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Sara Bonati, Marco Tononi, Giacomo Zanolin

Le geografie e l’approccio sociale alla natura

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 2 / 2021

‘Natura’ è un termine ricorrente nel lessico geografico. A essa sono connessi articolati sistemi epistemologici, che producono significati molteplici e trasversali rispetto alle diverse branche della disciplina, i quali la connettono a un complesso sistema multi- e inter-disciplinare.Per questo motivo lo scopo di questo contributo non può essere quello di rendere conto della complessità insita nella concettualizzazione della natura nel pensiero geografico. L’intenzione è piuttosto di proporre una riflessione circoscritta a uno specifico quadro teorico dedotto dalla letteratura anglofona, denominato social nature, a partire dall’analisi dei testi di alcuni autori (tra tutti Noel Castree e Bruce Braun), per aprire poi la riflessione a ulteriori correnti di pensiero che a esso sono connesse (si veda per esempio la more-than-human theory di Sarah Whatmore) e provare a capire quali potenzialità racchiude dal punto di vista teorico e metodologico.Soprattutto però, obiettivo di questo numero monografico è rispondere alle seguenti domande: perché reintrodurre un dibattito sulla natura nella geografia italiana? E che cosa significa parlare di social nature oggi? Approfondire le possibili applicazioni della teoria sociale della natura, sollecitandoalcuni studiosi italiani a ragionare sul tema, è stata, a nostro avviso, un’e-Social nature geographies. Le geografie e l’approccio sociale alla natura sigenza dettata dalle potenzialità insite nel pensiero connesso alla social nature, nonché dal proliferare, in seno alla geografia italiana, di riflessioni su approcci diricerca ad esso riconducibili, ma che solo raramente hanno proposto analisi sistematicheed esaustive esplicitamente centrate sul tema.Il concetto di social nature, come risulterà chiaro negli approfondimenti a seguire, è frutto della sedimentazione di diversi influssi teorici provenienti principalmente dal marxismo e dalle sue evoluzioni contemporanee (neo e post).Questo contributo, pertanto, è da intendersi come una introduzione, e non come una review esaustiva dell’argomento, data la vastità delle linee di pensiero che coinvolge e dei dibattiti che ha alimentato. Ugualmente, non è possibile qui delineare il percorso del pensiero geografico che ha condotto alla formulazione della costruzione sociale della natura. Tuttavia, si ritiene necessario contestualizzare,seppur sommariamente, l’origine di questo dibattito.Questo lavoro, dunque, deve essere visto come un tentativo di aprire una riflessione sulla social nature, provando a riagganciarla al dibattito italiano, allo scopo di capire in che misura il suo recupero possa ritenersi utile per alimentare riflessioni sui principali cambiamenti che le società stanno vivendo nella contemporaneità e che sono al centro della ricerca geografica. Ovviamente, i contributi selezionatinon esauriscono i temi geografici, ma vogliono rappresentare un primo stimolo dacui partire per ulteriori lavori.

Il concetto di ‘natura’ nella narrazione dei cambiamenti climatici è spesso abusato e oggetto di strumentalizzazione. Ciò che ne consegue è una fitta rete di disinformazione e misinformazione. Il contributo, pertanto, vuole discutere i diversi modi in cui il concetto di natura è (ab)usato in relazione ai cambiamenti climatici, partendo dalla costruzione sociale della natura. A tale scopo è discusso il ruolo del riduzionismo nella promozione di un’idea di natura intesa unicamente in prospettiva antropocentrica, entro la quale si collocano diverse narrazioni dei cambiamenti climatici: da una parte, le retoriche di ‘saveclimate/nature’, nel quale il clima/la natura sono intesi come risorsa da salvare; dall’altra, le teorie negazioniste, che sfruttano l’idea di natura costruita per mettere in discussione le evidenze offerte dalla scienza.

Sara Bonati, Marco Tononi

Cambiamento climatico e rischio

Proposta per una didattica geografica

Il volume nasce con l’obiettivo di dare un contributo nell’insegnamento geografico, sia attraverso elementi teorici sia attraverso la proposta di attività pratiche, che mirano ad affrontare in modo sistematico i temi del rischio e del cambiamento climatico. Partendo dall’esperienza fatta in occasione del 61° Congresso Nazionale AIIG e da successivi momenti formativi promossi da alcune AIIG locali, è stato possibile testare e ragionare sul ruolo che la geografia può avere nella diffusione di queste tematiche, e sulla responsabilità che le deriva in quanto disciplina di sintesi. I temi in oggetto, infatti, sono spesso ai margini dell’insegnamento e dell’attenzione geografica, nonostante rivestano un ruolo cardine nella comprensione dei territori e nell’elaborazione/promozione delle politiche economiche, sociali e ambientali.

cod. 11787.8