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Francesco Caccamo

In un continente diviso

L'Italia, l'Europa orientale e la discesa della cortina di ferro

Il volume si concentra sulle «rivoluzioni comuniste» del secondo dopoguerra. La formazione del blocco sovietico e l’affermazione di regimi comunisti rappresentarono un tornante decisivo per l’Europa orientale e per l’intero continente. Emergevano dilemmi con i quali la classe dirigente e l’opinione pubblica si sarebbero confrontate per decenni: quale atteggiamento adottare nei confronti dell’egemonia di Mosca in Europa orientale, di fronte ai tentativi di resistenza posti in essere dalle popolazioni locali, con quali parametri valutare i nuovi sistemi politici affermatisi a Est.

cod. 11792.3

Per la maggioranza dei paesi dell’Europa centro-orientale, la dissoluzione del blocco sovietico e la caduta del sistema comunista nel 1989 hanno rappresentato uno spartiacque non solo storico, ma anche storiografico. Senza dubbio è questo il caso della Cecoslovacchia e della Repubblica Ceca, dove per due decenni il regime normalizzatore aveva imposto una visione strettamente ortodossa della vicenda nazionale e dove la riflessione storica era stata costretta negli ambienti del dissenso, dell’opposizione e dell’esilio. Con queste premesse era comprensibile che dopo il 1989 l’opinione pubblica e la comunità scientifica ceca si volgessero con grandi aspettative all’esame del recente passato e avviassero una riflessione sull’appena trascorsa esperienza comunista. Approfittando delle nuove opportunità di ricerca e dell’apertura degli archivi, gli studiosi si sono dedicati innanzitutto ai momenti to pici del 1948, del 1968 e del 1989, ossia all’instaurazione del regime comunista, al tentativo di una sua riforma durante la Primavera di Praga e alla sua crisi finale con la rivoluzione morbida o di velluto. In un contesto in genere dominato dalla storia politica, negli ultimi anni si registrano nuove tendenze: da una parte il revival totalitarista, dall’altra la ricerca di approcci storiografici e metodologici alternativi.

Stefano Trinchese, Francesco Caccamo

Rotte adriatiche.

Tra Italia, Balcani e Mediterraneo

Gli atti del convegno Europa Adriatica (Pescara, 2008) offrono un’immagine dell’Adriatico come spazio comune a una moltitudine di popoli e di civiltà, come zona di mediazione e di confronto, come mare solcato da rotte materiali e metaforiche che collegano il mondo italiano ai Balcani, la Mitteleuropa al Mediterraneo…

cod. 1792.160

Stefano Trinchese, Francesco Caccamo

Adriatico contemporaneo

Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento

Gli studi sull’Adriatico tendono a privilegiare il mare nostrum romano o il golfo di Venezia tardo-medievale e moderno, o a spostarsi sulla più immediata attualità. Il volume si concentra invece sui grandi cambiamenti dell’epoca contemporanea, un periodo nel quale lo spazio adriatico perde definitivamente la sua unità, per cadere preda di tensioni etniche e di contrasti ideologici; un periodo al quale bisogna comunque guardare per lasciarsi alle spalle le divisioni del passato e ridare centralità al “canale adriatico”.

cod. 2000.1236