"> Un mestiere "impossibile". 21 protagonisti della psicoterapia si raccontano - FrancoAngeli

Un mestiere "impossibile"

21 protagonisti della psicoterapia si raccontano

Livello
Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati
pp. 208,      1a edizione  2014   (Codice editore 1329.10)

Un mestiere
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 26,00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788820462659

In breve

Ventuno terapeuti di grande esperienza e notorietà riflettono e danno vita a una virtuale e avvincente tavola rotonda sul mestiere di psicoanalista e di psicoterapeuta. Una lettura agevole, colma di riferimenti autobiografici, che incuriosisce e arricchisce sia il profano che l’esperto.

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Presentazione del volume

Ventuno terapeuti di grande esperienza e notorietà riflettono e danno vita ad una virtuale e avvincente tavola rotonda sul mestiere di psicoanalista e di psicoterapeuta. Rispondendo a diciassette domande, uguali per tutti, esprimono un coinvolgente resoconto personale sulle motivazioni profonde che li hanno indotti ad esercitare questa professione, raccontano del proprio percorso formativo, dei loro maestri ma, soprattutto, di come intendono la relazione terapeutica, cosa ritengono sia efficace, come si è trasformata la loro tecnica nel tempo. Si delinea un quadro ricco, sfaccettato e profondamente umano della pratica clinica.
Una lettura agevole, colma di riferimenti autobiografici, che incuriosisce e arricchisce sia il profano che l'esperto.

Carmelo Di Prima, psicologo e psicoterapeuta, dal 2003 al 2013 vicedirettore della rivista Il Ruolo Terapeutico. Docente dell'omonima scuola di psicoterapia psicoanalitica, ha curato, con Sergio Erba, Il Ruolo Terapeutico: ricerche ed esperienze in psicoterapia (2012); è coautore, con R. Ceccarelli, F. Ceccarelli e C. Torrisi di Vendo, passo o chiudo? (2013).
Simonetta Verdecchia, psicologa e psicoterapeuta infantile, docente terapeuta e formatrice della scuola di psicoterapia psicoanalitica del Ruolo Terapeutico di Milano.
Fulvia Ceccarelli, docente, psicoterapeuta, psicologa dello sport, formatrice aziendale e coautrice, con R. Ceccarelli e C. Torrisi, di Umanesimo nelle organizzazioni: le emozioni al lavoro (2011) e, con R. Ceccarelli, C. Torrisi e C. Di Prima di Vendo passo o chiudo? (2013).
Roberta Giampietri, psicologa, dal 2003 responsabile del Ruolo Terapeutico di Parma, docente della scuola di psicoterapia psicoanalitica del Ruolo Terapeutico di Milano ed è terapeuta e formatrice del Centro Clinico del Ruolo Terapeutico di Parma.

Indice



Introduzione
Come è arrivato alla scelta di questo mestiere?
Per quanto la riguarda, vede il nostro mestiere più una professione o più la realizzazione di una vocazione?
Qual è stato il libro, o i libri, che più ha contribuito alla sua formazione, e perché?
Quali sono stati i colleghi "in carne e ossa" che più hanno contribuito alla sua formazione?
Nel complesso del suo bagaglio professionale teorico-tecnico, che cosa, se c'è, riconosce come originalmente suo?
Ci dice la sua personale definizione di psicoanalisi e di psicoterapia?
C'è mai stato un momento nella sua carriera in cui ha pensato di cambiare mestiere?
Qual è, secondo la sua esperienza, il fattore essenziale della sua funzione terapeutica, quello senza il quale tutto il resto non avrebbe efficacia?
In psicoanalisi, lo scarto tra prassi e teoria è sempre vero? Pensa si possa colmare?
Come spiega la presenza di diversi orientamenti teorici di matrice psicoanalitica?
Qual è la sua personale concezione dell'esistenza: che la vita abbia un senso, che origine e destino dell'uomo siano, anche se misteriosamente, trascendenti; o, per quel che riguarda il destino individuale di ciascuno, tutto si esaurisca nel percorso tra la nascita e la morte? Che rapporto può esserci, se ritiene ci sia, tra la sua concezione esistenziale e la sua concezione della terapia?
Si parla tanto di etica della psicoanalisi ma, secondo lei, qual è o quale dovrebbe essere la posizione della psicoanalisi di fronte all'etica?
Come si è modificato, nel tempo, il suo modo di operare nella stanza d'analisi?
Secondo lei, la psicoanalisi ha un futuro?
Che cosa significa essere psicoanalisti nel XXI secolo?
A un suo ipotetico allievo quali suggerimenti darebbe?
Che cosa pensa della nostra convinzione che per superare la crisi attuale il pensiero psicoanalitico deve uscire dalla "Stanza" e guardarsi attorno, per inglobare nella sua indagine anche gli aspetti metafisici della persona (tanto per non far nomi, la libertà e la responsabilità di sé del soggetto)?
Gli intervistati.




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