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Psicosi, famiglia, istituzioni. La riflessione di Gregory Bateson sullo schizofrenico John Perceval
Titolo Rivista: RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA 
Autori/Curatori: Sergio Manghi 
Anno di pubblicazione:  2005 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  28 Dimensione file:  471 KB

John Perceval era uno schizofrenico che nel 1836 e nel 1840, ritenendosi guarito, pubblicò due volumi sulla propria esperienza. Oltre un secolo dopo (1961), i due volumi furono ripubblicati, in un volume unico, dall’antropologo Gregory Bateson (1904-1980). In quegli anni, Bateson si stava occupando di teoria della comunicazione, e in particolare del ruolo dei paradossi comunicativi nell’umorismo, nel gioco, nell’arte, nella religione e nella psicosi. Nel memoriale di Perceval, Bateson trovava una lucida anticipazione delle proprie teorie: la teoria della comunicazione come processo che non ha alla base i singoli individui ma sistemi interattivi più ampi (tipicamente: le famiglie); e la teoria della schizofrenia come caratteristica di un sistema (un sistema comunicativo intrappolato in un doppio legame). Perceval, osserva Bateson nel saggio introduttivo, descrive in termini di doppi legami i pattern interattivi che connettevano lui stesso, i propri familiari e i medici degli istituti psichiatrici nei quali era stato internato. Inoltre, Perceval mostra come la psicosi non sia da vedere come una malattia, ma come un tentativo di autocura attivato dall’interno di un sistema relazionale doppiovincolante. La psicosi, per Bateson, può esser vista come una cerimonia di autoguarigione: un complesso rituale iniziatico che i linguaggi scientifici e istituzionali, insensibili alle modalità comunicative relazionali di natura estetico-religiosa, tendono a ostacolare, alimentando così, con le migliori intenzioni, lo stato di sofferenza in atto. Discutendo il saggio di Bateson, e situandolo nella cornice della sua opera complessiva (dagli anni ’30 agli anni ’70 del XX secolo), si possono svolgere alcune considerazioni tuttora attuali, intorno al ruolo delle istituzioni e dei professionisti nei processi di cura. In particolare, intorno ai limiti dell’evidence based care e dell’abitudine a pensare secondo lo schema bisogno-risposta; limiti derivanti dalla delegittimazione istituzionalizzata dei linguaggi relazionali, sapienziali, estetici e religiosi, che Bateson considerava complementari a quelli scientifici.


Sergio Manghi, in "RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA" 3/2005, pp. , DOI:

   

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