La santa anoressia è nervosa?

La mistica del digiuno nella Pisa medievale. Bona, Ubaldesca, Gherardesca

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 134,      1a edizione  2019   (Codice editore 1240.426)

La santa anoressia è nervosa? La mistica del digiuno nella Pisa medievale. Bona, Ubaldesca, Gherardesca
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In breve

È possibile individuare un trait d’union (genetico?) fra le privazioni alimentari attuate dalle mistiche del medioevo e dalle anoressiche dei nostri giorni? Il libro si sofferma sugli orientamenti teorici che riconoscono, o meno, l’equivalenza clinica (e nosografica) fra i due fenomeni, sostenendo l’adozione di un approccio multidisciplinare. In particolare, il testo si focalizza sulle pratiche ascetiche di tre mistiche pisane di età comunale, Bona, Ubaldesca e Gherardesca, rintracciandone i riferimenti nelle fonti documentali e ricercandone i parallelismi con le caratteristiche cliniche e psicosociali dell’anoressia nervosa.

Presentazione del volume

È opportuno continuare a inseguire una presunta continuità fra le privazioni alimentari attuate dalle mistiche del medioevo e dalle anoressiche dei nostri giorni?
Possiamo confidare in una scoperta di laboratorio che individui il trait d'union (genetico?) fra Santa Caterina da Siena e le adepte digitali della dea Ana? La questione, posta originariamente dai pionieristici studi di Rudolph Bell (1985), è tuttora dibattuta nella comunità scientifica e nei media.
Dopo una disamina del digiuno nella tradizione cristiana, il libro si sofferma sugli orientamenti teorici che riconoscono, o meno, l'equivalenza clinica (e nosografica) tra i due fenomeni, sostenendo l'adozione di un approccio multidisciplinare.
L'indagine prosegue focalizzandosi sulle pratiche ascetiche di tre mistiche pisane di età comunale, Bona, Ubaldesca e Gherardesca, rintracciandone i riferimenti nelle fonti documentali e ricercandone i parallelismi con le caratteristiche cliniche e psicosociali dell'anoressia nervosa.
La parte finale cerca di evidenziare le criticità dell'ipotesi del continuum fra la cosiddetta "santa anoressia", ispirata da valori e fini religiosi, e le condotte anoressiche che affliggono la società contemporanea secolarizzata, condizionata da modelli estetici e prestazionali, propendendo per la loro incommensurabilità.

Mauro Pini
è laureato in Filosofia (Pisa, 1985), Psicologia (Roma, 1990), Discipline Etno-Antropologiche (Roma, 2011), Storia e Civiltà (Percorso medievale, Pisa, 2016). Ha svolto attività didattica e di ricerca presso l'Università di Pisa e lavorato presso il Servizio Tossicodipendenze della ASL di Livorno. Ha pubblicato numerosi contributi scientifici in riviste italiane ed estere e, per i nostri tipi, Psicoterapia corporeo-organismica. Teoria e pratica clinica (a cura di, 2001), Aspetti psicopatologici delle cefalee primarie (2006), Febbre d'azzardo. Antropologia di una presunta malattia (2012).

Indice

Introduzione
Digiuno e pratiche ascetiche nella tradizione cristiana: cenni storici, significati, funzioni
(Una pratica universale. Cenni sulle origini precristiane del digiuno; Cibo e digiuno nel Nuovo Testamento: dall'osservanza farisaica a una inquietante libertà interiore; Il corpo: fardello dell'anima o tempio dello Spirito Santo? Brevi note su un imbarazzante dualismo antropologico; Concezioni e testimonianze del digiuno nella Chiesa antica; Polisemia e multifunzionalità delle pratiche alimentari cristiane)
Le rappresentazioni moderne della "santa anoressia"
(Breve storia di una etichetta controversa; Anoressia nervosa: connotati psicopatologici e pratica clinica; La santa anoressia delle mistiche medievali: il contributo classico di Rudolph Bell; Modelli interpretativi correnti della santa anoressia)
Per un approccio multidisciplinare alla "santa anoressia"
(La costruzione sociale della diagnosi; L'anoressia santa non è nervosa: l'affermazione della incommensurabilità semantica dei due costrutti; "Sacro convivio, sacro digiuno": la rilettura sistematica di Caroline Walker Bynum; Il contributo dell'antropologia culturale)
Digiuno e pratiche ascetiche nelle sante pisane di età comunale: Bona, Ubaldesca, Gherardesca
(Il contesto storico, politico e religioso della città di Pisa (XII-XIII secolo); Una breve (ma necessaria) premessa metodologica; Santa Bona; Santa Ubaldesca; Beata Gherardesca)
La continuità diacronica anoressia santa-anoressia nervosa: un'illusione ottica?)
Considerazioni (in)conclusive
Riferimenti bibliografici
Appendice. Tabelle comparative
Ringraziamenti.





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