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Vittorio Cigoli, Marialuisa Gennari, Caterina Gozzoli, Davide Margola

Curare la relazione di coppia. L’incontro tra pratica clinica e ricerca empirica

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 55 / 2022

È sempre più diffusa la richiesta di cura avanzata da coppie, siano esse coniugali, di fatto o ricostituite. Ciò è dovuto anche alla trasformazione dello scenario culturale relativamente al rapporto tra relazione di coppia e relazione familiare. La clinica di coppia è così diventata un vero e proprio genere terapeutico con sue specificità, in cui il cliente è la relazione tra i partner e il destino di tale relazione. Il contributo focalizza poi l’attenzione sulle differenti concezioni epistemologiche ed etiche che guidano il lavoro clinico con la coppia. La prima concezione, quella supportata empiricamente (Empirically Supported Treatments), propone un’etica basata sull’efficacia-utilità della cura; la seconda, quella supportata qualitativamente, si fonda su un’etica relazionalmente orientata e tende verso la ricerca di senso sia in merito alla relazione di coppia sia alla relazione coppia-terapeuta. Affronta poi, entro tale cornice, la questione della differenza, cruciale nel fare ricerca sulla psicoterapia, tra teoria e modello per un verso e tra metodo e tecniche per l’altro. Evidenzia infine come sia possibile un reale ed efficace incontro tra pratica clinica e ricerca empirica a proposito della relazione di coppia aldilà delle differenze tra modelli terapeutici. A tale proposito vengono offerte indicazioni metodologiche in grado di tener conto sia della variabile personale (i partner, ma anche il terapeuta), sia del legame in quanto tale (la relazione di coppia, ma anche la relazione terapeutica).

Marialuisa Gennari, Sara Molgora

La costruzione della domanda psicologica attraverso il colloquio clinico

I fondamenti, il metodo, i contesti

Il volume intende offrire una cornice di lettura e strumenti utili al professionista che, pur operando in vari contesti, deve “costruire” domande articolate, frutto di un processo dialogico e dinamico. Un testo per gli psicologi in formazione, ma anche per gli operatori dell’area psico-sociale che devono affrontare richieste di intervento psicologico spesso formulate in modo confuso.

cod. 1229.1

Silvia Mazzoni, Maurizio Andolfi

La ferita familiare del divorzio

Il volume vuole fornire un quadro articolato delle problematiche degli adulti e dei figli nel ciclo vitale della separazione e del divorzio. Il testo permetterà al lettore di usare porte d’entrata differenziate in contesti terapeutici e istituzionali per la prevenzione e la cura dei danni prodotti dal conflitto genitoriale sullo sviluppo dei bambini e degli adolescenti.

cod. 1250.320

Giancarlo Tamanza, Marialuisa Gennari

Violenza di coppia e separazione. Caratteristiche relazionali e indicazioni per il trattamento

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 124 / 2020

Il contributo illustra i risultati di una ricerca clinica condotta su un campione di 10 "coppie violente", incontrate in un contesto di consultazione clinico-giudiziaria durante la transizione separativa. L’analisi è stata condotta secondo un approccio relazionale integrato che cerca cioè di considerare congiuntamente variabili relative alla personalità dei singoli partners, alle condizioni evolutive e contestuali (fattori legati alla trasmissione intergenerazionale ed alle condizioni economiche e socioculturali) ed alle caratteristiche della relazione violenta nel suo insieme. L’obiettivo era di identificare alcuni descrittori distintivi del legame violento e, sulla base di questi, verificare le condizioni di trattabilità terapeutica, soprattutto per quanto riguarda l’accompagnamento nella definizione dell’assetto post-separativo ed il supporto nell’esercizio della genitorialità.

Vittorio Cigoli, Marialuisa Gennari, Giancarlo Tamanza

Idee ed esperienze di lavoro clinico con la coppia in separazione

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 124 / 2020

Il contributo illustra le linee concettuali di fondo che contraddistinguono il nostro approccio teorico alla coppia e alla separazione e il conseguente modello di intervento clinico. Le tre idee di fondo riguardano la concezione del legame di coppia come "oggetto terzo" rispetto ai partners che lo costituiscono, la considerazione della coppia come dispositivo di mediazione nella dinamica intergenerazionale e l’idea della separazione come transizione che ingaggia l’intera organizzazione familiare. Da questi presupposti deriva un modello di intervento clinico con le coppie in separazione che identifica - quale direzione elettiva della cura - l’esplorazione e la messa in luce degli elementi che ostacolano l’elaborazione della fine del legame e l’accompagnamento a una ridefinizione della relazione genitoriale per salvaguardare e rilanciare la generatività familiare.

Il volume presenta la teoria e il metodo della Consulenza Tecnica Familiare nei procedimenti di separazione e divorzio. Un testo per gli psicologi e gli psichiatri che sono interessati o che si occupano di Consulenza Tecnica (d’Ufficio o di Parte), ma anche per tutti i clinici e gli operatori sociali e giuridici che incontrano genitori e famiglie che stanno affrontando con difficoltà la separazione e il divorzio.

cod. 1245.40

Giancarlo Tamanza, Marialuisa Gennari, Carles Perez Testor

La consultazione clinica con coppie altamente conflittuali

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2018

Il contributo, attraverso la presentazione e la discussione di un caso clinico, il-lustra un approccio alla consultazione di coppia considerata una forma di inter-vento clinico specifico. Gli elementi fondamentali che lo definiscono concet-tualmente sono la focalizzazione sulla natura relazionale della crisi e l’attenzione prevalente al legame di coppia, osservato nella sua articolazione generazionale. In questa prospettiva l’obiettivo primario della consultazione risiede nello svela-mento delle dinamiche psicologiche sottese alla crisi/problema, ovvero una rilet-tura dei sintomi di disagio e sofferenza che permetta di accedere ai significati e ad una conoscenza più complessa ed articolata dei problemi relazionali e della loro natura. Questo modo di pensare e realizzare la consultazione clinica con la coppia si fonda su uno specifico impianto teorico-metodologico e si qualifica come una forma di "assessment collaborativo" che si caratterizza per la necessità di costruire una reale condivisione tra i partner del problema e quindi delle mo-dalità per affrontarlo, affinché la coppia possa insieme assumere una posizione attiva ed una progettualità congiunta per far fronte alle difficoltà. La sfida della consulenza clinica di coppia è quindi costruire un clima ed un setting di lavoro condiviso e partecipato costruttivamente da entrambi i partner. Questo aspetto assume un rilievo ancora più pregnante dal momento che solitamente la caratte-ristica del problema presentato vede i due partner contrapposti e attori di un con-flitto più o meno manifesto.

Marialuisa Gennari, Giancarlo Tamanza

Caratteristiche dinamiche e funzionali della fase costitutiva della coppia

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2018

La ricerca presentata si propone di analizzare le caratteristiche della relazione di coppia considerata nella sua fase costitutiva, sia per quanto riguarda la qualità del funzionamento, sia per quanto riguarda alcuni aspetti rappresentazionali e attributivi alla base della costituzione della relazione di coppia medesima. Gli obiettivi riguardano, in particolare, l’esplorazione delle forme latenti e strutturali del legame di coppia e la valutazione delle interrelazioni tra le forme del legame di coppia e alcune dimensioni del funzionamento psichico diadico che appaiono rilevanti per il funzionamento relazionale. Allo scopo sono state reclutate 66 coppie residenti in tutto il territorio italiano. A ciascuna di esse è stata sommini-strato un protocollo multimetodologico che comprende un’intervista clinica in setting congiunto e alcuni questionari self-report individuali. I dati così prodotti sono stati esaminati attraverso analisi univariate e bivariate e, successivamente, considerati congiuntamente attraverso una cluster analisys che ha permesso di identificare tre profili tipologici di relazione. I risultati ottenuti delineano un pano-rama articolato e alcune posizioni differenziate, cioè forme della relazione dove l’equilibrio tra aspetti di forza e aspetti problematici o incerti determina prevalenza ben distinte. Sono stati individuati tre differenti cluster, contraddistinti dalla rilevanza di variabili propriamente relazionali rispetto alle variabili personali. Ciò confermerebbe il presupposto teorico promosso dalle prospettive relazionali e sistemiche che considerano il proprium della relazione coppia, indipendentemente dal costrutto considerato, un’eccedenza e una sostanziale specifica alterità ri-spetto ai contributi personali dei partner.

Giancarlo Tamanza, Ettore De Angeli, Marialuisa Gennari

Pena, punizione e riparazione nel processo penale minorile. Uno studio valutativo sui risultati degli interventi di mediazione

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2018

Il processo penale minorile assume in Italia una "configurazione speciale", protesa verso il recupero e la riabilitazione del minore e ad evitare che le sanzioni irrogate producano effetti distruttivi nella sua evoluzione psicosociale (DPR 488/88). Per tale ragione i diversi istituti previsti e l’organizzazione processuale stessa sono ispirati più ad una logica riparativa che ad una logica punitiva. Ciò determina che solo in una misura limitata ed estrema il processo si chiuda con l’irrogazione e la successiva esecuzione di una pena e che invece si faccia prevalentemente ricorso ad altri istituti che già nel corso del procedimento favoriscano l’avvio di un percorso riabilitativo. In questo quadro da un paio di decenni è stata introdotta in numerosi distretti giudiziari la pratica della Mediazione Penale. Il contributo presenta i risultati di una ricerca valutativa sui risultati ottenuti attraverso un intervento sperimentale di Mediazione Penale realizzato in un distretto giudiziario del Nord Italia. I risultati dell’indagine condotta consentono di identificare alcuni fattori e condizioni di esercizio associati all’esito dell’intervento ed anche elementi che contribuiscono a delinearne la specificità e le implicazioni di ordine psicologico. I risultati più significativi sono due. Da un lato è stata verificata una buona efficacia degli interventi, ma - allo stesso tempo - alcune importanti criticità nella loro messa in opera. Al di là della quota molto limitata di situazioni che pur essendo state inviate dalla magistratura non hanno mai avuto accesso al servizio (nel 6.0% dei casi la vittima o l’autore del reato non si sono resi disponibili nemmeno per effettuare il colloquio informativo e preliminare) è stato rilevato che solo nel 57.1% dei casi avviati è stato possibile portare a compimento il percorso (cioè realizzare l’incontro diretto tra l’autore del reato e la persona offesa): in queste situazioni l’esito è stato positivo nel 78,5% dei casi. Nel 42.9% dei casi, invece, l’intervento è stato interrotto dopo la fase preliminare (in cui la vittima e l’autore del reato sono stati incontrati individualmente).

Marialuisa Gennari, Giancarlo Tamanza

Il disegno congiunto della famiglia

Uno strumento per l'analisi delle relazioni familiari

Una novità assoluta nel panorama nazionale e internazionale, uno strumento che si presta all’impiego in ambiti valutativi, consulenziali, educativi e clinici. Il testo analizza l’evoluzione dell’utilizzo del disegno familiare come strumento di indagine psicologica, sia negli interventi psicodiagnostici e nella clinica infantile, sia nelle varianti più frequentemente utilizzate nella ricerca sulle relazioni familiari.

cod. 1305.169

Vittorio Cigoli, Davide Margola

Terapie di coppia

L'approccio integrativo e l'approccio relazionale-simbolico

Il testo presenta due approcci terapeutici ai disturbi e ai problemi di coppia, ciascuno dei quali ha sue matrici di pensiero, tecniche di intervento e misure di efficacia che vengono definite con cura.

cod. 1245.41

Cristina Giuliani, Marialuisa Gennari

Intimate male partner violence: voci dei migranti musulmani

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2014

Obiettivo di questo contributo è esplorare il contesto della Intimate Male Partner Violence (IMPV) nelle coppie musulmane residenti in Italia. L’analisi preliminare di alcune interviste individuali e di gruppo, rivolte sia a donne vittime di violenza coniugale sia a uomini, tutti immigrati di prima generazione e di religione musulmana, ha consentito d’indagare il ruolo che alcuni fattori di rischio esercitano nel generare, nella fase post-migratoria, il fenomeno della IMPV e il suo perpetuarsi nel tempo, con particolare attenzione alle fonti di stress, all’isolamento sociale e all’assenza di una comunità etnica. In aggiunta ai noti fattori psicologici e sociali connessi all’escalation della violenza, le interviste consentono di esplorare le barriere culturali e linguistiche che ostacolano l’avvio del processo di aiuto: la percezione della gravità della violenza subita, le norme di ruolo e le disuguaglianze di genere, il significato del matrimonio e le credenze familistiche, la stigmatizzazione sociale.

Il contributo illustra una modalità clinico-familiare di realizzare le Consulenze Tecniche nei procedimenti di separazione e divorzio. Essa si fonda su una concezione relazionale della genitorialità, intesa come una "funzione triangolare" che si determina nell’interrelazione tra i due genitori, il figlio ed i rispettivi sistemi relazionali di origine. In tale prospettiva il criterio valutativo preminente dell’adeguatezza genitoriale non si limita a considerare le "capacità accuditive" di ciascun genitore, ma pone al centro dell’attenzione la capacità e la volontà di ciascun genitore di promuovere l’accesso simbolico e fattivo dei figli all’intero contesto relazionale, ovvero la capacità di ciascuno, di mantenere e consolidare la "unità genitoriale" nei riguardi del minore stesso. Da tale presupposti teorici è stato sviluppato, all’interno di una logica di ricerca quasi-sperimentale, un protocollo operativo semistandardizzato, sia per quanto riguarda la procedura di intervento, sia per quanto riguarda le tecniche e gli strumenti. Tale specifica modalità di lavoro è illustrata anche attraverso la presentazione di un caso clinico che mette in evidenza come essa sia particolarmente idonea a promuovere un costruttivo ascolto del minore all’interno dei processi giudiziali.

Camillo Regalia, Cristina Giuliani

Esperienze di donne nella migrazione araba e pakistana

I risultati di un’articolata ricerca empirica di tipo quantitativo e qualitativo che ha esplorato e messo a confronto le condizioni di vita delle donne immigrate di prima e seconda generazione, provenienti da alcuni paesi arabi – Egitto e Marocco – e dal Pakistan e residenti in Lombardia.

cod. 907.49

Marialuisa Gennari, Santo Di Nuovo

L'incontro con l'altro: migrazioni e culture familiari.

Strumenti per il lavoro psicologico

Il libro, rivolto agli studenti delle facoltà di Psicologia, Scienze dell’educazione, Sociologia e Scienze della Comunicazione, fornisce un quadro ampio e aggiornato delle tematiche della famiglia nella migrazione. Un testo prezioso anche per gli operatori sociali che si occupano della migrazione familiare: psicologi, assistenti sociali, educatori, insegnanti, formatori, sociologi, medici.

cod. 1245.38

I risultati di un progetto di ricerca internazionale coordinato dalla Postgraduate School of Psychology dell’Università Cattolica di Milano e dalla Regione Lombardia. Gli autori sono psicologi clinici e sociali di diversa provenienza e i contributi sono offerti nelle lingue originali con un ampio riassunto in italiano.

cod. 1245.36

Vittorio Cigoli, Marialuisa Gennari

Violenza di coppia e tenerezza dei legami. Metodologia dell’intervento clinico in caso di divorzio

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 88 / 2008

Violenza di coppia e tenerezza dei legami. Metodologia dell’intervento clinico in caso di divorzio - The explosion and chronicization of violence in couple-parental relationships have been clinically studied for a long time. In this respect, the various paradigms (Psychodynamic, Cognitive, Systemic) offered several guidelines and especially highlighting the presence of mediating factors (moderators) and predictors of violent action. Among them, the generational exchange modalities, the way people relate to their peers and the socio-economic context. However, it has to be said that it’s the couple’s bond itself, being it tender and fragile, that exposes the partners to violence risk. Finally, from a clinical-generational point of view, the children, as members of the family body, ought to be considered. Moreover, couple separation and divorce are well known to be trigger factors or amplifiers of the violent action. The technique used by the authors to face the matter is presented through a clinical case narration. It foresees the organization of the intervention in several "scenes" as well as the use of various instruments (self-report, graphic-projective, associative on the basis of images- paintings) that help reflection and the re-launch of the bond between the ex-partners-parents and their children. Moreover, the article outlines the importance of verifying, in the mid-long term, the effects of the counselling work.