"> Rappresentanza politica e libertà di mandato nell'era della "disintermediazione" digitale - FrancoAngeli

Rappresentanza politica e libertà di mandato nell'era della "disintermediazione" digitale

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Studi, ricerche
Dati
pp. 258,      1a edizione  2021   (Codice editore 315.2.25)

Rappresentanza politica e libertà di mandato nell'era della
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In breve

Riflettere oggi sulla libertà di mandato può sembrare per certi versi anacronistico. Ma l’inarrestabile espansione della tecnologia digitale ha messo in crisi il ruolo di intermediari dei partiti, mentre è emerso in diversi ordinamenti il fenomeno del transfughismo politico-parlamentare. Vari sono i rimedi possibili, ma resta un’incognita la loro efficacia nel lungo periodo: il transfughismo nelle società post-ideologiche difatti parrebbe essere legato alla progressiva disgregazione dei corpi intermedi, che pare trovare una delle sue cause nella travolgente avanzata della “disintermediazione” digitale.

Presentazione del volume

Alle soglie del terzo decennio del XXI secolo riflettere ancora sulla libertà di mandato per certi versi può sembrare anacronistico. Infatti il principio liberale del divieto di mandato imperativo, anche se per lo più costituzionalizzato, è stato reinterpretato in senso restrittivo da quando i partiti politici si sono proposti quali intermediari tra rappresentanti e rappresentati, istituzioni e cittadini, sicché si potrebbe persino supporre che il principio sia già morto e sepolto da più di un secolo a causa della ferrea disciplina imposta dai partiti stessi ai rappresentanti del popolo.
Intanto, poi, il cd. Stato dei partiti, definizione comunemente usata come sinonimo dello Stato di democrazia parlamentare, è andato in crisi. Il più recente sviluppo della crisi del moderno Stato rappresentativo sembra legato ai cambiamenti sociali dovuti alla rapida e apparentemente inarrestabile espansione della tecnologia digitale. Nel contesto della crisi della rappresentanza è emerso il fenomeno del transfughismo politico-parlamentare, cioè il frequente cambio di partito politico di appartenenza e relativo gruppo parlamentare da parte dei rappresentanti eletti, che costituisce un problema molto avvertito in diversi ordinamenti, tra i quali Italia e Spagna. Vari sono i rimedi possibili, come si evince dall'indagine comparata, ma resta un'incognita la loro efficacia nel lungo periodo, tenendo conto che il transfughismo nelle società post-ideologiche parrebbe essere legato alla progressiva disgregazione dei corpi intermedi, la quale, a sua volta, sembra trovare una delle sue cause nella travolgente avanzata della "disintermediazione" digitale.

Tullio Fenucci è ricercatore a tempo indeterminato di Diritto pubblico comparato presso l'Università degli Studi di Salerno. È autore di alcune monografie e di diversi saggi che spaziano nell'ambito del Diritto pubblico comparato, del Diritto costituzionale e del Diritto amministrativo.

Indice

Premessa
Democrazia, rappresentanza e natura del mandato parlamentare
(Democrazia diretta, revoca degli eletti e mandato vincolato in Rousseau e Robespierre; La democrazia rappresentativa quale unica forma possibile di democrazia e l'irrealizzabilità di quella diretta negli Stati moderni; Caratteristiche della rappresentanza politica; La rappresentanza medievale e lo stereotipo del suo legame al vincolo di mandato; Fino a che punto è ancora valida l'interpretazione del costituzionalismo classico secondo cui la rivoluzione francese trasformò la rappresentanza da giuridica a politica facendo venir meno il vincolo di mandato?; L'avversione per la democrazia pura o diretta caratteristica del pensiero liberale; Il libero mandato teorizzato da Edmund Burke: quali differenze con la concezione francese?; Libertà di mandato, rappresentanza politica e sovranità popolare: cosa cambia con il passaggio dallo Stato liberale monoclasse a quello democratico pluralista?)
Il divieto di mandato imperativo alle soglie del terzo decennio del XXI secolo: c'è un fil rouge tra "disintermediazione" digitale, disgregazione dei corpi intermedi e transfughismo?
(Il libero mandato tra crisi della democrazia rappresentativa e dei partiti politici di massa quali intermediari tra società civile e istituzioni; L'evoluzione del partito politico: la disgregazione della sua funzione di corpo intermedio e il fenomeno del transfughismo nell'era digitale segnano il ritorno alla personalizzazione della politica dell'epoca liberale?; Democrazia rappresentativa e "disintermediazione" digitale: qual è oggi il rapporto tra democrazia e tecnologia?; Partecipazione popolare e tecnologia digitale: la Rete, i social media e la riemersione del mito della democrazia diretta; Crisi della democrazia rappresentativa, istituzioni a legittimazione tecnica e avanzata di movimenti populisti; Populismo digitale e minaccia alla libertà di mandato; Progresso tecnologico e illusione del superamento della democrazia rappresentativa)
Sovranità popolare, partiti politici e libertà di mandato in Italia: alla ricerca di un delicato equilibrio tra lotta al transfughismo e salvaguardia del ruolo del Parlamento all'ombra della crescente espansione della tecnologia digitale
(Dallo Statuto Albertino alla Costituzione repubblicana: l'interpretazione del termine "Nazione" nell'articolo 67 della Costituzione e il legame tra rappresentanza nazionale, divieto di mandato imperativo e altri principi costituzionali; Cosa comporta la qualificazione della libertà di mandato quale principio fondamentale dell'ordinamento costituzionale italiano?; È davvero possibile conciliare la libertà di mandato con l'influenza dei partiti politici nell'era digitale post-ideologica?; Mandato di partito e mandato imperativo; Sovranità popolare e transfughismo; Libertà di mandato e responsabilità degli eletti; Soluzioni contrattualistiche al transfughismo; Cenni alle riforme costituzionali volte a ridimensionare la democrazia rappresentativa promosse dal Movimento 5 Stelle nel corso della XVIII legislatura; Argini giuridico-costituzionali al transfughismo: la recente modifica del Regolamento del Senato)
Il divieto di mandato imperativo e i suoi limiti nel panorama comparato europeo: i casi tedesco e spagnolo
(Considerazioni introduttive; La Germania: i casi emblematici del mandato imperativo dei membri del Bundesrat e della decadenza dei deputati appartenenti a un disciolto partito antisistema; La Spagna: limitazioni al divieto di mandato imperativo, tra mandato di partito e lotta al transfughismo parlamentare)
Altri esempi di limitazione della libertà di mandato, tra rinvigorimento della democrazia rappresentativa e minacce "tecnologiche" alla sua sopravvivenza
(Il caso del Portogallo: la libertà di mandato persiste anche in presenza della previsione costituzionale della sanzione della perdita del seggio del deputato che aderisce a un gruppo parlamentare diverso da quello che lo ha eletto?; Il recall anglosassone è istituto utilizzabile per combattere il transfughismo senza limitare eccessivamente la libertà di mandato?; Transfughismo e eventuale introduzione del mandato imperativo; La democrazia diretta in versione digitale è davvero un rimedio contro il transfughismo o piuttosto proprio la "disintermediazione" digitale e l'attacco ai corpi intermedi favoriscono il fenomeno?; A proposito della democrazia partecipativa e deliberativa in prospettiva comparata; Salvaguardia della libertà di mandato nell'era della "disintermediazione" digitale e esigenza della responsabilità delle scelte assunte quale giustificazione dell'esistenza del governo rappresentativo; Considerazioni conclusive: i possibili rimedi "tecnicogiuridici" contro il transfughismo nel rispetto della libertà di mandato saranno efficaci al cospetto della crescente disgregazione dei corpi intermedi e dell'inarrestabile avanzata della "disintermediazione" digitale?)
Bibliografia.