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Rachele Mariani, Gian Maria Mussino

Interperpersonal Q-Sort (IQS) e digital assessment profile (Dap)

Nuovi strumenti per la valutazione delle risorse umane tra cambiamento e digital transformation

Gli strumenti di valutazione utilizzati oggi in azienda sono ancora efficaci? Quanto la trasformazione digitale inciderà nei prossimi anni sul lavoro dei manager delle risorse umane? Il volume intende rispondere a queste domande introducendo un nuovo approccio di lettura organizzativa che tenga conto della complessità dei fenomeni e della costruzione dei significati. In questa visione sono stati realizzati due strumenti di assessment descritti nel testo: l’IQS (Interpersonal Q-Sort) e il DAP (Digital Assessment Profile).

cod. 1305.256

Attà Negri, Luca Belotti

Sulla funzionalità dei sintomi e dei problemi - I pretesti professionali della psicologia clinica

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 3 / 2017

Gli autori propongono una riflessione sulla funzione dei sintomi e dei problemi lamentati dal paziente. Il loro racconto, all’inizio della psicoterapia, funge da pretesto per giustificare e avviare la relazione di cura, per riattivare anche nella relazione terapeutica le modalità relazionali che il paziente normalmente vive nel suo contesto, e per far ripartire e ampliare, grazie alla valenza simbolica del sintomo, il processo referenziale che connette il sistema subsimbolico a quelli simbolico non verbale e simbolico verbale. I problemi e i sintomi fondano in tal senso la professionalità psicologica quale competenza a leggere, utilizzare terapeuticamente e orientare la relazione che attraverso i sintomi il paziente propone im-plicitamente allo psicoterapeuta.

Attà Negri, Ana Luisa Botto

Oltre il relazionale

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 3 / 2016

Viene proposto un bilancio delle principali acquisizioni epistemologiche, teoriche e cliniche che all’interno della psicoanalisi gli autori che si definiscono e vengono definiti come relazionali ci hanno consegnato negli ultimi trent’anni. A partire dal riconoscimento del carattere straordinariamente innovativo e ricco di tale insieme di nuove conoscenze, sensibilità e convinzioni viene argomentata la necessità di andare oltre in questo percorso di cambiamento lungo tre principali direttrici: a) la costruzione e condivisione di una teoria generale della mente in relazione che fornisca una spiegazione di come il soggetto costruisce psicologicamente la relazione con il contesto in molteplici modi e a molteplici livelli, b) il passaggio da una psicologia bipersonale a una multipersonale, considerando la relazione tra due persone sempre permeata da una molteplicità di partner conversazionali e individuando le configurazioni familiari tipiche che possono portare a sofferenza, c) elaborando una teoria della tecnica coerente con l’epistemologia e la teoria della mente in tale contesto scelte, dove possono prendere nuovo significato tecniche psicoterapeutiche già da tempo utilizzate e esserne create di nuove, più utili e pertinenti con il nuovo frame teorico. La sfida proposta è quella di un lavoro congiunto tra i relazionali dei principali approcci clinici, guidati dalla necessità di una sempre più consapevole assunzione di responsabilità professionale nelle scelte che compiamo quotidianamente nelle relazioni con i pazienti.

Alberto Lorenzini, Paola Brizzolara, Rossella Torretta, Giancarlo Marenco, Attà Negri, Francesco Noseda

Editoriale

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 3 / 2016

Rachele Mariani, Attà Negri

Note del terapeuta e misure del processo referenziale. Un possibile "terzo analitico"

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 3 / 2015

Viene proposta un’analisi delle note riportate dal terapeuta sul lavoro clinico con un paziente, condotta attraverso l’applicazione delle misure linguistiche computerizzate elaborate all’interno della teoria del codice multiplo. I risultati, in accordo con la letteratura, hanno evidenziato una forte relazione tra le qualità linguistiche degli appunti del terapeuta e l’efficacia del lavoro clinico. L’analisi linguistica delle note del terapeuta può quindi, oltre ad ampliare le possibilità della ricerca clinica, essere un utile supporto per comprendere e prevedere in una certa misura l’andamento del caso e il tipo di relazione che si instaura nella coppia durante il lavoro terapeutico. Il clinico che adotta questa metodologia nella propria prassi professionale può disporre di uno strumento di analisi che facilita la supervisione e la riflessione sul caso, divenendo così un "terzo analitico" che contribuisce a monitorare e potenziare il processo referenziale che lo connette con l’esperienza emozionale che sta vivendo e con il paziente.

Attà Negri, Rachele Mariani

Livelli e codici multipli della mente, ovvero vincoli e possibilità della nostra relazione con il mondo

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 3 / 2015

Gli autori propongono una lettura della teoria del codice multiplo di Wilma Bucci sia come teoria della mente, intesa come essere in relazione con il mondo, sia come teoria della tecnica, ovvero come ipotesi su come la comunicazione tra paziente e terapeuta può creare trasformazioni in questo essere in relazione con il mondo. In particolare viene approfondito - esemplificandolo anche attraverso l’analisi dei casi clinici commentati dall’Autrice - il processo ritenuto essenziale per il cambiamento terapeutico: l’emergenza nella multiforme esperienza soggettiva di simboli intesi come pattern di esperienze sensoriali multimodali che nella comunicazione intersoggettiva divengono definiti e riconoscibili; le parole nella talking cure divengono centrali solo in una fase successiva e sono primariamente l’esito di tale processo, non il motore. Secondo l’ipotesi degli autori è proprio la simbolizzazione non verbale congiunta dell’esperienza soggettiva che è di per sé trasformativa e creativa in quanto decostruisce i vincoli dell’elaborazione automatica che avviene a livello subsimbolico e amplia notevolmente i gradi di libertà del soggetto rispetto a se stesso. Tale simbolizzazione non verbale infatti pone analista e paziente nella condizione di poter prendere posizione rispetto alle esperienze divenute riconoscibili all’interno e grazie alla relazione in cui sono immersi. Ed è per questo che il cambiamento psicoterapeutico può essere definito come processo incarnato, contestuale e relazionale.

Attà Negri

Editoriale

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 3 / 2015

Olivia Osio, Paride Braibanti

Il diritto ai diritti.

Riflessioni e approfondimenti a partire dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

Partendo dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, il volume propone il punto di vista di docenti universitari e protagonisti delle politiche sociali su argomenti quali: il progetto di vita per le persone con disabilità, l’integrazione, l’inclusione, la partecipazione alla vita pubblica, il lavoro, la salute, le barriere architettoniche...

cod. 1130.293

Valeria Ugazio, Lisa Fellin, Roberto Pennacchio, Attà Negri, Francesca Colciago

L’ermeneutica triadica sistemica è davvero estranea al senso comune?

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 92 / 2010

La teoria sistemico-narrativa del cambiamento terapeutico suppone che le persone: a) normalmente non utilizzino schemi esplicativi triadici, b) ma siano in grado di contribuire a costruirli in seduta, grazie alle tecniche di conduzione del terapeuta. Per verificare questi presupposti sono state analizzate le spiegazioni fornite da 400 soggetti (studenti universitari) ad un comportamento inaspettato presentato attraverso 4 situazioni-stimolo in cui è stata manipolata l’ampiezza del campo di osservazione. I risultati dimostrano che le spiegazioni triadiche sono inconsuete, ma non del tutto estranee al senso comune e aumentano significativamente con l’allargamento del campo di osservazione dalla monade alla triade. È soprattutto la situazione- stimolo "triadica enigmatica" che - aggiungendo una discrepanza disorientante nel comportamento degli attori - sollecita una frequenza maggiore di spiegazioni triadiche. I risultati emersi, se confermati da un campione clinico, accreditano tecniche terapeutiche che privilegiano ridefinizioni costruite attivamente dai pazienti anziché reframing "preconfezionati". Sembrano inoltre suggerire ai terapeuti di esaminare, assieme ai loro pazienti, le contraddittorietà che proprio l’allargamento del campo di osservazione spesso rivela.