Torino fuorilegge

Criminalità, ordine pubblico e giustizia nel Risorgimento

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 450,      1a edizione  2019   (Codice editore 1573.467)
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Torino fuorilegge. Criminalità, ordine pubblico e giustizia nel Risorgimento
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In breve

Attraverso un ampio scavo tra le carte degli archivi del capoluogo torinese, il volume ricostruisce le trasformazioni delle politiche giudiziarie e di gestione dell’ordine pubblico del Regno di Sardegna a partire dal ritorno dei Savoia in Piemonte nel 1814. Una storia delle istituzioni repressive del Regno di Sardegna che è al contempo una storia della società torinese del Risorgimento, studiata attraverso le sue ricche fonti criminali.

Presentazione del volume


Attraverso un ampio scavo tra le carte degli archivi del capoluogo torinese, l'autore ricostruisce le trasformazioni delle politiche giudiziarie e di gestione dell'ordine pubblico del Regno di Sardegna a partire dal ritorno dei Savoia in Piemonte nel 1814. Con la Restaurazione inizia infatti a delinearsi un processo di modernizzazione del sistema repressivo dello Stato sabaudo ispirato agli esempi istituzionali di origine napoleonica e volto a superare gli obsoleti modelli di Antico Regime: un processo lento e faticoso al quale la classe dirigente piemontese si adeguò con difficoltà e non senza ripensamenti, che, tuttavia, all'alba dell'Unità, portò alla creazione di organismi di polizia e di istituzioni giudiziarie pronte a essere estese al neonato stato pur con molti limiti e problematiche.
Proprio nella capitale sabauda, oggetto di un'impetuosa crescita demografica durante tutta la prima metà dell'Ottocento, lo Stato sabaudo poté saggiare l'efficienza delle nuove istituzioni e delle sue politiche di controllo intervenendo contro quella "Torino fuorilegge" che, oltre alle classiche forme di emarginazione d'Antico Regime, incominciava a mostrare inquietanti segnali di evoluzione. Se ne è tratta così una storia delle istituzioni repressive del Regno di Sardegna e, allo stesso tempo, una storia della società torinese del Risorgimento, studiata attraverso le sue ricche fonti criminali.

Andrea Bosio
è dottore di ricerca in Studi Storici presso l'Università degli Studi di Trento ed è stato borsista presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino. La sua tesi di dottorato, che costituisce la base di questa pubblicazione, ha vinto nel 2018 il premio "Sergio Sandrone" bandito dalla Deputazione Subalpina di Storia Patria per studi sulla storia del Risorgimento. Si occupa di storia sociale e della polizia nell'Ottocento, con particolare riferimento al Regno di Sardegna.

Indice

Introduzione
Una Restaurazione impossibile (1814-21)
(Premessa; La rinascita del Vicariato; La travagliata formazione di una polizia moderna; Il Ministero di Polizia; Le riforme dell'organizzazione giudiziaria)
Carlo Felice. L'ultimo re d'Antico Regime (1821-31)
(I moti del 1821; Il riordinamento della polizia e della giustizia; La criminalità a Torino nella Restaurazione; Il controllo: modalità ed esecuzione; La giustizia vicariale: una giustizia "negoziata"; La giustizia senatoria: il processo penale durante la Restaurazione; Gli altri strumenti di repressione penale)
Il regno di Carlo Alberto tra modernità e contraddizioni (1831-48)
(Il nuovo re; La codificazione; La giustizia di Carlo Alberto: una giustizia contraddittoria; La polizia carloalbertina; Una criminalità in evoluzione; La prostituzione e i delitti sessuali; Il 1848)
Il periodo liberale tra garantismo costituzionale e necessità repressive (1848-61)
(Lo Statuto; Una polizia nuova: l'Amministrazione di Pubblica Sicurezza; La repressione: la legislazione di pubblica sicurezza; Amministrazione della giustizia e Stato liberale: un rapporto complesso; Una criminalità moderna; Il 1859: un anno decisivo)
Indice dei nomi.





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