Per una nuova monumentalità

1937-1956

Autori e curatori
Contributi
Carlo Olmo
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 308,      1a edizione  2020   (Codice editore 1584.4)
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Per una nuova monumentalità 1937-1956
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In breve

Tra gli anni ’30 e’50 del Novecento un intenso dibattito su una possibile “nuova monumentalità” anima il mondo dell’architettura. Questo volume, facendo leva su fonti in gran parte inedite, cerca di far luce su vicende solo parzialmente note la cui portata è riconoscibile in un’intera stagione dell’architettura moderna. Un saggio dedicato a docenti, studenti e ricercatori con un particolare interesse verso la storia e la teoria dell’architettura della prima metà del XX Secolo e i suoi principali protagonisti.

Presentazione del volume

È possibile parlare di una monumentalità "nuova" e moderna, che non lasci spazio ad anacronismi o velleità autocelebrative di chi la promuove? Questo interrogativo anima un intenso dibattito trans-oceanico tra gli anni '30 e gli anni '50, mentre l'architettura viene chiamata a riconsiderare i propri presupposti formali e funzionali, oltre che a contribuire alla ricostruzione post-bellica.
La questione di una "nuova monumentalità", individuata da storici e progettisti come Gregor Paulsson e Peter Meyer, nasce e muove i primi passi in Europa prima del secondo conflitto mondiale. Tuttavia è negli Stati Uniti, dove approdano i suoi promotori in cerca di rifugio, che il dibattito si accende veramente. Lo scontro negli anni '40 tra Sigfried Giedion e Lewis Mumford rappresenta l'esito editoriale più evidente oltre che l'apice della discussione. Giedion promuove una "Nuova Monumentalità" (1943) dal carattere multidisciplinare in numerose pubblicazioni e nelle riunioni dei CIAM; Mumford, invece, nega la possibilità di un monumento moderno (1937), sottolineando come la questione stia minando la stessa ideologia modernista, sempre più lontana dal funzionalismo delle sue origini.
Il volume presenta una ricerca condotta su fonti in gran parte inedite, utile a far luce su vicende solo parzialmente note la cui portata è riconoscibile in un'intera stagione dell'architettura moderna. Un saggio dedicato a docenti, studenti e ricercatori con un particolare interesse verso la storia e la teoria dell'architettura della prima metà del XX Secolo e i suoi principali protagonisti.

Giacomo Leone Beccaria
è architetto e dottore di ricerca in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica al Politecnico di Torino. Affianca alla pratica professionale presso il suo studio un'attività di ricerca scientifica e supporto alla didattica accademica. I suoi temi di interesse riguardano prevalentemente la costruzione delle teorie dell'architettura nel corso del '900 in Europa e Stati Uniti.

Indice

Carlo Olmo, Prefazione
Abbreviazioni
Ringraziamenti
Prologo: un dibattito europeo
New York, nuova monumentalità
I CIAM, la sintesi delle arti e il "Core"
Se è un monumento, non è moderno
George Howe e il monumento moderno
Una polemica verso il modernismo
Il simposio su The Architectural Review
Architettura, non stile
Lewis Mumford e l'esaurimento del dibattito
Conclusioni
Bibliografia
Indice dei nomi.