L'architettura dei frati minori in Lombardia

Autori e curatori
Contributi
Carlo Tosco
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 352,      1a edizione  2020   (Codice editore 279.1)

L'architettura dei frati minori in Lombardia
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Codice ISBN: 9788891799203
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In breve

Una vicenda emblematica della storia di un Ordine, quello dei frati minori, che tra XIII e XIV secolo fu in continua tensione fra l’originaria vocazione evangelica e la tentazione istituzionale. A partire da un’attenta ricostruzione della complessa storia architettonica del perduto convento milanese di San Francesco, e attraverso l’analisi di altri tre casi-studio – i conventi di Brescia, Cremona e Pavia –, il volume indaga una possibile “via lombarda” nella ricerca e nell’elaborazione di quell’identità architettonica minoritica che ancora oggi si fatica a distinguere all’interno della famiglia mendicante.

Presentazione del volume

"Si guardino i frati dal non accettare nel modo più assoluto chiese, povere abitazioni e quanto altro viene costruito per loro, se non siano come si addice alla santa povertà, che abbiamo promesso nella Regola, sempre ospitandovi come forestieri e pellegrini". Francesco d'Assisi, Testamentum, 24

Le vicende architettoniche dei frati minori fra il XIII e il XIV secolo seguirono una progressiva stabilizzazione delle comunità dai primi precari insediamenti fino ai conventi veri e propri. Questo lungo e contrastato processo trova un interessante campo d'indagine in un territorio come quello lombardo, crocevia di quattro diverse province minoritiche, più ricettivo rispetto ad altre aree geografiche di quelle istanze "conventualizzanti" che sconvolsero il corpo dell'Ordine dei frati minori nel corso del Duecento.
Paradigmatico di queste tendenze è il caso del perduto San Francesco di Milano, che spicca per la precocità dell'insediamento dentro le mura urbane, presso la prestigiosa basilica di origine paleocristiana dei Santi Nabore e Felice. Protagonista di questa operazione fu il guardiano del convento e poi arcivescovo di Milano, Leone da Perego, il primo frate minore a salire su una cattedra episcopale. A partire da una attenta ricostruzione della complessa storia architettonica del convento milanese, e attraverso l'analisi di altri tre casi-studio - i conventi di Brescia, Cremona e Pavia - il volume indaga una possibile "via lombarda" nella ricerca e nella elaborazione di quella identità architettonica minoritica che ancora oggi si fatica a distinguere all'interno della famiglia mendicante.

Pochi anni dopo l'ammonimento del fondatore della fratellanza minoritica, la comunità dei frati di Milano iniziò una complessa operazione che, con il sostegno del comune, dell'arcivescovo e del papato, avrebbe portato a trasformare la basilica di origine paleocristiana dei Santi Nabore e Felice nella più grande chiesa della città, in epoca moderna seconda per dimensioni solo al Duomo. Una vicenda emblematica della storia di un Ordine che tra XIII e XIV secolo fu in continua tensione fra l'originaria vocazione evangelica e la tentazione istituzionale.

Filippo Gemelli ha conseguito il dottorato presso l'Università IUAV di Venezia con una tesi sull'architettura dei minori in Lombardia, ed attualmente è assegnista di ricerca all'Università degli Studi di Pavia. I suoi principali ambiti di studio sono l'architettura cistercense e mendicante in Italia settentrionale.

Indice

Carlo Tosco, Prefazione
Introduzione
Sigle e Abbreviazioni
Parte I. San Francesco di Milano
Le fonti di età moderna
(Fonti iconografiche; Fonti cronachistiche; Le riorganizzazioni liturgiche e la dislocazione delle cappelle; Crollo, ricostruzione e demolizione)
Le fonti medievali e la committenza
(Dal primo insediamento a Porta Vercellina; La "basilica" naboriana; Le fasi costruttive e le ragioni dei committenti; Il convento nel Trecento e la chiesa bipartita)
Parte II. Lombardia francescana: la costruzione di un'identità architettonica
L'inurbamento
(I primi insediamenti; Porta Vercellina e l'insula di San Francesco; Brescia alla metà del XII secolo: l'espansione urbana e il ruolo dei mendicanti; Processi di inurbamento)
Le tecniche costruttive, la decorazione architettonica e l'organizzazione del cantiere
(Strutture murarie; La decorazione ad affresco nel San Francesco di Brescia; Decorazione dipinta e decorazione architettonica; Il cantiere francescano)
Il modello invisibile: una tipologia norditaliana?
(Strutture conventuali; Le province Ianue e Bononie; La provincia Mediolanensis; Vie di trasmissione)
Spazio sociale e spazio urbano
(Spazio urbano. Piazze e facciate; Spazio liturgico; Spazio sociale. Sepolture e accessibilità)
Parte III. Schede di approfondimento: tre conventi
San Francesco di Brescia
(Dal primo insediamento alla fase malatestiana; La committenza di Francesco Sanson; Gli interventi di Vantini e i restauri del Novecento; La chiesa nel Duecento; La facciata e problemi di cronologia)
San Francesco di Cremona
(Dall'insediamento urbano al Quattrocento; Le compagne costruttive di età moderna e la trasformazione in ospedale; Analisi del costruito: la chiesa originaria; Modelli, confronti, cronologie)
San Francesco di Pavia
(Il primo insediamento e la costruzione del nuovo convento; La fase settecentesca, il problema del chiostro e i restauri del XX secolo; Una chiesa bipartita; Il modello genovese)
Conclusioni. Due visioni dell'Ordine: Leone contro Elia
Bibliografia
Indice dei nomi e dei luoghi.