LIBRI DI SERGIO ONGER

Le prime forme associative degli imprenditori italiani corrispondevano puntualmente alla struttura economica del Paese e riproducevano quindi il notevole peso degli interessi commerciali. La contiguità territoriale tra impianti industriali, reti distributive e reti creditizie favorivano la costituzione di associazioni con un forte radicamento locale. È questo il caso del Circolo commerciale, sorto a Brescia nel 1892 in modo spontaneo, geograficamente circoscritto e organizzativamente debole, nel quale erano rappresentati sia gli interessi industriali sia quelli commerciali, a dimostrazione di un basso grado di specializzazione settoriale. Al suo interno si trovavano imprenditori dell’industria, del commercio e della finanza, ma anche esponenti del ceto nobiliare che avevano iniziato a investire nell’azionariato industriale e bancario. Il Circolo divenne in pochi anni la centrale operativa di una élite di operatori economici di diverso orientamento politico che non intendevano l’azione associativa solo come difesa dei propri interessi, ma si sforzarono di collocarla nella prospettiva di una più ampia concezione ideologica, ponendosi traguardi comuni di progresso morale, civile e sociale.

Il volume analizza, attraverso gli studi raccolti, i sistemi del dare nelle diverse aree regionali italiane del XVIII secolo, prendendo in esame le similarità, le differenze esistenti e la loro complessità in relazione agli aspetti economici, politici e sociali.

cod. 1792.258

Un grande affresco storico-sociale che rende debito conto della connessione profonda, originaria e innegabile, esistente fra il cattolicesimo sociale bresciano e la genesi della Croce Rossa. Senza sminuire i meriti di Jean Henry Dunant, fondatore dell’Associazione, il volume vuole ricordare come la prima ispirazione gli venne da quanto vide in Lombardia, dove tutto un popolo, guidato dai suoi magistrati e dal suo clero, si dedicò con totale abnegazione al soccorso delle vittime della battaglia di Solferino e San Martino.

cod. 1047.29

Sergio Onger

L’istruzione della nobiltà bresciana fuori dalla serenissima nel XVIII secolo

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 2-3 / 2013

La nobiltà bresciana, pur potendo contare nella propria città di adeguate strutture educative - quali il collegio dei nobili di S. Antonio, diretto dai Gesuiti, e quello di S. Bartolomeo dei Somaschi - ricorse frequentemente a collegi esterni alla Serenissima per educare i propri figli. Questa tendenza della nobiltà di Terraferma di inviare i figli all’estero per l’educazione era allo stesso tempo una rivendicazione di autonomia verso la Dominante e il tentativo di creare reti di relazione esterne alla Repubblica in grado di garantire opportunità di carriera presso governi meno chiusi rispetto a quello veneziano, accessibile solo per la nobiltà autoctona. Tuttavia, se nel Seicento e nei primi anni del Settecento i collegi preferiti erano prevalentemente quello di Parma, e in subordine quelli di Bologna e di Modena, nel corso del XVIII secolo si ricorse con sempre maggiore frequenza al distante collegio di Prato. La soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773 aumentò ulteriormente la gamma di collegi utilizzati dalle famiglie bresciane. La nobiltà cittadina mostrò una certa originalità nella ricerca di un collegio di educazione per i propri figli, restando però nell’ambito di una strategia di tipo emulativo fra famiglie di pari rango, nella volontà di rafforzare legami parentali e di clientela condividendo gli stessi istituti di educazione.

Sergio Onger

Ridefinire l’immagine della città: l’esposizione di Brescia del 1904

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 3 / 2011

Il saggio ricostruisce la fase progettuale dell’esposizione, mettendo a fuoco la rielaborazione locale dei modelli e delle soluzioni organizzative ritenute più avanzate sperimentate in Italia e all’estero. Inoltre descrive l’articolazione della manifestazione, sintesi delle idee che i promotori avevano sulle prospettive di sviluppo economico della città e della nazione. Nella ridefinizione della propria immagine di città industriale, l’esposizione del 1904 svolse un ruolo decisivo, celebrando i risultati raggiunti con un evento spettacolare. La città effimera edificata sul colle Cidneo influenzò profondamente il gusto architettonico, favorendo l’affermazione in provincia del Liberty. Si crearono in questa occasione i presupposti affinché il Cidneo, un settimo della superficie della città murata da tempo in disuso e ora dotato delle opportune infrastrutture, ospitasse a pochi anni di distanza altri eventi e diventasse sede di istituzioni permanenti.

Sergio Onger

Una provincia operosa.

Aspetti dell'economia bresciana tra XVIII e XX secolo

Il volume raccoglie alcuni scritti sull’economia bresciana tra il XVIII e il XX secolo, che permettono di ricostruire processi fortemente connessi e integrati con quanto stava accadendo in altre parti d’Italia e d’Europa.

cod. 1573.398

Sergio Onger

Verso la modernità.

I bresciani e le esposizioni industriali 1800-1915

A partire dalla seconda metà del XIX secolo, le camere di commercio sostituirono le accademie nella promozione di premi ed esposizioni d’industria nel proprio ambito territoriale e nella partecipazione degli operatori economici locali alle rassegne nazionali e internazionali. Il libro, trattando nello specifico il caso della provincia bresciana, ricostruisce le biografie dei pionieri dell’invenzione e delinea il ruolo svolto dalle istituzioni locali nel promuovere l’organizzazione o la semplice partecipazione alle esposizioni.

cod. 1573.388

Maria Luisa Betri, Daniela Maldini Chiarito

Dolce dono graditissimo.

La lettera privata dal Settecento al Novecento

cod. 1573.275

Sergio Onger

La città dolente.

Povertà e assistenza a Brescia durante la Restaurazione

cod. 1573.177