Accidia e melanconia.

Studio storico-fenomenologico su fonti cristiane dall'antico testamento a Tommaso D'Aquino

Autori e curatori
Contributi
Corrado Calenda
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 112,      1a edizione  2010   (Codice editore 291.72)

Accidia e melanconia. Studio storico-fenomenologico su fonti cristiane dall'antico testamento a Tommaso D'Aquino
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Codice ISBN: 9788856816525
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Codice ISBN: 9788856820973
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In breve

Il testo ricostruisce la storia dell’idea di accidia, offrendo una prospettiva originale sul rapporto che la lega, o piuttosto la distingue, da passioni quali la melanconia o la disperazione. Il volume studia le prime apparizioni della parola, interviene per la prima volta sull’accidia attribuita a Cristo nella più antica versione latina del Vangelo di Marco, e discute del rapporto dell’accidia con la tristitia e con la teoria dei quattro umori e temperamenti della medicina antica e medievale.

Presentazione del volume

L'accidia non è pigrizia, non è indifferenza. In particolare, in letteratura come nei classici studi sull'argomento (si pensi a Saturno e la melanconia di Klibansky, Saxl e Panowsky o a Stanze di Giorgio Agamben) l'accidia viene a trovarsi in rapporto spesso conturbante con la melanconia, e talvolta a essere identificata con essa, o con una sua specie. Ma l'accidia non è melanconia, come non è disperazione: la ricostruzione della storia dell'idea di accidia proposta in questo libro offre una prospettiva originale sul rapporto che lega, o piuttosto distingue, tali passioni.
Del Castello torna a considerare le prime apparizioni della parola nell'Antico Testamento, interviene per la prima volta sull'accidia attribuita a Cristo nella più antica versione latina del Vangelo di Marco e, soprattutto, discute sistematicamente del rapporto dell'accidia - intesa infine come vizio dalla teologia morale - con la tristitia in primo luogo (inclusa nel più antico catalogo di vizi capitali e scomparsa appena prima di san Tommaso d'Aquino) e, secondariamente, con la teoria dei quattro umori e temperamenti della medicina antica e medievale, le cui suggestioni sul pensiero morale cristiano sembrano aver lasciato tracce precocissime già in Gregorio Magno.

Antonio Del Castello è nato a Capua nel 1982. Si è laureato in Lettere e specializzato in Filologia Moderna all'Università degli Studi Federico II di Napoli, città dove studia e lavora presso una casa editrice.

Indice



Corrado Calenda, Prefazione
Introduzione
Indizi per una storia semantica
(Inizi greco-ellenistici e latini; Occorrenze effettive e false apparizioni: Girolamo e Giovanni Crisostomo)
Acedia e tristizia
(Verso il sistema dei vizi capitali; Evagrio Pontico e Giovanni Cassino; Tristizia e acedia negli Instituta coenobiorum)
Giovanni Cassiano e Gregorio Magno
(Concatenatio vitiorum in Cassiano; Acedia e virus irascibilis; Filiationes vitiorum; La concatenatio vitiorum in Gregorio Magno; Gregorio e la teoria dei quattro temperamenti; La scomparsa dell'accidia dal sistema di Gregorio)
Vicissitudini del catalogo dei vizi da Isidoro alla Schola Palatina
(La resistenza del modello ottonario; Il carme De septem vitiis di Teodoro di Orléans; L'Epistula Vindiciani ad Pentadium: Gregorio e Teodulfo alla luce della teoria dei quattro temperamenti; La seconda generazione carolingia; L'accidia fuori del catalogo dei vizi)
Prime definizioni fenomenologiche
(Il modello fenomenologico di Werner di San Biagio; Teologia morale e medicina umorale; Accidia come toedium; Accidia come tristizia speculi)
San Tommaso
(Da Gregorio a Tommaso; La prossimità di accidia e melanconia)
Bibliografia
Indice dei nomi.