Il lavoro come esercizio di relazione

Costruire un percorso a più vie per l'ingresso nella vita attiva delle giovani generazioni

Autori e curatori
Contributi
Paolo Mazzalai
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 272,      1a edizione  2012   (Codice editore 1137.89)

Il lavoro come esercizio di relazione. Costruire un percorso a più vie per l'ingresso nella vita attiva delle giovani generazioni
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In breve

Il progetto “Giovani Industriosi” di Confindustria Trento costituisce un modello di sperimentazione in tema di giovani e lavoro. A un anno dall’avvio dell’iniziativa il volume intende tracciare un primo bilancio.

Utili Link

Italia Sera Assistenza agli anziani e lavoro giovanile (di Mauro De Vincentiis)… Vedi...

Presentazione del volume

Il tema dell'inserimento delle giovani generazioni nel mondo del lavoro è ampiamente dibattuto, soprattutto in questi ultimi tempi, ma ancora scarsamente affrontato in maniera convincente e sistematica. Nel frattempo la situazione del nostro Paese è diventata preoccupante e densa di incognite. Questo si riflette in maniera ancora più pesante sui giovani e sulle loro prospettive.
Il progetto "Giovani Industriosi" di Confindustria Trento costituisce un modello di sperimentazione in tema di giovani e lavoro. A un anno dall'avvio dell'iniziativa si è voluto tracciare un primo bilancio. I risultati sono andati ben oltre gli obiettivi iniziali per le numerose adesioni al progetto di giovani e per l'esito della sperimentazione di nuove forme contrattuali e delle misure innovative ad esse affiancate.
Si è voluto affrontare un insieme di tre temi che non basta certo enunciare per compiere un passo avanti concreto.
Per questo si è promossa una sorta di "sperimentazione sociale" che comprendeva:
-l'ingresso in azienda di un gruppo di giovani diplomati e laureati secondo una modalità contrattuale più strutturata e meno precaria, utilizzando il nuovo contratto di apprendistato professionalizzante, potenziato con alcune innovative misure di welfare, tra cui uno specifico modulo di flexsecurity ;
- uno Sportello per la neo-imprenditorialità, che potesse aiutare i giovani a districarsi nel labirinto dei soggetti e delle opportunità legati alle start-up, che stentano a trasformarsi spesso in realtà concreta;
- ma anche la promozione di esperienze di lavoro estivo per gli studenti, modalità questa molto diffusa in passato ed oggi nuovamente di attualità, se si vuole sperimentare sé stessi all'interno dell'azienda, anche per brevi periodi, e contemporaneamente guadagnarsi qualche risorsa economica (che certo non guasta con la crisi in corso).
Il tutto è stato accompagnato da un'attenta operazione di "ascolto" che ha portato all'organizzazione di quattro Focus Group e all'effettuazione di quattro indagini successive via questionario su altrettanti panel, cui sono state sottoposte le stesse domande in modo da poter "incrociare" i diversi punti di vista: quello dei giovani studenti, quello dei genitori, quello dei docenti e quello dei responsabili di associazioni giovanili.
L'augurio (quasi obbligatorio) è quello di pervenire ad uno sforzo corale che sappia mettere in relazione soggetti e risorse diverse per trasformare una sperimentazione sociale in una modalità permanente di gestione più attiva dell'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, aprendosi ad un futuro da creare e lasciando da parte i catastrofismi di maniera.

Nadio Delai , sociologo e presidente della società di consulenza e di ricerca Ermeneia - Studi & Strategie di Sistema di Roma, ha svolto per anni attività di indagine sociale ed economica presso la Fondazione Censis, di cui è stato anche direttore generale. Successivamente ha ricoperto l'incarico di direttore di RaiUno e quindi di responsabile della Direzione Politiche Economiche e Sociali delle Ferrovie dello Stato. Si occupa da sempre di temi legati al lavoro ed ha avviato in Italia le prime esperienze di alternanza all'inizio degli anni '70.

Indice



Paolo Mazzalai, Prefazione
Introduzione
(La (necessaria) responsabilità del territorio; Una sperimentazione sociale ispirata alla relazionalità"; L'avvio di una Piattaforma per l'ingresso nella vita attiva; Aprire una stagione di responsabilità allargata)
Parte I. Una realtà meno esposta, ma a rischio di peggioramento
Essere giovani in Trentino
(Una situazione relativamente privilegiata, almeno sino al 2011; Una domanda di lavoro "non standard"; Il peso della società inattiva; I giovani NEET)
Quattro tesi sulla disoccupazione giovanile nella Provincia di Trento
(Numeri da capire; Distanze da colmare; Imprese da fare; Buone relazioni (industriali) da rilanciare)
Una fenomenologia da riportare a strategia
(La forza di una positiva ambivalenza; Una crisi che si intreccia con processi di lunga durata; Il valore di una relazionalità allargata nelle opinioni degli intervistati; La necessità di cogliere i passaggi-chiave)
Parte II. Il valore fondamentale della "relazionalità" nelle opinioni dei protagonisti
Un legame significativo col proprio futuro professionale
(Il lavoro come asset significativo; Una certa indeterminatezza circa l'attività da intraprendere; L'importanza della soddisfazione professionale, pur nella divaricazione delle attese economiche; Uno sguardo particolarmente attento all'industria e all'artigianato)
Una connessione forte con le condizioni familiari
(Genitori e gruppo dei pari come riferimenti fondamentali per le scelte lavorative; Una preoccupazione attenuata del sostegno (discriminante) della famiglia; La percezione delle diverse difficoltà di inserimento e dei differenti livelli di preoccupazione)
Una relazionalità matura per presidiare il passaggio alla vita adulta
(Uno "scambio" lavorativo necessariamente basato su reciproche responsabilità; Un confronto giovani/adulti sulle implicazioni impegnative del Merito applicato; La consapevolezza di dover alzare l'asticella dei comportamenti intrafamiliari; La crisi come ambito di responsabilità diffusa; Uno sforza necessario e continuo di avvicinamento al lavoro)
Parte III. L'avvio operativo di una piattaforma per le giovani generazioni
Il significato dell'iniziativa
(Una tradizione di impegno sul passaggio formazione/lavoro; Un Progetto necessariamente "relazionale")
Azione n. 1: Assunzione e valorizzazione dei giovani in azienda ("Solidi Talenti")
(La descrizione delle attività; Il modulo di selezione; Il modulo di formazione; Il modulo di flexsecurity)
Azione n. 2: Promozione della neo-imprenditorialità giovanile ("Argentovivo")
(Un desk dedicato; La selezione di alcune proposte; L'organizzazione e la partecipazione ad eventi per la promozione della nuova imprenditorialità giovanile)
Azione n. 3: Promozione del lavoro estivo per i giovani ("Dire, Fare, Lavorare")
(Gli obiettivi; La messa a punto operativa; I primi risultati)
Azione n. 4: Le attività di ascolto e di comunicazione ("Parola ai giovani")
(L'effettuazione dei Focus Group; L'esperienza dei social network (Facebook: Giovani Industriosi); L'eco dei media)
Allegati
(La metodologia utilizzata; Documentazione relativa ad alcune attività di formazione/lavoro organizzate in precedenza; Documentazione relativa alle Azioni promosse nell'ambito della Piattaforma per le Giovani Generazioni; Le tabelle di dettaglio dell'indagine sui giovani).