Innovazione e produttività.

Alla ricerca di nuovi modelli di business per le imprese di servizi

Contributi
Carlo Sangalli
Livello
Saggi, scenari, interventi
Dati
pp. 368,      1a edizione  2012   (Codice editore 614.11)

Innovazione e produttività. Alla ricerca di nuovi modelli di business per le imprese di servizi
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In breve

Una chiave di lettura del problema produttività in Italia e dei possibili rimedi. Sulla scorta delle esperienze di una trentina di aziende innovative, il volume presenta una “mappa” del grande potenziale di valore a cui potremmo avere accesso portando avanti la trasformazione dei modelli produttivi attuali, con un crescente investimento in assets immateriali come ricerca, capitale umano, nuove tecnologie, marchio, rete commerciale e servizi al cliente.

Presentazione del volume

Come mai la produttività, in Italia, non cresce più? È un problema che riguarda un po' tutti i paesi ricchi, ma è grave e persistente soprattutto per l'Italia. Tutti sanno - e dicono - che non usciremo dalla crisi se non rimettiamo in moto il motore dell'economia reale, che genera la crescita della produttività. Ma poche, e parziali, sono le idee su come fare a raggiungere lo scopo. Imporsi dei sacrifici, più o meno equi, può servire a stabilizzare il debito pubblico, ma contribuisce poco o niente alla crescita E allora? In questo libro, i ricercatori del t.Lab danno al problema "produttività" una risposta che sta fuori degli schemi, e che ha a che fare con l'economia della conoscenza. Per far ripartire il motore della produttività si tratta non solo di realizzare questo o quel risparmio dei costi, questo o quel recupero di efficienza. Occorre fare di più e di meglio, cominciando a ripensare in modo radicale i modelli di business delle imprese.
La produttività deriva oggi dalla capacità di sfruttare con intelligenza le proprietà generative e moltiplicative della conoscenza, rendendo i prodotti italiani più ricchi di valore immateriale (ricerca, significati, servizi) e di proiezione globale sui mercati. Sulla scorta di un'indagine che ha esaminato una trentina di casi di aziende innovative, gli autori disegnano e suggeriscono un percorso che si basa su due idee chiave: la visione della filiera come nuovo organismo produttivo e il ruolo che in essa vengono ad assumere gli assets immateriali e i servizi. Non è investendo in nuove macchine e in capannoni, che le imprese italiane potranno migliorare il proprio posizionamento competitivo nelle filiere globali, che ormai usano macchine e costruiscono capannoni in tutto il mondo, compresi i paesi low cost. La sfida - e il potenziale di produttività da fare emergere - sta infatti in un potenziamento e in un diverso uso dell'economia dell'immateriale e dei servizi, che fornisce al sistema produttivo conoscenze e relazioni ad alto valore aggiunto.
Per farlo, occorrono nuovi sistemi di relazione (linguaggi, marchi, reti, catene di fornitura) e metodi (replicazione, ICT, integrazione, logistica) che consentano di avere elevati moltiplicatori nel ri-uso della stessa base di conoscenza, in modo da fare rendere gli investimenti fatti.
Andando in questa direzione, sia l'industria che i servizi stanno cambiando rapidamente, come si vede nei casi esposti in questo volume. Una buona ragione per leggerlo: siamo nel mezzo di una transizione in cui non basta battere il passo. Bisogna correre, sapendo bene qual è la meta da raggiungere.

Indice



Carlo Sangalli, Prefazione
Enzo Rullani, Introduzione
(Le tesi di questo rapporto; Molte buone ragioni per occuparsi della produttività nei servizi; Manifattura e terziario convergono, non si rifanno più a logiche opposte; La filiera è il nuovo organismo produttivo, e in questa contano le funzioni critiche (quasi sempre ad alto contenuto di conoscenza e di relazioni); Terziario implicito ed esplicito: l'Italia ha un problema in più; Il terziario non è più il complemento a cento dell'industria, ma sta imparando ad innovare seguendo la propria strada; Le leve su cui è possibile agire per aumentare la produttività; Le fonti della produttività nell'economia dei servizi di oggi: world making e moltiplicatori; Un nuovo concetto di servizio: l'immaterialità ha cambiato segno; L'innovazione nei servizi: lezioni tratte dall'esperienza; I drivers del valore; Funzioni e figure delle filiere della produzione immateriale; Moltiplicazione, integrazione, comunicazione e logistica: le leve critiche per la generazione di produttività, nelle filiere produttive dei servizi oggi; Le domande a cui la ricerca ha cercato di rispondere)
Enzo Rullani, Produttività e servizi: una storia di divergenze parallele
(La produttività non è un optional, ma una necessità; Produttività e servizi; La mappa del problema; Che cosa non va, nella traiettoria seguita dall'Italia negli ultimi dieci anni?; Tra terziario e industria: una storia da ripensare; Il terziario al traino della modernizzazione industriale: lo schema implicito creato dalla storia passata; La visione tradizionale dei servizi, che spesso diamo per scontata ma che comincia a diventare obsoleta; Tra materiale e immateriale: una diversa concezione di servizio; Nuovi rapporti tra industria e terziario; La riscoperta dell'innovazione nell'economia dei servizi; La nuova giovinezza di un settore che sembrava condannato all'invecchiamento precoce; La fine delle "divergenze parallele"; L'ibridazione che abita la Terra di Mezzo tra manifattura e servizi; L'innovazione nei servizi: una strada obbligata per riattivare la crescita; Una rivoluzione possibile, ma non facile e non indolore; Service-dominant logic, anche nel Made in Italy; Servizi e reti: il ruolo propulsivo dell'intelligenza terziaria; Le due leve per esplorare le nuove possibilità del Made in Italy: upgrading della qualità e allargamento delle reti; La spinta produttivistica della modernizzazione sta rallentando; Il riposizionamento competitivo cambia le fonti della produttività; Innovazioni d'uso, ma con investimenti in capitale intellettuale e relazionale; Il pericolo: un deficit di intelligenza terziaria; Servizi e produttività: il nodo da sciogliere; Una prospettiva per il Made in Italy: nuova manifattura, nuovi servizi; La produttività in una logica di servizio)
Enzo Rullani, La produttività nel paese di Babele: tra misure e dismisure
(Qualche ragione per parlare (ancora) di produttività; Perché la produttività non cresce: due imputati (da assolvere); Apprendisti stregoni: nelle ecologie produttive, la performance non migliora agendo sulla composizione ma potenziando le capacità di apprendimento; Rigenerare l'intelligenza specifica del nostro sistema, che ha ancora le sue chances; Una risposta: l'Italia fa più fatica degli altri ad inserirsi in questa transizione; Dalla quantità alla qualità: Marchionne story e dintorni; La produttività nel Paese di Babele: misure e dismisure a confronto; Complessità del lavoro cognitivo; La produttività (invisibile) dei valori simbolici e sociali; Come aumentare la produttività? Aprire il cantiere dell'innovazione; Il circuito senso, legame, valore; La produttività delle eccedenze; Un giudizio complesso, che deve utilizzare diversi parametri; Per il Made in Italy: misure di qualità, per favore; La prospettiva verso cui tendere: costruire un modello di sviluppo knowledge intensive; La nuova economia della conoscenza di cui abbiamo bisogno: dallo sviluppo estensivo a quello intensivo; Un modello business per innovazione nello sviluppo knowledge intensive; Conoscenza replicativa e generativa; L'integrazione tra due risorse complementari; Modelli di capitalismo e conoscenza generativa: la specificità italiana; Alla ricerca della produttività perduta)
Roberta Sebastiani, La produttività generata dai moltiplicatori cognitivi (Le dimensioni della produttività: i moltiplicatori tra disembodiment e replicazione; I due modelli alternativi: un primo approfondimento in termini di potenziale dell'innovazione; La replicazione del valore alla base della nuova produttività: l'esperienza delle imprese; Le specificità dell'approccio moltiplicativo alla produttività: dai modelli alle implicazioni manageriali)
Marco Paiola, La produttività generata dall'integrazione: in proprietà, in filiera e nelle reti
(Introduzione: servizi e soluzioni per una domanda che cambia; Il valore a livello di impresa: dai system seller ai system integrator; Il valore a livello di filiera: sistemisti e specialisti nella dialettica della complementarietà; L'esperienza delle imprese; System selling vs. integration: le implicazioni manageriali scaturenti dall'analisi dei casi)
Francesca Prandstraller, E-commerce: l'uso delle ICT come fonte di produttività
(Introduzione; L'e-commerce in Italia. Dati e trend evolutivi; Modelli di e-commerce presenti e futuri; Modelli di e-commerce e creazione del valore; Ostacoli e azioni di supporto da intraprendere)
Chiara Cantù, Logistica: la funzione connettiva delle reti di relazione
(Introduzione; La rete logistica: specializzazione di competenze innovative e condivisione di risorse; Interporti: combinazione di servizi logistici e ricerca dell'intermodalità in una prospettiva relazionale; Logistica sostenibile: seamless, logistica dell'ultimo miglio, reverse e city logistics; Connessione logistica e produttività nello studio dei casi)
Enzo Rullani, Conclusioni: come far ripartire il motore della produttività
(La via (in salita) dell'investimento in conoscenza generativa; Strategie di innovazione delle aziende: la base di partenza per accrescere la produttività del sistema complessivo; La nuova impresa verso cui andare, in questa rivoluzione; Industria e servizi: perché oggi si deve, e si può, cercare strade nuove; Perché il terziario può aumentare la produttività del sistema complessivo; De-costruire per ri-costruire: il mito della riallocazione competitiva delle risorse; Che fare? Alcune linee prioritarie di intervento per facilitare lo sviluppo dei servizi innovativi; Il porto di arrivo: reti e idee motrici, se vogliamo che la produttività cresca davvero di un ordine di grandezza)
Bibliografia.



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