Intendere la vita e la morte.

Apporti psiconalitici alle tanatofilie e tanatofobie del vivere quotidiano

Contributi
Jean Claude Ameisen, Marta Badoni, Francesco Castellet y Ballarà, Antonello Correale, Franco De Masi, Gianluigi Monniello, Lorena Preta, René Roussillon, Matilde Vigneri
Collana
Livello
Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati
pp. 176,      1a edizione  2010   (Codice editore 1422.16)

Intendere la vita e la morte. Apporti psiconalitici alle tanatofilie e tanatofobie del vivere quotidiano
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In breve

Questo Quaderno del Centro Psicoanalitico di Roma, sezione locale della Società Psicoanalitica Italiana, raccoglie le riflessioni di diversi Autori sulla naturale non rappresentabilità della morte. Il volume esplora e si interroga sulle forme attuali di conoscenza che l’impatto della morte sulla vita fornisce alla vita inconscia.

Presentazione del volume

Questo Quaderno del Centro Psicoanalitico di Roma, sezione locale della Società Psicoanalitica Italiana, raccoglie le riflessioni di diversi Autori sui limiti della rappresentabilità della morte e sul rischio di letture superficiali, almeno in termini di economia di lavoro psichico, quale approdo del mondo occidentale contemporaneo. Le forme attuali di conoscenza che l'impatto della morte sulla vita fornisce allo psichismo sono esplorate e interrogate.
La considerazione del limite di rappresentabilità della fine della propria vita può arricchire lo psichismo, dispiegare gli investimenti libidici, aprire alla creatività o inibire e sgomentare fino all'annichilimento.
L'attuale diffusa sofferenza narcisistica nelle sue varie espressioni comporta, per il pensiero, limitata capacità di elaborare il distacco, rischio di accostarsi alla morte reale e fantasmatica con funzioni rappresentative e di simbolizzazione poco stabili. L'immaginario si impoverisce e il confronto con tale ineludibile esperienza umana non può che essere, in varie forme, rifuggito o svolgersi in economia. Così diventa spesso insostenibile fronteggiare i sentimenti di mortificazione, vissuti come vere e proprie minacce di morte, o vivere come stimoli le frustrazioni e gli insuccessi. Il tempo dell'elaborazione necessaria manca e si fa spazio la tendenza ad agire in maniera compulsiva nel reale, privilegiando il percettivo, negando o dissociando il peso e la complessità del lavoro psichico.
Si è così sollecitati ad alimentare soluzioni che protraggono funzionamenti della mente che possono allora essere caratterizzati dalla temporalità e dall'onnipotenza infantili. Tali soluzioni difensive trovano facile alimento e appoggio su un corpo che sembra ora resistere al tempo e all'invecchiamento.
Il corpo diviene oggetto di manipolazioni e la sua connaturata funzione di segnatempo è minimizzata o parzialmente messa a tacere.
Restano, a ricordare la via da percorrere, i naturali limiti del pensiero del bambino e dell'adolescente nell'elaborazione del lutto; spesso però tali limiti non trovano nel mondo adulto adeguate risposte da offrire ai loro psichismi in crescita.

Indice



Nota introduttiva
Parte I. Considerazioni della raffigurabilità del morire
Gianluigi Monniello, Intendere la vita e la morte
(Le ragioni del titolo; Riferimenti; La morte nel mito greco; Considerazioni cliniche; Materiale clinico; Bibliografia)
Franco De Masi, La memoria e la riparazione
(Il paradosso dell'immortalità; Vaio è morale; La non responsabilità della morte; Un confronto inevitabile; Un lutto in elaborabile?; La riparazione; Il ricordo; Bibliografia)
Matilde Vigneri, La morte e l'origine dei percorsi simbolici. Riconoscimento e disconoscimento della morte nelle culture e nella clinica
(La morte e le origini storiche; La morte e i percorsi simbolici; Morte e disconoscimento della morte nella nostra epoca; Patologie del processo di disconoscimento della morte; Negazione della morte nelle malattie oncologiche; Bibliografia)
Francesco Castellet y Ballarà, Dare significato alla morte
Parte II. Intrecci di vita e di morte
Marta Badoni, Musiche dal sottosuolo. Sull'intreccio vita/morte
(L'Hilflosigkeit; Dalle note alla musica; La parola a Freud; Per finire senza concludere; Bibliografia)
Antonello Correale, La difficile differenziazione dall'identificazione traumatica. La forza gravitazionale del trauma
(Introduzione; Il Sé; Il trauma; Attività contro passività; La liberazione pulsionale; L'infinitezza negativa; Bibliografia)
René Roussillon, L'adolescenza e la piccola morte
(Il lavoro di riorganizzazione dell'adolescenza; Introduzione all'ordalia. Il modello della sopravvivenza in Winnicott; La sopravvivenza in adolescenza, l'ordalia e la piccola morte; Bibliografia)
Parte III. La morte come profondità e come futuro
Jean Claude Ameisen, "On y voit la vie et la mort...". L'autodistribuzione al cuore della vita
(La restaurazione di uno stato precedente; Quando la forma se ne va in un'altra; Armonia e disarmonia; Numerosi come le stelle nel cielo; La scultura nella vita; In parte sul punto di morire e in parte sul punto di rinascere; Un piccolo verme trasparente; Dalla salute alle malattie; La corsa della Regina Rossa; Alle origini del suicidio cellulare; La forza che rinnova il mondo; Bibliografia)
Lorena Preta, Ai bordi dell'eternità
(Vita/non vita; I tempi della morte; La pulsione d'umanità; Bibliografia)
Gli autori.




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