Introduzione alla teoria delle valutazioni

Tra dòxa e alétheia, una riflessione sul percorso dottrinale dell'estimo

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Studi, ricerche
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pp. 202,      1a edizione  2016   (Codice editore 363.107)

Introduzione alla teoria delle valutazioni. Tra dòxa e alétheia, una riflessione sul percorso dottrinale dell'estimo
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In breve

Questo saggio, pur servendosi della necessaria base tecnica, ripropone i dubbi e i pentimenti propri di ogni forma di conoscenza astratta e riconosce a una disciplina che trova alimento nella rudimentale pratica degli affari, l’estimo, un originale contributo al generale desiderio di sapere.

Presentazione del volume

Mentre la pervasività del mercato in ogni contesto della convivenza civile allarga l’esigenza della ricerca del valore delle cose – come dimostra il pullulare dei manuali di estimo – il nucleo teorico su cui tale ricerca si basa sembra fermo alla tradizione e soprattutto scarsamente ricettivo al necessario ripensamento imposto dalla natura dei problemi di valutazione. Senza avanzare pretese rifondative il presente lavoro, attraverso una reinterpretazione del metodo, rimanda a nuove curiosità, oltre che a dilemmi non ancora risolti; viene rivisitato il portato dei principali dettami consolidati dalla Scuola italiana e ne vengono riproposti gli aspetti più rilevanti, assieme alle nuove problematiche relative alla valutazione in assenza di mercato.
Riemerge la questione dell’attribuzione del valore oggettivo alle cose, e, paradossalmente, proprio dal percorso metodologico con cui la prassi riteneva di averla superata. È un rimando riguardante l’intreccio che, di fronte alla necessità del valore, si instaura tra le leggi dell’economia e quelle della natura e che, mediato dall’umanità dei comportamenti, suggerisce la ricerca di nuovi paradigmi partendo da campi applicativi in apparenza periferici (come la stima dell’opera d’arte) non aggredibili con le normali regole del prezzo.
Acquista di conseguenza sapore la dialettica tra il valore “in sé” e il valore “in quanto fatto valere”. Richiamando un po’ presuntuosamente la dicotomia ontologica tra ciò che è e ciò che sappiamo – in quanto funzione di un qualche criterio valoriale – vengono forniti al sapere estimativo riferimenti culturali più ampi e dignità meno appiattita sull'imperante operativismo.
Questo saggio, pur servendosi della necessaria base tecnica, ripropone i dubbi e i pentimenti propri di ogni forma di conoscenza astratta e riconosce a una disciplina che trova alimento nella rudimentale pratica degli affari un originale contributo al generale desiderio di sapere.

Flavio Messori, già professore ordinario presso l’Università degli Studi di Bologna dove ha insegnato economia e politica agraria ed estimo, è autore di numerose pubblicazioni su temi dottrinali ed applicativi tra cui i volumi Istituzioni di Economia (Clueb, 1994), L’azienda agraria (Clueb, 2007) e, in collaborazione con Fabrizio Ferretti, Economia del mercato dei prodotti agro-alimentari (Il Sole 24 ore Edagricole, 2010). Si è interessato in particolare del problema del valore in relazione alla sostenibilità dell’uso mercantile della terra con il lavoro Sul valore della terra (Clueb, 2000).

Indice

Premessa
I fondamenti dell’Estimo (La matrice economica)
(Le ragioni delle origini e gli sviluppi (cenni); Il campo di applicazione e l’ambiguità degli standard di valutazione; La natura dell’Estimo: teoria e ragione pratica; L’Estimo e la teoria del valore; Valore, scambio e giusto prezzo; Valore con mercato; Valore senza mercato; Prezzo della terra, valore dell’ambiente; Sulla neutralità del giudizio di stima; La misurabilità del valore di stima)
I contenuti e le categorie dell’Estimo (La dottrina)
(La valutazione dei beni con mercato; La comparazione; La natura probabilistica del giudizio e il principio dell’ordinarietà; Ordinarietà, suscettività e valutazione territoriale; Ordinarietà e normalità; La previsione e la permanenza delle condizioni di stima; La valutazione dei beni senza mercato; Il valore economico totale e le sue componenti; Il valore intrinseco o di non uso; Sul principio di normalità; Beni privati, beni pubblici, beni relazionali. Natura e valutazione; La valutazione dei beni ambientali. Il principio della disponibilità a pagare; La valutazione dei beni relazionali; La stima dell’opera d’arte; L’opera d’arte, paradigma teorico-metodologico della valutazione?; Le valutazioni territoriali; Il valore nelle stime territoriali; La valutazione costi-benefici (cenni); La valutazione di impatto ambientale (cenni); Le valutazioni nell’ambito del marketing territoriale)
I canoni e gli ordinamenti dell’Estimo (La metodologia)
(La valenza dottrinale del metodo estimativo; Gli orizzonti temporali della perizia; Causalità e divenire nel procedimento di stima; I dati elementari e la stima dei dati ipotetici; Il criterio di stima; Comparazione e regressione multipla; Sul procedimento di stima; Il procedimento nella valutazione dei beni senza mercato; Le articolazioni funzionali del giudizio; Le fasi del giudizio)
Appendice. L’opera d’arte e il suo valore
(L’opera d’arte tra idealità e metodo; Che cos’è l’opera d’arte?; Il metodo; L’ablazione del tempo; Opera d’arte e fisicità del sapere; L’opera d’arte come entropia e informazione; L’entropia come misura dell’opera d’arte; Informazione e atemporalità: l’al di là dell’opera d’arte; L’opera d’arte oggetto di scambio: dal valore al prezzo; L’aporia della stima dell’opera d’arte)
Nota bibliografica.