Leggere, obbedire, combattere.

Maria Luisa Betri

Leggere, obbedire, combattere.

Le biblioteche popolari durante il fascismo

Edizione a stampa

22,00

Pagine: 160

ISBN: 9788820468606

Edizione: 1a edizione 1991

Codice editore: 1573.153

Disponibilità: Fuori catalogo

Nei primi decenni postunitari, in un'Italia in cui tre quarti della popolazione era analfabeta, mancavano quasi del tutto biblioteche per un'utenza -popolare», accanto a quelle di "alta cultura", frequentate da una ristretta cerchia di studiosi. L'arretratezza economica e sociale non aveva ancora innescato quella domanda di istruzione diffusa che, invece, nei paesi già toccati dalla rivoluzione industriale, soprattutto anglosassoni, aveva favorito la diffusione delle free public libraries. Esaurita una breve esperienza ottocentesca di biblioteche -per l'istruzione e l'elevamento morale del popolo. promosse dal filantropismo o dal populismo di privati, si dovette attendere l'inizio del Novecento perché la Federazione italiana delle biblioteche popolari, sorta dal più maturo e articolato progetto culturale del socialismo riformista milanese, fosse in grado di diffondere su tutto il territorio nazionale nuclei bibliotecari per fasce più ampie di lettori.

Il fascismo, come tutti i regimi totalitari, fu consapevole dell'importanza del libro e della biblioteca come mediatori di ideologia e di consenso, ma fallì il suo obiettivo politico principale, quello cioè di indirizzare e di inquadrare le scelte di lettura degli italiani mediante una rete bibliotecaria "popolare" soprattutto delle Opere nazionali, dopolavoro, balilla, combattenti, diretta e controllata da un apposito Ente nazionale. In essa, anzi, nella seconda metà degli anni trenta, trovò spesso un canale di diffusione quella narrativa straniera tanto avversata, in quanto veicolo di contenuti non graditi al regime.

Maria Luisa Betri è ricercatrice presso l'istituto di storia medioevale e moderna dell'Università degli studi di Milano. Ha coltivato, accanto a studi di storia sociale, della sanità e dell'assistenza (Le malattie dei poveri. Ambiente urbano, morbilità, strutture sanitarie a Cremona nella prima metà dell'Ottocento, Milano, 1981), interessi per la ricerca etnoantropologica e per la storia della cultura popolare.

Premessa
1. La mancanza di una «coscienza bibliografica» e la Federazione italiana delle biblioteche popolari (1861-1925)
Rivoluzione industriale e biblioteche
La mancanza di una «coscienza bibliografica» nell'Italia postunitaria
La prima stagione delle biblioteche popolari
Il Consorzio milanese delle biblioteche popolari L'espansione del movimento: la Federazione italiana delle biblioteche popolari
2. Il controllo della lettura per l'acquisizione del consenso: dalla fascistizzazione al Congresso di Bari (1934)
La Direzione generale delle accademie e biblioteche Biblioteche, editoria e fascismo
La politica bibliotecaria dal 1926 al 1934
3. L'Ente nazionale per le biblioteche popolari e scolastiche e la «fungaia di bibliotechine» delle Opere nazionali dopolavoro, balilla, combattenti
La formazione del personale bibliotecario
Biblioteche e tempo libero
L'Ente nazionale per le biblioteche popolari e scolastiche Le biblioteche dell'Ond
Le biblioteche dell'Onc e dell'Onb
4. Lettura e biblioteca nella riforma scolastica di Bottai
Questione bibliotecaria e società di massa
La crisi del libro
Le biblioteche e la scuola
La biblioteca di classe
Una biblioteca per ogni capoluogo di provincia
Indice dei nomi


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