LIBRI DI PAOLO DONADONI

Massimo Corti, Marco Riglietta, Ugo Calzolari, Paolo Donadoni, Guido Ferreri Ibbadu

Come si vive la dipendenza al tempo del Covid-19 in un ambito territoriale ad elevata incidenza. L’impatto sui Consumatori e sui Servizi

MISSION

Fascicolo: 54 / 2020

In Italia, la pandemia virale SARS-CoV-2 impatta su un'organizzazione territoriale delle dipendenze diffusa su tutto il territorio nazionale. In provincia di Bergamo sono presenti 6 servizi territoriali per le dipendenze. La normativa nazionale e regionale ha definito ESSENZIALE l'erogazione dei servizi per le dipendenze e, per questo motivo, durante la fase più drammatica del contagio i servizi sono rimasti aperti, garantendo l'andamento con un inevitabile processo di riorganizzazione. Il lavoro descrive i cambiamenti organizzativi che i servizi dovevano attuare, l'impatto dell'infezione sui pazienti, quali cambiamenti si sono verificati nell'accesso dei pazienti ai servizi e come sono stati gestiti i trattamenti farmacologici con agonisti degli oppioidi.

Marco Riglietta, Paolo Donadoni, Grazia Carbone, Caterina Pisoni, Franca Colombi, Marta Vaiarini

L’esperienza clinica con Levometadone nel trattamento del disturbo da uso di oppiacei

MISSION

Fascicolo: 52 / 2018

In Italy, at the end of the 1970s, methadone hydrochloride was introduced for the treatment of opioid use disorder, in the form of a racemic mixture consisting of levomethadone and dextromethadone.In 2015 Levometadone was introduced, a new formulation marketed in Italy for the treatment of opioid use disorder in 2015.The article aims to bring the experience of an Italian Addiction Centre back to the use of this new formulation in the “real life” analyzing the efficacy, the trend of adverse events and pharmacological iterations in a context in which the treated population often uses besides the opiates, cocaine and alcohol, are burdened by a relevant physical and psychic comorbidity and frequently have a prescribed polypharmacy.

Rosangela Barcaro, Paolo Becchi

Prospettive bioetiche di fine vita

La morte cerebrale e il trapianto di organi

Nel 1968 l’Ad Hoc Committee della Harvard Medical School stabilì che pazienti con lesioni cerebrali irreversibili, collegati alle apparecchiature per la ventilazione artificiale, potessero essere dichiarati morti. Quarant’anni dopo, quest’opera analizza la diffusione dei criteri per determinare la morte cerebrale e i nodi critici del dibattito internazionale di fine Novecento sui presupposti medico-biologici e filosofici sottesi a quei criteri, e discute gli aspetti giuridico-legislativi italiani sull’accertamento della morte e la donazione degli organi.

cod. 230.90