Milano 2016.

Rapporto sulla città. Idee, cultura, immaginazione e la Città metropolitana decolla

Contributi
Maurizio Ambrosini, Sandrina Bandera, Gian Carlo Blangiardo, Giovanni Castiglioni, Fausto Colombo, Marco Garzonio, Elena Granata, Luciano Gualzetti, Fabio Introini, Stefania Giada Meda, Emanuela Mora, Ivana Pais, Cristina Pasqualini, Silvia Tarassi
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 260,      1a edizione  2016   (Codice editore 1260.93)

Milano 2016. Rapporto sulla città. Idee, cultura, immaginazione e la Città metropolitana decolla
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In breve

Resa più forte dall’esperienza di Expo, Milano deve assumere pienamente il proprio ruolo di metropoli internazionale. La Città metropolitana è un’occasione da non perdere per avviare un nuovo corso, ma rischia di restare un guscio vuoto, ferma com’è a discutere di questioni amministrative e gestionali. Raccogliendo la sfida, il Rapporto Ambrosianeum 2016 esplora fenomeni diversi: coworking, social street, associazionismo etnico, produzione culturale indipendente, solidarietà organizzata... Esempi di creatività culturale e di innovazione che reclamano un nuovo paradigma sociale metropolitano.

Utili Link

Avvenire (ed.Milano) Da Expo ai nuovi progetti…(di Pino Nardi)… Vedi...

Presentazione del volume

La svolta epocale che abbiamo la percezione di vivere porta con sé uno smottamento sociale, economico e politico che scompagina le forme di convivenza, gettando un'ombra di sfiducia sul futuro. In questo scenario, resa più forte dalla recente esperienza di Expo, Milano deve assumere pienamente il proprio ruolo di metropoli internazionale, per vocazione chiamata a connettere, collegare, innovare. La Città metropolitana è un'occasione da non perdere per avviare un nuovo corso, rischia però di restare un guscio vuoto, ferma com'è a discutere di questioni amministrative e gestionali, senza riuscire a cogliere il senso più profondo di questo passaggio istituzionale. La partita va giocata invece, e anzitutto, sul piano simbolico e culturale, là dove oggi più si avverte un deficit di ideazione, di capacità progettuale, di visione, di partecipazione. Raccogliendo la sfida, il Rapporto Ambrosianeum 2016 esplora fenomeni diversi: coworking, social street, associazionismo etnico, forme di produzione culturale indipendente, solidarietà organizzata e altro ancora. Esempi di creatività culturale e di innovazione che reclamano per il futuro un nuovo paradigma sociale metropolitano.
L'Ambrosianeum è nato nell'immediato secondo dopoguerra nella Milano della Ricostruzione morale e materiale, all'indomani della Liberazione, in un clima d'entusiasmo e di impegno intellettuale della società civile milanese per la formazione di un nuovo Stato che fosse rispettoso e garante dei diritti della persona umana, delle comunità intermedie, del pluralismo istituzionale e civile, delle regole fondamentali fissate nella Costituzione Repubblicana. Originariamente sorto come associazione capace di farsi strumento di dialogo e di incontro grazie a personalità quali Giuseppe Lazzati, il cardinale Schuster, Enrico Falck, Giorgio Balladore Pallieri, Mario Apollonio, nel 1976 l'Ambrosianeum è stato eretto in Fondazione (successivamente riconosciuta dalla Regione) consolidando ulteriormente la propria presenza nel quadro dei centri culturali milanesi. Scopo della Fondazione, promossa e retta da cattolici, è la riflessione sul mondo contemporaneo con particolare attenzione ai rapporti tra società civile e società religiosa e alle condizioni di garanzia di una cittadinanza attiva. L'Ambrosianeum attua iniziative culturali e di ricerca nella convinzione che le diversità costituiscano una ricchezza e rivolge particolare attenzione al ruolo svolto dalle varie discipline nell'analizzare la realtà sociale e culturale contemporanea e nel porre le basi conoscitive perché ci si faccia carico, ciascuno secondo le proprie responsabilità, della soluzione dei problemi che più toccano l'uomo e la donna di oggi.

Indice

Marco Garzonio, Presentazione. Sogno, politica, generazioni. Dopo 70 anni una bussola per ritrovarsi e ripartire nella città, nel Paese, nell'Europa
(Massima vigilanza e paura di se stessi; Nostalgia dei campi di concentramento; Il debito contratto con i Padri; La città di Caino)
Rosangela Lodigiani, Introduzione. Il futuro è cultura
(Il futuro come fatto culturale; Camminare Milano; Cosa c'è di nuovo in città?; Etica della possibilità, politica della speranza)
Parte I. Scenari metropolitani
Fausto Colombo, Dopo l'esperienza di Expo. Il futuro comunicativo di una grande area metropolitana
(Premessa: Expo Milano 2015, tra evento sociale ed evento simbolico; Storia di un evento; Expo e la sua struttura; L'eredità di Expo per Milano)
Luciano Gualzetti, La lotta alla povertà e l'eredità culturale di Expo
(L'eredità culturale di Expo; La lotta alla povertà; Il futuro di Milano; Conclusioni)
Sandrina Bandera, Rilanciare il sistema culturale milanese: i germi del futuro nella storia delle "rinascite"
(Tra architettura e antropologia; Una storia dinamica; Guardando avanti)
Fabio Introini, Abitare la complessità: Chiesa e cultura nella metropoli milanese
(Cultura e fede nella "società plurale"; Chiesa e cultura: alle radici cristiane dell'umanesimo; Chiesa e cultura a Milano; Una Chiesa riflessiva che sa abitare. Cenni conclusivi)
Elena Besozzi, Il sistema formativo milanese, prova di integrazione e di cittadinanza
(Introduzione: il legame (ineludibile) tra educazione, cultura e società; I cambiamenti nel sistema di istruzione e formazione; La crisi di fiducia nell'istruzione e nella scuola; Il sistema formativo milanese (Milano e Città metropolitana) tra eccellenza e spreco; Alcune considerazioni conclusive)
Gian Carlo Blangiardo, I milanesi di domani: quali e quanti
(Una crescita demografica "sofferta"; Conclusioni)
Parte II. Nuovi legami urbani
Maurizio Ambrosini, Inclusione, coesione, convivenza: dai luoghi alla cultura della solidarietà in una città multiculturale
(Il protagonismo della società civile nell'integrazione degli immigrati; La produzione culturale della solidarietà organizzata di fronte alla sfida dell'immigrazione; Conclusioni. Nuove sfide per l'impegno culturale della solidarietà organizzata)
Stefania Meda, Milano città meticcia? Il ruolo dell'associazionismo etnico nel dialogo interculturale
(Il meticciato come categoria interpretativa; Il mondo associativo dei migranti e le realtà musulmane a Milano; Associazionismo (inter)culturale e Islam di fronte alla sfida del meticciato: alcune riflessioni da una ricerca condotta a Milano; In conclusione)
Elena Granata, Guardare le periferie con altri occhi: spazi aperti e beni comuni, qualità di vita e nuovi valori
(Periferie: se cambiassimo parole (e occhiali); Perché la Fondazione Prada sceglie un paesaggio di periferia?; Spazi di qualità tra le case. C'è bisogno di ripensare gli spazi aperti e diffusi; Eppure c'è ancora (molta) voglia di quartiere; Quelle lettere mai lette. Perché in certe periferie le cose non cambiano mai; Tre questioni urgenti)
Cristina Pasqualini, Una nuova cultura della socialità: la sfida delle "social street" a Milano
(Social street. Mai sentito nominare?; Gli ingredienti di una social street: innovazione, inclusione, socialità e dono; La carica delle social street ricarica la città di Milano; La "potenza di fuoco" delle social street; Conclusioni: la Milano del futuro? Non può che essere social(e))
Giovanni Castiglioni e Ivana Pais, Lavoratori della conoscenza e innovazione a Milano: luoghi, attori, culture
(Introduzione: città e lavoratori della conoscenza; La "Grande Milano al lavoro": un'analisi della struttura socioprofessionale; Lavoratori della conoscenza e innovazione: verso spazi e processi distribuiti; Conclusioni)
Emanuela Mora e Silvia Tarassi, Imprenditori per caso. Forme di produzione culturale indipendente
(Un punto di vista originale; Il campo di indagine; Micro-imprenditorialità , circuiti culturali indipendenti, economie creative; Le relazioni commerciali e istituzionali; Le sfide e le relazioni con la città di Milano)
Autori.