ha conseguito il dottorato di ricerca in "Storia delle istituzioni e delle società nell'Europa contemporanea" presso l'Università degli Studi di Milano e l'Université de Paris X - Nanterre. Negli ultimi anni ha concentrato i suoi studi sulla storia culturale della Francia tra il 1940 e il 1944, intervenendo a convegni e offrendo contributi in questo campo.

Indice



Introduzione
Obiettivo primario: persuadere le masse. Il nuovo impianto propagandistico istituzionale: protagonisti, peculiarità, finalità
(La "missione" dei servizi d'informazione dai vertici ai delegati; La radio: la più intrigante forma di comunicazione diretta con le masse; Il cinema: la più "nobile" forza di propaganda; La stampa: opprimente uniformità e impostazione di una nuova identità)
Secondo obiettivo: trascinare le masse. Edificazione di una liturgia politica francese: riti, simboli, rappresentazioni nazionali
(Le feste del regime: la Révolution Nationale da sistema teorico a rito collettivo; Filo diretto tra governo e popolo: il regime entra nella quotidianità. Originalità delle nuove e tradizionali forme di comunione con le masse; Gli emblemi della Rivoluzione Nazionale)
L'uso pubblico della storia: la cristallizzazione dei miti e la definizione di una memoria collettiva
(Storia, identità e memoria; Il culto degli eroi nella liturgia politica. Due nuove vie; La memoria storica nella stampa)
I catechismi del regime: indottrinamento e inquadramento delle masse
(Uno stato iperassistenziale e onnipotente: la centralità della famiglia; La connotazione del lavoro nel rinnovato codice etico, tra culto dell'artigianato, ritorno alla terra e lavoro obbligatorio; Révolution Nationale e coscienza cattolica. Integrazione riuscita?; Arruolamento, addestramento e disciplina: la Legione e le istituzioni giovanili; Sacralità della patria: garanzia di prosperità della nazione. Regioni, impero, funzione messianica del capo; La "propagande contre": punire gli infedeli)
Le risposte del popolo francese: la complessa evoluzione dell'opinione
(Adesione, indifferenza e diffidenza dei cittadini al progressivo attuarsi della Rivoluzione Nazionale; Politica internazionale: amici e nemici del popolo; La mistica del capo tenne?; Le barriere popolari di fronte ai temi più scottanti: lavoro obbligatorio e "soluzione finale"; "Zone Nord" e "zone interdite": percezioni amplificate ed alterate dagli eventi)
Conclusioni
Bibliografia
Fabrice d'Almeida, Postfazione
Indice dei nomi.