Progetto e resistenza

Il progetto dello spazio come azione critica

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Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 142,      1a edizione  2020   (Codice editore 1126.58)
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Progetto e resistenza Il progetto dello spazio come azione critica
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In breve

Questi anni si caratterizzano per un mutamento epistemologico delle modalità di apprendimento che discende dall’assenza di punti di riferimento e dalla perdita dei valori, dall’incertezza e dal cambiamento continuo che pervade tutti gli aspetti della nostra vita. In questa situazione di instabilità, qual è il futuro di tutte quelle attività che progettano il cambiamento e la trasformazione? La risposta, per i contesti di apprendimento legati all’attività progettuale, può essere trovata in diverse concezioni/declinazioni degli strumenti di trasformazione dello spazio, ossia piani e progetti, intesi come “strategie di resistenza”.

Presentazione del volume

La trasformazione degli spazi fisici attraverso il progetto richiede la conoscenza e la comprensione di ciò che si deve trasformare. In questo senso, il processo cognitivo sotteso all'attività progettuale è influenzato anche dal modo in cui noi conosciamo e apprendiamo. L'apprendimento è a sua volta fortemente determinato dal contesto fisico e socioculturale più ampio in cui ci si forma.
Gli ultimi anni del XX secolo e questi primi anni del XXI si caratterizzano per un mutamento epistemologico delle modalità di apprendimento che discende dall'assenza di punti di riferimento e dalla perdita dei valori, dall'incertezza e dal cambiamento continuo e senza sosta che pervade tutti gli aspetti della nostra vita.
In particolare, viene a mancare la capacità di fare esperienza della stabilità che ha delle ricadute rilevanti sulle abilità degli individui orientate al progetto: se non si conosce e sperimenta la stabilità è possibile progettare il cambiamento? Quale è allora il futuro di tutte quelle attività che progettano il cambiamento e la trasformazione?
La risposta, per i contesti di apprendimento legati all'attività progettuale, può essere trovata in diverse concezioni/declinazioni degli strumenti di trasformazione dello spazio, ossia piani e progetti, intesi come "strategie di resistenza". Queste strategie recuperano alcune delle connotazioni perse nel tempo e ne assumono di nuove, più adatte a questi tempi di crisi: piano e progetto come strumento di conoscenza; come strutturazione degli elementi della permanenza; come processo e forma non risolutiva di trasformazione dello spazio; come strumento di integrazione tra processi urbani e processi ambientali; come strumento di opposizione a processi guidati dal mercato e all'omologazione; come attivatori di processi di coinvolgimento, di empowerment e di forme di gestione collettiva.
Le strategie di resistenza possono trovare collazione in un progetto formativo e pratico che tiene conto del modo in cui oggi si apprende e che esplora, resistendo, le possibilità di esistenza di altri modelli culturali e istituzionali, forme di democrazia, stili di vita, più adatti a questo tempo di incertezza e di instabilità, riportando valori di frugalità, sobrietà, solidarietà.
In questo senso, il progetto non è asservito ad uno sviluppo cieco che segue acriticamente i trend del momento, ma è l'occasione per trovare strade alternative, altri futuri possibili oltre a quelli derivanti da un mondo governato da tecnologia ed economia.
Il progetto come strategia di resistenza non è un atto passivo, di opposizione per l'opposizione, ma è un'azione critica e in quanto tale capace di aprire differenti prospettive, percezioni, compiti. La resistenza è concepita come un percorso che evita alcuni pericoli per costruire progetti, siano essi formativi, di trasformazione dello spazio, economici, di vita, che, attraverso un'attività critica continua e vigile di esplorazione della realtà, siano capaci di favorire la libertà, le diversità, le possibilità di evoluzione e di costruire un futuro migliore.

Paola Pittaluga, professore associato di Tecnica e pianificazione urbanistica, insegna Pianificazione ambientale e del paesaggio presso l'Università degli studi di Sassari. Tra i suoi ultimi lavori figurano Insediamenti turistici costieri e sostenibilità, FrancoAngeli, Milano, 2018; "Pioneering urban practices in transition spaces", in City, Territory and Architecture, n. 7, 2020; "Sustainable rehabilitation of neglected and marginal landscapes: the San Lorenzo Valley in Sardinia" (con Francesco Spanedda), in City, Territory and Architecture, n. 7, 2020.

Indice

Introduzione: apprendere ad apprendere
Progetto come strumento di conoscenza
(Il significato relazionale; Il significato esplorativo/operativo)
Progetto come strutturazione degli elementi della permanenza
(La dimensione urbana; La dimensione ambientale)
Progetto come processo e forma non risolutiva di trasformazione dello spazio
(Il processo nello spazio; Il processo nel tempo; Il processo nello spazio e nel tempo; Scenari evolutivi)
Progetto come strumento di integrazione tra processi urbani e processi ambientali
(Biomimicry, nature based solutions, landscape urbanism; Dall'ingegneria naturalistica alla sabbia batterica)
Progetto come strumento di opposizione a processi guidati dal mercato e all'omologazione
(Opposizione a forme di intervento guidate dal mercato; Opposizione all'omologazione; Organizzazione dello spazio; Sviluppo economico; Apprendimento e crescita culturale e sociale)
Progetto come attivatore di processi di coinvolgimento e di empowerment
(Prospettiva epistemica; Prospettiva generativa; Prospettiva narrativa; Prospettiva trasformatrice; Elementi ricorrenti)
Progetto come attivatore di forme di gestione collettiva
(Dalle specie in estinzione ai servizi; Abbandono e empowerment)
Progetto e resistenza.