Il porto di Catania nel lungo Ottocento

Infrastrutture, traffici, territorio (1770-1920)

Autori e curatori
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Studi, ricerche
Dati
pp. 230,      1a edizione  2019   (Codice editore 1792.245)
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Il porto di Catania nel lungo Ottocento. Infrastrutture, traffici, territorio (1770-1920)
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In breve

Il libro racconta, da una prospettiva «portuale», l’ascesa di Catania nelle gerarchie urbane a livello regionale e nazionale tra il secondo ’700 e la fase immediatamente successiva alla Prima guerra mondiale. Una scalata che si lega a doppio filo con l’espansione dei traffici commerciali e con i processi di infrastrutturazione, e dunque con la progressiva ma difficoltosa costruzione delle strutture portuali e con l’integrazione di queste alla nascente rete ferroviaria.

Presentazione del volume

Il volume ricostruisce da una prospettiva di longue durée di circa un secolo e mezzo il difficile percorso di accesso della città di Catania al mare. Nel lungo passaggio dall'età moderna a quella contemporanea, infatti, la complessa relazione tra un centro urbano vivacizzato dalla ricostruzione post-terremoto del 1693 e una costa siculo-ionica già "occupata" da altre realtà marittime più consolidate si giocava sulla capacità da parte della "Capitale" etnea di dotarsi di un porto artificiale che potesse aggiungere nuovi sbocchi "geo-commerciali" alle opportunità derivanti dal legame tradizionale con un hinterland agricolo, ma anche "minerario", sempre più esteso e penetrante verso l'interno.
Il libro ricostruisce, dunque, da una prospettiva "marittima", l'ascesa di Catania nelle gerarchie urbane prima regionali, cioè a partire dal secondo '700, e poi anche nazionali, dall'Unità all'avvento del fascismo. Si tratta di una scalata che parte dal progetto "modernizzatore" del principe di Biscari e che prosegue con l'espansione dei traffici commerciali e con la progressiva ma difficoltosa costruzione delle strutture portuali, da integrare, a partire dalla metà dell'800, alla nascente rete ferroviaria.
Tutto sommato, una storia di una "successful city", che però non riesce a sciogliere pienamente lo scarto tra aspirazioni, visioni del futuro e realtà del presente, in cui si perpetua continuamente la rincorsa tra infrastrutture e traffici. Potenzialmente sempre espandibili nel futuro - e inadeguate nel presente - le prime; incapaci di stabilizzarsi e superare le fluttuazioni momentanee del mercato, i secondi. Dinamiche che fanno di Catania un interessante caso di studio nel panorama dell'Europa mediterranea durante il "lungo Ottocento".

Giovanni Cristina è attualmente Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della formazione dell'Università di Catania. Tra il 2014 e il 2015 è stato borsista "Marie Curie" presso il Centre de Recherches Historiques, proseguendo fino al 2017 la sua attività di ricerca presso l'EHESS di Parigi. Già autore della monografia Il Pilastro. Storia di una periferia nella Bologna del dopoguerra (2017), i suoi interessi di ricerca riguardano la storia delle città italiane nel dopoguerra e i processi di modernizzazione nelle città costiere del Mediterraneo europeo tra '800 e '900.

Indice

Introduzione
Spazi, insediamenti e commerci nel sistema costiero siculo-orientale. Il ruolo di Catania
(La città e il mare fino all'età moderna. Una relazione difficile di longue durée; La svolta. Il progetto portuale di Ignazio V Biscari tra utopia e modernizzazione (1767-1786); Tra tentativi e fallimenti. Innovazioni tecniche e ostacoli ambientali nei progetti Zahra (1782-1828))
Il porto di Catania dall'800 borbonico al primo '900 (1820-1920)
(Uno spazio marittimo da costruire. Progetti, conflitti, retoriche (1820-1854); I commerci senza porto. Scali, rotte e rappresentazioni; Dopo il "molo vecchio". Ampliamento del porto, industrializzazione e rete ferroviaria (1861-1920))
Appendice - Tabelle
Indice dei nomi





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